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Report 2014
Report 2013
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Report 2008
Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Seconda Parte - IL MERCATO DELL'OFFERTA
PRODOTTI STRUTTURE E RETI
Capitolo 2 - L'offerta di prodotto
Esposto, esteso, espanso o liquido

167 lungometraggi, ma anche 745 documentari, più di 300 corti, oltre 70 tra fiction e TV movie, 100 e più web series, una ventina di videogames, un migliaio di spot, 500 video-clip musicali, una serie infinita di video in innumerevoli formati e dai mille contenuti. Il cinema italiano trova la propria rappresentazione nel numero dei film destinati alle sale, ma custodisce la sua reale capacità produttiva e proattiva dietro quello (per quanto non sempre certificato) di tutte le realizzazioni messe in campo nel grande ventaglio delle tipologie e delle formule che compongono l'attuale arte visiva.
Il discorso non è soltanto quantitativo ed economico. Ma nel momento in cui si entra nel merito dell'evoluzione attuale e futura della sua natura e della sua funzione di mezzo d'espressione e comunicazione, ci si avvia allo stesso tempo a mettere a fuoco anche le tendenze di mercato e quindi gli sviluppi della sua industria13.
Se da una parte le nuove tecnologie persistono ad accrescere in misura esponenziale l'offerta di prodotto, dall'altra il cinema – con il suo linguaggio d'arte contemporanea – dimostra di saperle adottare e sperimentare fino a renderle effettivamente disponibili per ulteriori applicazioni in tanti altri ambiti. Per quanto esposto ed espanso nella sua estensione dai minischermi in mobilità ai videowall di piazze e strade, è il cinema che continua in sostanza a riproporsi per andare verso il pubblico, alla ricerca però – in ogni sua forma di visione – di una fruizione attiva e non più e non solo di uno spettatore in ascolto passivo. Anche se appare ancora strutturato soltanto in parte per rispondere all'interazione, il cinema odierno si presenta sempre più chiaramente come qualcosa di liquido.
E pur nella sua connaturata fuga dal mondo fisico e reale, se ne mantiene così in costante contatto.

13Il più recente contributo dell'evoluzione dell'arte e della produzione cinematografica, cui si fa qui riferimento, è un approfondito studio di Miriam De Rosa: "Cinema e postmedia. I territori del filmico nel contemporaneo", Postmedia Books, Milano 2014; 188 pagine.

 

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