LINGUA
Report 2014
Report 2013
Report 2012
Report 2011
Report 2010
Report 2009
Report 2008
Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Seconda Parte - IL MERCATO DELL'OFFERTA
PRODOTTI STRUTTURE E RETI
Capitolo 3 - Dalla produzione al consumo
Per un portafoglio prodotti più ricco

Oltre alle strategie di pianificazione e commercializzazione che possono innovare e corroborare la distribuzione del proprio prodotto principe, il film, il segmento della distribuzione ha un'altra pratica aperta: la cosiddetta product line extension, ossia l'arricchimento del portafoglio prodotti, con una diversificazione da condurre sia all'interno dello stesso alveo cinematografico – con proposte alternative in termini di versioni, modelli e formati – sia andando anche oltre il film stesso, con l'offerta di nuovi generi e tipologie di intrattenimento. In verità l'ambito di opzioni non sembrerebbe di prima istanza prefigurarsi molto ampio, però un ventaglio di scelte è già presente.

L'offerta in 3D. Una strada, promettente, era già stata individuata anni fa con la proposizione delle opere in 3D, considerate una prospezione della tecnologia digitale. Ma dopo un'iniziale euforia, alimentata da una proposizione di titoli piuttosto intensa, il cinema atre dimensioni ha subito una battuta d'arresto. «Una giusta scelta tecnologica da utilizzare è tale a seconda del progetto che si vuole realizzare», ha sempre sostenuto Vittorio Storaro, tre volte premio Oscar per la fotografia, e spesso la realizzazione in 3D – da una parte applicata a più generi di opere e dall'altro lato esplicabile a prezzo di adeguati e ingenti investimenti nelle strutture di proiezione – si era rivelata in molti casi pretenziosa se non del tutto pretestuosa3.
È così occorso un po' di tempo affinché il d-cinema trovasse, attraverso le risposte del mercato, le misure per una propria legittimazione, al servizio di film appropriati e qualificandone la selezione. Oggi il 3D occupa nel circuito distributivo europeo uno spazio ben delimitato (tavola 14), mostrando tuttavia un'interessante progressione nelle quote di spettatori e di ricavi dagli ingressi.

cap03-14

Le opere proiettate nei vari Paesi sono in gran parte le stesse, essendo il 60% dell'offerta costituito da prodotti statunitensi, il 25% dei quali rappresentato da titoli d'animazione.

La proposta di nuovi contenuti. Molto più recente è l'offerta di contenuti alternativi, attività in cui la Gran Bretagna è da tempo punto di riferimento. Dopo alcune sporadiche esperienze (nel 2010 gli schermi coinvolti erano stati solo 10), la proposta di contenuti complementari in Italia è stata avviata in modo organico nel 2011 e si presenta ora in una fase avanzata rispetto a quella condotta negli altri grandi mercati europei, ossia Francia, Germania e Spagna.
Due società distributrici – Nexo Digital e Microcinema – ne sono state l'apripista, seguite da The Space Extra (business unit del circuito di sale The Space Cinema) che nel marzo 2014 si è alleata con Universal Pictures International Italy dando vita alla joint venture paritaria The Space Movies. Altro operatore di rilievo è Walt Disney S.M.P. Italia, che diffonde il portafoglio della casa madre, ma sul mercato sono presenti anche QMI Productions, Paco Pictures e il gruppo di indipendenti regionali.
Fondamentalmente l'offerta (cadenzata in genere fra lunedì e mercoledì, a parte alcuni appuntamenti internazionali già prefissati) si distingue in tre tipologie: proiezione in diretta di spettacoli dal vivo, a cominciare dai concerti di musica leggera e pop che si svolgono nel mondo e costituiscono la punta avanzata – essendo i più seguiti – di tutta la programmazione, per comprendere poi quelli di musica classica e sinfonica, le opere liriche in prima rappresentazione, balletti, musical e anche spettacoli teatrali di particolare rilievo; la riedizione restaurata di classici del cinema e dell'animazione del passato o la ripresentazione in digitale di blockbuster più recenti; altri grandi eventi artistici o sportivi4.

cap03-15

L'attività in Italia è tuttora in fase di sviluppo e si basa sul progressivo ampliamento del parco di schermi dedicati a questa programmazione, sull'esempio di quanto avvenuto in Inghilterra, dove si è innescata sulla lunga esperienza dei cosiddetti specialised films (tavola 15), fondata sulla diffusione di film in lingua originale, data la forte componente multietnica della società. Da quasi 30 anni la distribuzione britannica propone opere in lingua originale (257 titoli in 32 idiomi diversi nel 1992, fra cui tre in italiano) in centinaia di sale, 88 delle quali nella sola Londra. Nel merito dei 137 contenuti complementari offerti nel 2012 sono annoverati: 15 balletti, 18 concerti dimusica classica e 14 di musica pop, 9 spettacoli teatrali, 9 musical, 52 rappresenta-zioni di opere liriche, 4 manifestazioni sportive e una cerimonia di premiazione (tutti diffusi in diretta), più 6 riedizioni di classici della cinematografia e dei film d'animazione e 9 documentari-evento.

La diffusione delle opere d'autore. Nello scenario europeo il cinema italiano ha costruitocon quello francese un esempio virtuoso di promozione delle opere d'autore, definite film d'essai anche se il termine originale corrisponde letteralmente al significato di "prova, sperimentazione". Nei due Paesi la diffusione dei film di qualità è infatti sostenuta dalle istituzioni e soltanto Belgio, Svizzera e Germania (attraverso gli organismi cinematografici dei lander) hanno avviato, seppure su scala più contenuta, programmi analoghi. In Gran Bretagna il BFI-British Film Institute è invece impegnato in ambito educativo, supportando corsi specifici di cinematografia (film making e film production) attraverso 7.037 film club costituiti nelle scuole per studenti fino a 19 annidi età (con 198 mila iscritti), che realizzano anche film (1.400 dal 2001 e 123 nel ciclo 2012-2013) e video (80 mila nel 2012) e organizzano festival e rassegne, finendo per coinvolgere 540 mila giovani.
In Italia la distribuzione delle opere di qualità è supportata con due diversi interventi,impostati sull'incentivazione delle strutture d'esercizio che nelle loro sale dedicano una determinata quota di programmazione ai titoli nazionali ed europei. Da una parte la Direzione Generale per il Cinema del MiBACT opera direttamente selezionando le opere di nuova produzione ai fini del riconoscimento della qualifica di film d'essai (92 le istanze accettate nel 2012), alle quali si aggiungono poi per automatismo quelle in concorso nei principali festival e premi internazionali (498 nel 2012) e un ristretto nucleo di particolare livello artistico ammesso con l'attestato di eccellenza (14 nel 2012). Dall'altra interviene attraverso il Progetto speciale Schermi di Qualità, avviato nel 2004 e promosso dall'AGIS in concerto con ANEM, ACECe FICE(da tempo questo Rapporto presenta nelle parte dedicata alle "Testimonianze" bilancio e analisi delle edizioni più recenti e di quella incorso). Anche in questo caso viene operata una scelta fra i titoli della nuova produzione annuale che le strutture dell'esercizio aderenti possono programmare fino a raggiungere le quote valide ad accedere alle agevolazioni previste.
Per una certa porzione le liste delle opere inserite nei due programmi si presentano di anno in anno coincidenti, ma considerando il totale complessivo dei film d'essai – 554 nel2012 – e la parte aggiunta da Scherni di Qualità, si ha la visione dell'impatto che il sostegno al cinema d'autore comporta per il segmento della distribuzione, soprattutto nel-l'offerta di prodotto proposta al pubblico attraverso le strutture d'esercizio (tavola 16). Ilvolume di opere supportate in Italia è sostanzialmente in linea con quello che costituisce il pacchetto di "Films Art et Essai" della Francia, formato da 387 e 391 titoli nel 2012 e 2013. Differente appare semmai la ripartizione per origine, con la sua connotazione abbastanza nazionalistica: la componente di proposte interne è attestata al 55%, l'europea al 10%, la statunitense al 20% e l'altra relativa al resto del mondo al 15%.

cap03-16

3Vittorio Storaro, Il cinema elettronico e gli albori di una nuova era, in D-Cinema. Dalla pellicola al file, I quaderni di Telema, supplemento al numero 234 del marzo 2006 (edizioni MediaDuemila, Roma). Fra gli innumerevoli riconoscimenti ricevuti da Storaro, 74 anni, nella sua carriera dicinematographer(o direttore della fotografia) lunga ormai quasi 50 anni, oltre a vari Nastri d'Argento e David di Donatello, figurano tre premi Oscar: vinti nel 1980 (Apocalypse Now, 1979; Id., di Francis Ford Coppola), 1982 (Reds, 1981; Id., di Warren Beatty) e 1988 (The Last Emperor, 1987, L'ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci).
4Quale digitale, quale programmazione, ricerca a cura di Bruno Zambardino in collaborazione con Daniele Carelli, progetto speciale promosso dalla Direzione Generale per il Cinema del MiBACT con l'ANEM-Associazione Nazionale Esercenti Multiplex (Roma, aprile 2013).

 

Copyright © Fondazione Ente dello Spettacolo / P.Iva 09273491002 - Soluzioni software e Ideazione grafica a cura di