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Report 2014
Report 2013
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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Quinta Parte - IL MERCATO DELLA DOMANDA
SPESA CONSUMI INGRESSI E INCASSI
Capitolo 8 - La risposta del pubblico
Il consumo nelle sale

L'affluenza 2013 stimata dalla SIAE – siamo in attesa delle verifiche conclusive – in 109,365 milioni di ingressi registrati nell'anno conferma che il cinema resta la forma d'intrattenimento preferita dagli italiani. Nessun altro tipo di spettacolo o di attività culturale e sociale riesce a richiamare nel corso dell'anno un numero di spettatori in qual-che misura comparabile.
Lo conferma anche l'ultima rilevazione sugli Aspetti della vita quotidiana degli italiani,condotta dall'Istat nel 2013 su scala regionale: 47,0 persone su 100 hanno scelto nel2012 di vedere almeno un film, contro le 26,4 che hanno assistito a un evento sportivo,alle 25,9 che hanno visitato mostre e musei e le 19,6 che si sono recate in discoteca o in altri locali da ballo (tavola 1). Solo in Lombardia e Valle d'Aosta il cinema non è al primo posto, ma rispettivamente al quarto e sesto.
Rispetto al totale di 57,682 milioni di abitanti con almeno 6 anni di età accertato dall'Istat attraverso l'ultimo censimento generale 2011 della popolazione, la quota del 47% corrisponde in valori assoluti a 26,533 milioni di persone. Come ogni misurazione proporzionale, il rapporto di 47 su 100 indica la quota complessiva dei consumatori – ossia di chi almeno una volta all'anno compie un atto d'acquisto o consuma un determinato prodotto rispetto alla globalità del potenziale bacino d'utenza (appunto i 57,682 milioni di italiani). Non misura però le reali frequenze e l'intensità dei loro consumi. Queste sono valutate attraverso gli indici medi di fruizione, che la stessa rilevazione Istat ha quantificato nel caso del cinema pari a 1,90.

cap08-01

È appunto la quota che il cinema italiano ha praticamente conseguito nel 2013. Il totale di 109,365 milioni di ingressi, rispetto al bacino potenziale di 57,682 milioni,esprime un indice di fruizione pari a poco più di 1,89, per cui il risultato può essere ritenuto abbastanza soddisfacente. In realtà, se si valuta il numero di spettatori alla luce dell'attuale bacino d'utenza di 26,533 milioni (il 47% di italiani consumatori di film) si constata che l'effettivo indice di fruizione è stato pari a 4,12 e quindi la risposta del pubblico nell'ultima stagione va verosimilmente considerata un successo.


Meglio degli altri "big five". Oltretutto il trend in tutta l'Unione Europea si è dimostrato disegno opposto, con un calo complessivo degli ingressi pari a 4,1%. In depressione si sono mostrati soprattutto gli altri grandi mercati: la Francia ha perso 10,8 milioni di spettatori (-5,3%), la Gran Bretagna 7,0 milioni (-4,0%), la Spagna 15,2 milioni (-16,0%) e la Germania 5,4 milioni (-4,0%). In totale le entrate 2013 nelle sale dei Paesi che con l'Italia formano i cosiddetti "big five" del cinema europeo sono state inferiori di 38,4 milioni rispetto al 2012. E i film nazionali sono notevolmente scesi di quota sul mercato interno rispetto alle opere straniere: dal 40,0% al 33,0% quelli francesi; dal 32,1% al 21,6% gli inglesi; dal 17,0% al 13,9% gli spagnoli. Soltanto i titoli tedeschi si sono mossi come gli italiani in controtendenza, passando dal 18,1% al 26,2%. È altresì vero che Francia, GranBretagna e Spagna possono vantare indici di frequentazione superiori a quelli italiani e tedeschi (in lenta ascesa, sono attestati a 1,7), pari rispettivamente a 3,1, 2,8 e 2,0, ma se ne registra anche la tendenza discendente di due decimali nell'ultimo triennio.
Il cinema italiano può quindi interrogarsi sulle reali capacità di sviluppare ulteriormente il suo bacino di spettatori avendo a riferimento due possibili obiettivi d'avvicinamento: da una parte riducendo le distanze che separano la base di 26,533 milioni di spettatori-consumatori dalla vetta dei 57,682 milioni di virtuali utenti, dall'altro lato guidando la media generale di fruizione dell'1,90 verso quell'indice di 4,12 espresso dai suoi attuali ed effettivi spettatori.
Come in ogni politica di marketing di tutti i settori d'attività, le strade possono essere più di una e – dalla tipologia dei film prodotti al sostegno pubblico, dalla struttura distributiva alla rete di vendita dei circuiti dell'esercizio fino all'arricchimento dell'offerta al pubblico –, scorrono lungo tutta la filiera. Il problema può essere semmai rappresentato dalla capacità di congiungerle nella loro destinazione finale, ossia il pubblico.

 

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