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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Terza Parte - LE RISORSE DEL SETTORE
POLITICA INDUSTRIALE E CESPITI AZIENDALI
Capitolo 5 - Il ciclo degli investimenti
Anche gli altri piangono

Alcuni dei fattori che stanno evolvendo la conformazione del segmento produttivo dell'industria del cinema nazionale e di conseguenza il suo fabbisogno finanziario si riflettono anche nel ciclo economico di altri mercati europei, come quelli di Francia e Gran Bretagna, dei quali sono disponibili dati funzionali a una relativa valutazione di confronto, nonostante una sensibile differenza di dimensioni.
Negli ultimi dodici mesi, il flusso complessivo di investimenti per la produzione francese è sceso del 6,55% (-12,85% nei quattro anni più recenti) da 1,44 miliardi di euro a 1,25 miliardi; quello per i film d'iniziativa francese – a parità di titoli: 209 – del 4,22% (-8,76% fra il 2010 e il 2013) da 1,12 a 1,02 milioni di euro. Le opere con costi inferiori a 1 milione di euro costituiscono il 25,84% del totale, contro il 37,80% del cluster fra 1 e 4 milioni di euro, mentre alla fascia più alta corrisponde una quota del 36,36%. Come in Italia, ha subito un brusco arretramento l'apporto di capitali stranieri: -15,59% nel 2013 (184,05 milioni sui 255,67 milioni di euro del 2012) e -27,84% rispetto al 2010.
In Gran Bretagna la provvista al servizio delle nuove produzioni si è prosciugata del 27,02% in una sola stagione (-28,13% in quattro) da 1,59 miliardi di euro a 1,16 miliardi, a causa principalmente dell'emorragia dell'afflusso di investimenti da parte degli studios statunitensi che hanno a Londra la loro seconda casa. La loro immissione di denaro nel segmento produttivo è crollata del 33,31%, da 1,20 miliardi a 7,74 miliardi, in dodici mesi e del 37,25% nel quadriennio più recente, nel corso del quale la loro quota di apporto alle finanze del film inglese (o, meglio, anglo-americano) è passata dal 76,37% al 66,68%. Le 115 opere con budget fino a 625 mila euro rappresentano il 46,18% delle 249 totali e le 55 fino a 2,37 milioni il 21,98%. Nella fascia più elevata confluiscono i 28 film realizzati dalle case di produzione americane, 40 coproduzioni (metà delle quali maggioritarie) e 11 titoli 100% inglesi.
Nella forte regressione delle produzioni complessive, passate da 331 a 249 (-24,77%e -30,44% in confronto alle 358 del 2010), le opere d'iniziativa britannica hanno incrementato la loro incidenza sul totale, ma sono diminuite da 297 a 221 (erano 309 nel2010), così come quelle 100% nazionali sono passate da 250 a 181 (erano 295 nel2010): cifre che in termini di costi medi equivalgono a 675 mila euro per l'intero monte titoli. D'altra parte la configurazione dell'industria domestica della Gran Bretagna,per quanto più corposa, è proporzionalmente simile a quella italiana, con le sue 6.660 imprese di produzione, che rappresentano il 69,77% delle 9.545 società totali (2.205 risultano le aziende di post-produzione, 475 le case di distribuzione e 205 le società di gestione dell'esercizio).Sia in Francia sia in Gran Bretagna risulta evidente, in assonanza con quanto si registra nel mercato cinematografico italiano (tavola 5), la caduta degli investimenti esteri.
Nel turnover delle risorse finanziarie il cinema francese ha iscritto 271,78 milioni di euro d'origine straniera, ma con il decremento di 44,77 milioni di euro (-13,79%) sul 2012 (e meno 92,14, pari a -22,19%, sul 2010), dei quali 11,01 in riferimento alle coproduzioni maggioritarie a quelle minoritarie. La produzione italiana si distingue invece per avere salvaguardato, come detto, il budget medio di tutti i film, mentre Francia e Gran Bretagna ne hanno registrato la discesa, insieme con il livello di quelli d'iniziativa nazionale e 100% domestici.

 

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