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Prima Parte - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO
Tutto quanto fa cinema
Capitolo 1 - La sfida digitale
Più handicap che vantaggi competitivi
Ma le dimensioni del fenomeno mostrano in modo esplicito l'intensità del cambiamento in atto, i suoi effetti e il mix di minacce e opportunità che proietta su tutto il settore. Le tendenze positive sono espresse senza dubbio dalla capacità del D-Cinema di rivalorizzare la tradizionale modalità di consumo del film e quindi di tutta la filiera distributiva in considerazione del ruolo che la sala ha quale unità di misura e volano per tutte le altre piattaforme e modalità di fruizione. I rischi si ricollegano chiaramente alla capacità delle majors estere di trarre fin da subito il maggiore valore aggiunto dalle nuove tecnologie e di acquisire quindi con l'innovazione tecnologica un vantaggio competitivo ancora superiore a quello di cui già dispongono.
La debolezza strutturale del sistema-cinema e la dimensione societaria ridotta, salvo eccezioni, degli operatori che compongono la filiera cinematografica rappresentano viceversa, sotto l'aspetto concorrenziale, il principale handicap della produzione nazionale. La rivoluzione digitale, come documenta una lunga serie di studi e ricerche internazionali, sta investendo il mercato con una forza paragonabile a quella che ha travolto nella musica il vinile e nella fotografia la pellicola.9
Per questo la Direzione Generale per il cinema del Mibac ha sostenuto negli ultimi anni la riconversione tecnologica delle strutture, soprattutto minori, e ha dato vita con le principali associazioni di categoria al progetto "Schermi di qualità" a sostegno della programmazione del film italiano ed europeo che ha prodotto confortanti risultati, sovvertendo l'attesa di ritorni economici inferiori e rivelatasi invece per i gestori pagante. Nel frattempo anche varie Regioni sono intervenute per favorire l'aggiornamento dell'esercizio, mirando in alcuni casi a favorire la continuità d'attività delle sale ancora presenti nei centri storici.10
Ma lo scenario che si prospetta a breve-medio termine sembra porsi in contrasto - piuttosto che in linea - con l'attuale contesto del settore, che nonostante il crescente impegno delle istituzioni territoriali sembra preludere al sensibile contenimento delle risorse pubbliche a supporto di nuovi investimenti. A fronte di criticità che possono pregiudicare lo sviluppo di un sistema produttivo e di comunicazione strategico - sotto il profilo sociale e culturale, oltre che economico - è convinzione comune invece che la ricerca di soluzioni richiami al proprio ruolo sia le rappresentanze di categoria sia i decisori politici.
10La dettagliata analisi delle prime tre edizioni del progetto Schermi di qualità è stata pubblicata a cura dell'Ufficio Studi dell'ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) con il titolo Cinema di qualità, I quaderni dell'ANICA, Roma, 2009.
