|
|
|

con il sostegno di:
Prima Parte - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO
Tutto quanto fa cinema
Capitolo 2 - L'economia di riferimento
Il core business e il grande settore
La ricca e tempestiva disponibilità di rilevazioni sui ricavi e sugli spettatori dei titoli in programmazione, in verità, ha anche il potere di stendere una specie di velo su quanto il cinema produce a valle, nascondendo gran parte dell'effettivo mercato dell'offerta. All'enfasi sugli esiti del box office fa riscontro la cronica mancanza di dati e informazioni sull'altro cinema e questa specie di "silenzio assordante" pregiudica la conoscenza e la comprensione completa del settore nei suoi assetti industriali e commerciali, nei relativi meccanismi di mercato e soprattutto nella sua reale consistenza economica, in termini sia complessivi sia disaggregati.
Produzione, distribuzione ed esercizio rappresentano infatti i comparti storici della cinematografia. Ne sono nella pratica e nella sostanza il cuore e compongono quello che può essere definito come "settore specifico". Quale parte tradizionale dell'universo-cinema ne costituiscono il core business, ma non certo il totale delle risorse generate. È vero che i proventi della distribuzione diretta al pubblico con la proiezione in sala mostrano in assoluto (proprio grazie alle opere digitali in 3D) un andamento migliore di quanto facessero presagire i bilanci di alcune passate stagioni. Ma per quanto prodromi essenziali alla formazione del valore della produzione complessiva di tutto il settore, le entrate dell'esercizio tradiscono in termini relativi, ossia in rapporto alle altre fonti di ricavi della cinematografia, un trend di graduale e costante riduzione.2
L'evoluzione del prodotto filmico e lo sviluppo del cinema stesso, nella sua globalità di settore, scorrono principalmente attraverso gli altri, diversi comparti. Sussidiarie, complementari e talvolta anche solo succedanee, queste attività sono perciò diventate ormai vitali e formano quello che (secondo la convenzionale letteratura economica) si può definire come "grande settore".
Se si può giudicare abbastanza paradossale che l'industria cinematografica, media che essenzialmente produce e trasmette contenuti, accusi una vistosa carenza di informazione, non si può dire che la circostanza sia figlia del caso.
La programmazione nelle sale è il momento in cui un titolo acquisisce il massimo dei suoi credits in proiezione dei successivi passaggi, a partire da quelli sui network TV, dove il cosiddetto licensing è parametrato all'accoglienza colta dalle opere nelle sale. Le risultanze del box office preludono infatti a proporzionali indici di gradimento e generano le attese di audience e di share, in corrispondenza delle quali i diritti acquisiscono appunto livelli di valore più o meno alto.
