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Report 2014
Report 2013
Report 2012
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Report 2009
Report 2008
Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Quinta Parte - IL MERCATO DELLA DOMANDA
SPESA CONSUMI INGRESSI E INCASSI
Capitolo 8 - La risposta del pubblico
I rendimenti del circuito theatrical

Sul mercato dell'esercizio il confronto competitivo viene valutato invece fra le classi dimensionali degli impianti e delle sale del circuito Cinetel. Le variazioni percentuali in termini di incassi e ingressi per tipologia offrono per lo più indicazioni generali, valide principalmente a valutare l'intensità delle variazioni del segmento theatrical nel tempo, lungo periodi annuali che non hanno tuttavia riscontro con altri ambiti produttivi. Per il circuito delle sale si parla infatti di trend sul breve – ossia uno o due anni – e sul medio termine, facendo rientrare in questa definizione i bienni e i trienni, mentre per periodi cosiddetti a lunga scadenza si considera un arco di quattro anni o un lasso di tempo coincidente al massimo con un lustro. Ne è un esempio il processo di digitalizzazione delle strutture di proiezione che le società di gestione hanno in larga maggioranza affrontato a partire dal 2010.


Le quote per tipologia di sale.I valori assoluti espressi di anno in anno continuano inoltre a essere influenzati dal variare del numero dei complessi e degli schermi delle varie tipologie in virtù di nuove aperture o chiusure, che possono portare una classe dimensionale a esasperare l'eventuale divario rispetto a quella minore o superiore(tavole 9 e 10).

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Per la prima volta nel 2013 la tipologia tra 5 e 7 sale – salita da 99 a 102 insediamenti e da 585 a 605 schermi – è riuscita a raccogliere più spettatori della classe tra 2 e 4 schermi, rimasta praticamente a dotazione inalterata di impianti e schermi. In termini di incassi il sorpasso lo aveva già effettuato in verità nel 2012 (un'avvisaglia si era comunque già avvertita nel 2010 con un trascurabile scarto di 28 mila unità) e ora i divari che la separano dal cluster inferiore assumono ordini di grandezza molto più visibili.
La maggiore redditività sembra invece essere assicurata dalle due maggiori tipologie,dal momento che le loro quote percentuali relative agli incassi risultano superiori a quelle riferite agli ingressi, in considerazione con ogni probabilità di due fattori, interdipendenti: in generale una migliore capacità e disponibilità a programmare pellicole in 3D ed eventi a vari contenuti alternativi e la conseguente possibilità di praticare una certa maggiorazione di prezzo.

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Le ricadute economiche. Le serie di dati sul lungo periodo permettono di valutare le dimensioni degli effetti economici generati dal processo di assestamento che sta cambiando la morfologia del segmento theatrical. Dal 2006 al 2013 i monosala hanno perso il 39,40% del loro monte incassi e il 40,81% dei loro spettatori, mentre i siti tra 2 e 4 sale il 10,78% degli incassi e il 17,03% degli ingressi. Di conseguenza, leloro quote di mercato sono scese del 12,3% e del 9,2% nel caso dei monosala per quanto riguarda i proventi e le presenze annuali e nell'altro cluster rispettivamente del 9,2% e 9,6%.
Commisurate ai livelli 2006 di partenza (19-21% e 26-27%) le erosioni mostrano tutta la loro profondità. In diretta compensazione sono cresciuti i bacini delle strutture da5 a 7 sale e i multiplex con più di 8 schermi, con un grado d'intensità però molto più alto per il primo.
Nei travasi di ricavi e pubblico cambia anche la redditività degli impianti e le variazioni percentuali sulla media degli incassi e degli ingressi sono in grado di delineare in misura più appropriata l'evoluzione di mercato specifica delle diverse tipologie,ossia delle quattro principali classi dimensionali del segmento dell'esercizio, le une rispetto alle altre e anche a confronto con il trend complessivo del comparto (tavole11, 12 e 13).

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Sussiste tuttavia un mercato oltre il circuito Cinetel che continua a raccogliere più di 11milioni di spettatori, quasi il 10% del totale di ingressi certificato dalla SIAE. Dal 2012 la sua dotazione di schermi è scesa per la prima volta sotto il numero di 2 mila e sta attraversando una fase di profondo cambiamento. A dispetto della quota di pubblico ancora conservata, accusa una caduta degli incassi davvero preoccupante: -46,73% in cinque anni (tavola 14).

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I contorni delle difficoltà che sta affrontando sono rimarcati soprattutto dai coefficienti di redditività. Perché da un lato le strutture sono frequentate in media da un pubblico più folto (5.745 nel corso del 2012), ma dall'altro denunciano un ricavo medio in regressione da cinque anni consecutivi e un'emorragia pari in media a 5.660 euro rispetto al2007, che deriva essenzialmente da una “generosa” politica dei prezzi: il rapporto spettatore-biglietto d'ingresso si è ridotto da 4,05 a 2,45 euro, valore che fa temere la vicinanza del punto di rottura dell'equilibrio della loro gestione economica, anche in considerazione di un passaggio molto parziale dalla celluloide alla tecnologia digitale e quindi di minori possibilità e capacità di sostenere la propria programmazione con titoli delle produzioni più recenti.

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