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Terza Parte - TUTTI I MERCATI DEI FILM
DALLA PRODUZIONE AL CONSUMO
Capitolo 5 - La filiera dell'offerta
Primo step: i capitali e la qualità dei progetti
Le risorse finanziarie iniziali, immesse a monte del circuito e rappresentate dagli investimenti necessari per realizzare i progetti filmici, si qualificano infatti come impieghi "irreversibili", dal momento che i costi di realizzazione globali vanno sostenuti fino al completamento dell'opera e prima di ricavare qualsiasi introito (la maggior parte dei ritorni economici affluisce in cassa a distanza di parecchi mesi, e per certe voci anche di anni, dai primi esborsi) senza possibilità pratiche di disinvestimenti, ripensamenti o cambi di strategia. Dalla qualità delle scelte nelle loro destinazioni di utilizzo dipendono così la fortuna della singola iniziativa e la salute del comparto nel suo complesso.
In Italia negli ultimi dieci anni sono stati prodotti 1.207 film e la media di 120 titoli ogni dodici mesi esprime le potenzialità e la capacità del sistema nel suo complesso. Tutto il settore ruota in pratica attorno a questa attività. Perché sono le case di produzione domestiche ad alimentare gli altri comparti, compreso quello dell'industria delle materie prime, delle lavorazioni pre e post-produzione e a "fare" il mercato. Senza una produzione nazionale gli stessi gruppi internazionali che distribuiscono le loro opere in tutto il mondo (le cosiddette major Warner Bros., Universal-UIP, 20th Century Fox, Walt Disney e Sony) dovrebbero affrontare ben altre condizioni per operare, a partire da eventuali contingentamenti nell'importare le loro pellicole come è già accaduto in passato e accade ancora in alcune nazioni, in rispetto a leggi del mercato che cercano di evitare (seppure con esiti via via più incerti) la formazione di monopoli in maniera sempre più diffusa e di limitare quella di posizioni dominanti; situazioni che pongono entrambe in discussione la tutela e la protezione dell'identità culturale di ogni paese.
Nel 2009 il livello di proposta dei cineasti italiani non ha rivelato defaillances consistenti e a testimonianza di un impegno finanziario comunque notevole - per le sollecitazioni di un mercato che esige sempre più visibilità delle opere in termini di marketing - si è sostanzialmente mantenuto sullo stesso standing anche l'impiego dei loro capitali.2
