LINGUA
Report 2014
Report 2013
Report 2012
Report 2011
Report 2010
Report 2009
Report 2008
Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Quinta Parte - IL MERCATO DELLA DOMANDA
SPESA CONSUMI INGRESSI E INCASSI
Capitolo 8 - La risposta del pubblico
Il trenddel mercato

Nel 2013 per la prima volta dal 2000 in poi i risultati al box office del film primo in classifica sono risultati migliori sia di quelli ottenuti dal secondo in graduatoria – per 35,898 milioni di euro di incassi – sia degli aumenti registrati dal mercato nel suo complesso rispetto all'anno precedente, pari a 8,822 milioni di euro (solo di un soffio la differenza di 5,609 milioni di ingressi fra Sole a catinelle e Cattivissimo Me 2 non ha superato quella annuale del mercato di 5,992 milioni di spettatori). Soltanto due altri blockbuster si erano prima resi protagonisti di performance in qualche misura assimilabili. Nel 2011 il successo di Che bella giornata non aveva tuttavia prodotto gli stessi effetti, in quanto ai 21,219 milioni di euro e 3,895 milioni di presenze ottenuti in più di Harry Potter e i doni della morte - Parte 2, il mercato aveva opposto una discesa di 73,912 milioni di euro e 8,375 milioni di ingressi. Infatti il 2010 era stato l'anno di Avatar, in grado di guadagnare sul secondo titolo Alice in Wonderland (Id.) ben 35,280 milioni di euro e 3,982 milioni di presenze, contribuendo però solo parzialmente agli straordinari progressi di tutto il mercato: +111,825 milioni di euro di ricavi e +10,962 milioni di ingressi.
Gli exploit al botteghino di Sole a catinelle sembrano in sostanza avere inciso profondamente sul bilancio delle proiezioni in sala nell'ultima stagione, dando spazio a ipotesi anche contrastanti sulla natura effettiva dell'inversione di tendenza che il mercato ha espresso dopo un biennio in regresso. In ogni caso si ha modo di osservare quanto sia effimera l'industria del cinema rispetto a tutti gli altri comparti di maggiore prossimità – dai cluster dell'audiovisivo al settore dei media o del macro settore dei servizi di informazione e comunicazione (senza escludere poi dal raffronto bacini ad alta creatività come quelli della moda e del design) – e soprattutto rispetto a qualsiasi altra attività manifatturiera o commerciale.
Soltanto un'analisi approfondita delle cifre e delle serie storiche consente di apprezzare l'intensità della sindrome da montagne russe di cui soffre tradizionalmente (seppure assai male percepita, se non del tutto ignorata, all'esterno) l'imprenditoria del grande schermo (tavole 4, 5 e 6).

cap08-04

 

Copyright © Fondazione Ente dello Spettacolo / P.Iva 09273491002 - Soluzioni software e Ideazione grafica a cura di