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23/11/2017

CSC verso l"'infinito, e oltre"

Non solo il nuovo logo del Centro Sperimentale di Cinematografia, ma anche un nuovo portale internet

Giulia Lucchini


“Non c’è solo il nuovo logo del Centro Sperimentale di Cinematografia, ma anche un nuovo portale internet e tanti film restaurati in programma”, così Alberto Crespi, responsabile della comunicazione del CSC, annuncia una serie di novità che saranno attive tra la fine del 2017 e tutto il 2018. Si tratta di innovazioni e di nuove realtà didattiche e produttive che permetteranno al CSC di radicarsi ulteriormente conferenzastampacsc23nov2017_281sul territorio. Si parte dal nuovo logo, un progetto grafico di Romana Nuzzo, Stefano Teodori e Maurizio Nichetti con la musica composta dal Premio Oscar Nicola Piovani ed eseguita da lui stesso alla celesta e dalla violinista Lisa Green. “Una sigla animata che accompagnerà le proiezioni dei film restaurati dalla Cineteca Nazionale in occasione delle proiezioni ai festival e in giro per il mondo”, specifica Crespi. Ma ci sarà anche un nuovo sito innovativo dal punto di vista grafico e della fruibiltà. E un nuovo progetto, CSC distribution, finalizzato alla distribuzione in sala dei film restaurati dalla Cineteca Nazionale.Il listino di questa nascente attività sarà presentato il prossimo 27 novembre alle Giornate professionali del cinema di Sorrento con un primo pacchetto di restauri costituito da Ultimo tango a Parigi, Non c’è pace tra gli ulivi e Dillinger è morto. Allo studio c’è anche la possibilità di distribuire Miseria e nobiltà di Mario Mattoli e altri importanti restauri sono in programma per il 2018 e per gli anni successivi come Acciaio di Walter Ruttmann e Fumo di Londra di Alberto Sordi. “Siamo il Centro Sperimentale e sperimentiamo nuove possibilità- dice il presidente della Fondazione CSC Felice Laudadio- Tentiamo di fare un’operazione di restauri che si moltiplicherà in futuro grazie al ministro Franceschini e ad una nuova clausola contenuta nella legge sul cinema che prevede di procedere all’Art bonus. Un grande risultato perché avremo la possibilità di proporre a privati e mecenati di restaurare un film beneficiando di un credito d’imposta del 65%”.“Con il CSC eravamo cugini, poi siamo diventati fratelli e ora forse diventeremo anche fratelli gemelli. Ci occupiamo anche di valorizzare il patrimonio cinematografico all’estero e organizziamo delle grandi retrospettive come quella al Moma di New York su Antonioni”, dice il presidente di Istituto Luce-Cinecittà Roberto Cicutto. Il direttore del CSC Marcello Foti annuncia che dall’autunno 2018 il CSC avrà una grande sala cinematografica di 340 posti collocata all’interno dei giardini della Biblioteca Nazionale di Castro Pretorio, cha andrà a sostituire l’attuale sala Trevi, grazie alla convenzione sottoscritta tra Csc e Biblioteca Nazionale. Inoltre dal prossimo gennaio il CSC disporrà di una nuova sede in Viale Togliatti a un chilometro di distanza dalla storica sede: un edificio di proprietà dell’Associazione Cavalieri del Lavoro offerto in comodato d’uso gratuito che ospiterà a bassissimo costo gli studenti fuori sede. Sarà aperta anche una nuova sede regionale del CSC a Lecce: una scuola di restauro filmico.Infine tante saranno anche le iniziative editoriali: la storica rivista Bianco e Nero aprirà il 2018 con un numero dedicato ad Andrea Camilleri, un secondo numero tratterà il tema della funzione della critica cinematografica e un terzo numero sarà dedicato a Nanni Moretti. Tanti anche i libri in uscita: Romana Film di Steve Della Casa, Storia del CSC di Alfredo Baldi, Laura Morante di Stefano Iachetti e Vittorio De Sica di Flavio De Bernardinis. Il nuovo comitato scientifico che si occuperà di tutte le attività della Fondazione e della rivista Bianco e Nero sarà composto dalla regista Francesca Archibugi e dai professori universitari Gianni Canova, Valerio Caprara, Severino Salvemini e Vito Zagarrio.“Nel 2020 ci prepariamo inoltre ai cento anni dalla nascita di Federico Fellini, un evento che sarà un’occasione straordinaria per tutto il paese”, dice Laudadio e il direttore generale per il Cinema Nicola Borrelli conclude: “L’idea che il ministro Franceschini ha sempre portato avanti e cioè di avere tre poli pubblici- il CSC, il ministero e l’Istituto Luce- che lavorano in stretta sinergia è la scelta giusta. Un disegno complessivo che tassello dopo tassello sta prendendo luce”.

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