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Report 2014
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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Seconda Parte - IL MERCATO DELL'OFFERTA
PRODOTTI STRUTTURE E RETI
Capitolo 3 - Dalla produzione al consumo
Il mercato nevralgico della distribuzione

A questa ragione di fondo si affianca, a motivazione del ruolo cruciale che la distribuzione svolge al servizio della produzione, un altro coefficiente: è proprio attraverso il primo atto di immissione nel circuito primario dell'esercizio che le opere acquisiscono la cosiddetta brand reputation, ossia quei crediti di interesse e di appeal che ne accrescono op-pure no lo sfruttamento lungo tutta la catena degli altri canali secondari, dalla televisione fino alla rete web e ai dispositivi di comunicazione in mobilità. Ed è di particolare rilevanza – non solo sul fronte finanziario – l'intervento diretto che le case di distribuzione svolgono nell'accompagnare l'esordio e sostenere il lancio dei titoli che di stagione in stagione debuttano sul grande schermo. Così come è un dato di fatto che le proiezioni nelle sale continuino a esercitare questo potere di accreditamento nonostante assicurino una "copertura" del mercato e un numero di atti di diffusione sempre più relativi rispetto agli altri strumenti di fruizione dei film.
Nel tempo, l'andamento dei flussi di prodotto governati dalla distribuzione ha così assunto le vesti di un doppio indicatore. Da un lato viene osservato come termometro della capacità di proporre al consumo del pubblico le nuove produzioni che ogni anno vengono realizzate; dall'altro viene seguito per valutare e misurare lo spazio che i titoli dell'industria nazionale – sia di prima uscita annuale sia in fase di proseguimento – riescono a occupare in rapporto ai lavori stranieri, primi fra tutti quelli realizzati negli Stati Uniti.

Da quattro anni cresce l'offerta. Va rilevato innanzitutto che dal 2010 l'offerta totale di titoli distribuiti durante l'anno nelle sale del circuito Cinetel si mostra in decisa crescita,essendo passata da 861 a 979 nel 2013, con un aumento di 118 opere, pari a +13,70%. È un quadriennio in ascesa che segue un analogo periodo di decrescita, dal momento che nel 2006 i film immessi sul mercato erano stati 961, per poi scendere gradatamente a 856 nel 2009 e, come detto, a 861 nei 12 mesi successivi (tavola 1).

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Fino al primato del 2013. L'afflusso nelle sale di oltre 900 lavori nell'ultimo triennio segna per il segmento della distribuzione un nuovo record nei volumi d'attività e all'origine dell'ascesa compiuta negli anni più recenti si potrebbero individuare due fattori coagenti: la necessità di adeguarsi alla progressiva e incalzante velocità di consumo dei prodotti audiovisivi che traspare dal trend di tutte le modalità di diffusione, alimentando continuamente le proposte in listino, e la contestuale tendenza a contrarre i tempi di passaggio da una finestra di distribuzione – e la prima è esclusiva proprio dell'esercizio – alle altre windows(home video, TV generaliste, TV digitali, pay-per-view e così via) dell'attuale ciclo di vita dei film. Né si può trascurare la circostanza che a loro volta queste due evoluzioni sembrerebbero sospinte dalla pressione che il fenomeno della pirateria esercita con la sua azione di sovvertimento dei tempi di visione previsti per i vari canali e circuiti diffusionali.

È record anche per i film italiani. Dietro il nuovo primato di titoli presentati sul mercato vene è un altro, relativo alle opere di produzione italiana, che hanno superato per la prima volta la soglia delle 300 unità nel 2012 (erano 356) e attestate nel 2013 a 335 (ma il dato in sede di verifica finale potrebbe arrivare a 360). È una performance che ha consentito una solida difesa della quota di offerta dei titoli nazionali, ancorata per la seconda stagione consecutiva (sulle ultime sei è la seconda) sopra il 34% del totale a fronte di un afflusso di lavori stranieri comunque sostanzioso: la cifra di 644 del 2013 è inferiore solo a quelle di 663 del prolifico 2006 e di 691 del 2012.

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Storicamente, l'entrata nel circuito dell'esercizio dei film stranieri è determinata quasi esclusivamente dal flusso più o meno intenso di quelli made in USA(tavole 2 e 3). Dalla serie storica degli andamenti di mercato si può tuttavia rilevare che di norma, quando cresce il monte titoli presentati nelle sale, ad aumentare maggiormente il suo apporto all'offerta globale è – più di quello statunitense – proprio il cinema italiano. Infatti gli anni che registrano per la produzione nazionale i numeri di opere (e le relative quote percentuali, come accaduto ultimamente) superiori, in misura netta sul lungo periodo,alla media del mercato distributivo, sono gli stessi che fanno segnare i valori più alti in assoluto della diffusione di lungometraggi sul grande schermo.

 

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