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07/10/2017

Over-The-Top, si cambia?

Anche le grandi multinazionali (Netflix, Amazon, Google) chiamate a contribuire finanziariamente

Franco Montini


Contrariamente a tutti gli altri soggetti che utilizzano il cinema e offrono la visione di film al pubblico, le grandi multinazionali che operano in rete, Netflix, Amazon, Google, insomma le cosiddette OTT, acronimo di Over-The-Top, finora sono sfuggire all’obbligo di investire nei contenuti e di contribuire ai fondi nazionali destinati al settore. Insomma mentre le televisioni pubbliche e private, essendo delle imprese con sede in Italia, devono per legge impegnare risorse nella produzione di film, le OTT, pur essendo aziende enormi con ricavi ed utili milionari, al momento non sono sottoposte ad alcun obbligo.
Anche la amazonmicrosoftgooglenetflixalleatepernuovocodec_281recentissima nuova legge sul cinema non prevede l’inclusione delle OTT nella determinazione del plafond del fondo di sostegno al settore. L’esclusione delle multinazionali da questo obbligo, sempre contestata dalle associazioni degli autori, era motivata da una presunta contrar ietà al provvedimento espressa dall’Unione Europea. Invece proprio il Parlamento Europeo ha approvato in prima lettura una direttiva che autorizza gli stati membri a chiedere ai fornitori di servizi media audiovisivi di contribuire finanziariamente alla produzione di opere europee, prelevando una percentuale sugli utili delle OTT che operano in quello stato. Il testo dovrà essere ora ratificato dal Consiglio Europeo e successivamente dalla Commissione e tornare al Parlamento per una approvazione definitiva. Anche se è prevedibile che la lobby delle OTT cercherà di bloccare il provvedimento o quanto meno introdurre delle modifiche, questo iter potrebbe presumibilmente concludersi entro la primavera 2018. La novità non è di poco conto perché, seppure la percentuale delle risorse che le OTT dovranno impegnare nella produzione sarà stabilita da ogni singolo stato ed è probabile che non sarà particolarmente impegnativa, la quota di risorse non sarà in ogni caso modesta proprio per l’entità dei fatturati delle multinazionali. Da un punto di vista giuridico il provvedimento ristabilisce un giusto equilibrio fra i soggetti che operano nel settore audiovisivo azzerando una situazione di privilegio di cui le OTT hanno finora goduto. Da un punto di vista finanziario si aggiungeranno nuove risorse per il settore.
Risorse importanti e, secondo l’Anac, la storica associazione degli autori, indispensabili, perché il plafond di 400 milioni di euro previsti dalla legge Franceschini per il settore audiovisivo, dovendo sostenere contemporaneamente cinema, televisione e videogiochi, è ritenuto insufficiente. Insomma, secondo gli autori, decurtate le quote per tv e il resto, specificatamente per il cinema e per il cinema di qualità in particolare, anche con la nuova legge, la reale entità del sostegno pubblico non sarebbe molto diversa da quanto era previsto nella precedente legislazione. Insomma a fare la differenza diventerebbe determinante proprio l’applicazione della direttiva europea. Da qui l’invito a sostenere l’approvazione senza modifiche del provvedimento e, una volta approvato, a pretendere dal governo italiano la sua celere introduzione nel nostro sistema giuridico.

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