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Report 2014
Report 2013
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Report 2008
Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Seconda Parte - IL MERCATO DELL'OFFERTA
PRODOTTI STRUTTURE E RETI
Capitolo 2 - L'offerta di prodotto
Una filiera su scala europea

Non va peraltro dimenticato come proprio alla formula della coproduzione si debba l'esito positivo di iniziative altrimenti problematiche da porre in cantiere nel solo ambito nazionale e realizzate invece con successo, in particolare attraverso la collaborazione con l'industria francese, con cui prende corpo tuttora la maggior parte delle partnership avviate dai produttori italiani (tavola 8). Altri partner privilegiati sono gli operatori belgi, che vantano su questo fronte una lunga e duratura tradizione, specialmente con quote di minoranza, e quelli svizzeri, in virtù dei collaudati e storici rapporti economici e sociali realizzati sul-l'esempio della consuetudine di scambi e condivisioni che legano le cinematografie tedesca e austriaca, i cineasti inglesi (al di là della loro stretta connessione con gli studio samericani) e irlandesi e gli stessi operatori belgi, a loro volta, con quelli francesi.

cap02-07

Attraverso le iniziative di coproduzione passa anche la possibilità di condurre un pro-cesso di diversificazione ed evoluzione delle tematiche e dei contenuti distintivi della cinematografia italiana, tradizionalmente legata nella sua doppia personalità a soggetti di forte impegno sociale oppure di brillante disimpegno, in bilico insomma fra denuncia es atira, dove ai racconti di vicende umane molto spesso tragiche si contrappongono in alternativa ritratti dai toni comico-grotteschi.

cap02-08

Dramma e commedia: così fan tutti.Come testimonia la suddivisione per genere dei film sostenuti con i contributi governativi del Fondo Unico per lo Spettacolo due opere su tre(esattamente il 66,16%) degli ultimi otto anni appartengono a questi due filoni (tavola 9).Questione aperta da decenni, l'opportunità di aggiornare e innovare il cartellone del film italiano è tuttora periodicamente dibattuta. E a ragione, soprattutto ai fini di una maggiore competitività rispetto al dominante prodotto made in USA e di una migliore diffusione sui mercati internazionali. Sebbene la definizione e suddivisione dei generi non sia del tutto uniforme nei Paesi europei e negli stessi "big five", andrebbe tuttavia riconsiderata la convinzione che si tratti di un'anomalia del tutto italiana.

cap02-09

Lungo lo stesso periodo di tempo valutato per le opere sostenute con l'intervento del Fus, commedia e dramma ricoprono ad esempio il 27,40% e il 38,14% della produzione francese per un totale del 65,54%, e poco al di sotto si collocano le quote di quelle spagnola (61,35%) e tedesca (59,55%). Da tali livelli si discosta solo la cinematografia inglese – da sempre per affinità e predisposizione più vicina all'influenza di quella statunitense – con percentuali pari rispettivamente al 16,7% e al 22,2% per un totale del39,06%, ma la ripartizione comprende 15 categorie invece di 11 e le quattro supplementari (action, war, romance e adventure, che rivestono in complesso il 9,98%) posseggono tutte le caratteristiche suscettibili a una diversa classificazione e a ricondurle nei due stessi cluster, per un alveo complessivo pari alla fine al 49,02%.

 

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