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Report 2014
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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Film Commission
LFC: nascita di una film commission

La Basilicata non consente agnosticismo. Lo ha dimostrato Rocco Papaleo con la sua opera prima. Un caratterista lucano, con molta gavetta alle spalle, nell'età del giudizio costruisce un modello produttivo ed estetico e, grazie a finanziamenti pubblici e privati, convince e conquista il grande pubblico della sala, della TV generalista e satellitare. Con il timbro della critica specialistica e delle giurie riesce a creare una narrazione utile alla promozione di una Regione del SudItalia che era ancora rimasta ancorata al cliché novecentesco dei cafoni raccontati da Levi.Cristo si era fermato ad Eboli. Il cinema negli anni Cinquanta passa subito le colonne d'Ercole di quella stretta ferrovia e Lizzani e Lattuada la fotografano nelle loro macchine da presa. Poi Cristo risorge con Pasolini mezzo secolo fa e il miracolo cinematografico lucano continuerà anche per Hollywood: Matera diventa Gerusalemme. Nasce l'embrione del sistema audiovisivo lucano in divenire. Nelle terre del rimorso era giunto il momento di entrare in competizione con il buon Dio, che la Basilicata o Lucania che dir si voglia l'ha modellata più estesa delle Marche e della Liguria disegnandola con fiumi e torrenti, paesini arroccati come nidi d'ape su montagne fantasy, canyon desertici e calanchi lunari,mare selvaggio, fondali incontaminati, pietre e viscere di tufo che hanno ospitato l'alba dell'uomo. La civiltà del digitale era pronta a prendersi la scena con una luce ammirata dai direttori della fotografia che l'hanno sperimentata.
Nel febbraio del 2013, quando entrai nella stanza vuota della sede della Lucana Film Commission a Matera per avviarne le attività fu naturale pensare in quanto tempo si sarebbe riempita degli strumenti necessari per avviare un nodo dell'industria creativa nazionale, seguendo gli esempi più probi già registratisi nella vicina Puglia, nell'operoso Nord Est, nell'autonoma Valle d'Aosta e nei diversi cantieri cinematografici del Bel Paese. Ora che le sedi operative sono due (abbiamo aperto gli uffici anche a Potenza) registro la difficoltà di far una sintesi delle attività di una start up che al momento impiega solo me come direttore, un paio di consulenti, un commercialista in raccordo continuo con realtà locali e nazionali che in meno di 500 giorni hanno iniziato a cantierare attività per circa 4 milioni di euro. Imperativo categorico della Fondazione, partecipata con fondi pubblici degli enti locali, creare coesione sociale e buona economia al tempo della crisi. Bisogna anche frenare il nuovo flusso migratorio di giovani istruiti che rischia di trasformare la Basilicata in un paese per vecchi (gli ultrasessantenni sono circa il 20% della popolazione). Per fortuna il capitale umano delle giovani generazioni che restano o sono pendolari della nuova globalizzazione è molto alto. La criminalità organizzata è quasi inesistente e il turismo, grazie alle politiche dell'APTe alla promozione cineturistica, costituisce un interessante motore di sviluppo ben alimentato anche da interventi pubblici nell'industria creativa che hanno creato un significativo numero di partite Iva e piccoli indotti da far crescere. È evidente che ci sono tutte le premesse per costruire un distretto regionale dell'audiovisivo in cui far crescere un'industria locale costituita da piccole e medie imprese alimentate dalle attività di accompagnamento della Lucana FilmCommission. Per fare tutto questo era necessario individuare la giusta collocazione e l'esatto segmento di mercato da colpire nonché le adeguate strategie da porre in essere per conseguire, nel medio e lungo termine, le adeguate ricadute occupazionali ed economiche.
Grazie alle capacità del Consiglio d'Amministrazione, della competente dirigente del FESRPatrizia Minardi (è stata lei una sorta di general intellect del film di Papaleo), sono stati individuati due milioni di fondi europei, quindi non vincolati al capestro del Patto di stabilità,che oltre al finanziamento di produzioni cinematografiche hanno posto una quota di budget dedicato alle start up d'impresa locale. Nella scorsa edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con la presentazione della iniziativa sostenuta dal claim"Bando alla crisi. In Basilicata puoi farti tutti i film che vuoi" è partita una campagna di comunicazione che è riuscita ad attirare a vario livello l'attenzione del mondo cinematografico sulle opportunità che vicendevolmente si presentavano. Le inserzioni dalla creatività cinefila sui siti e sui giornali nazionali, i cartelloni sei per tre e l'avvio di una carovana interattiva hanno creato una comunità di riferimento. Il faccia a faccia regionale nei quattro centri della creatività lucana ha permesso di armonizzare domanda e offerta e di abbattere storici pessimismi da basilischi di wertmülleriana memoria. È stato un "on the road" che ha interessato manifestazioni come gli Incontri del Cinema d'Essai di Mantova o il Festival diRoma con la presenza di Rocco Papaleo a far da testimonial illustre alla campagna che ha anche sfruttato il contingente lancio della sua seconda opera Una piccola impresa meridionale(2013). Abbiamo cercato di coltivare un sentimento partecipativo diretto dentro e fuori la Basilicata trovando nel regista di Lauria un indovinato testimonial delle politiche cinematografiche della sua Regione. Siamo anche riusciti a presentare il bando a Milano grazie al supporto dei colleghi della Lombardia, dell'Associazione dei Produttori Indipendenti lombardi e di 100autori. Particolarmente esaltante la serata del 26 ottobre 2013 nella splendida cornice di Valle Giulia a Roma, là dove Paolo Sorrentino aveva girato alcune scene deLa grande bellezza(2013). Per una "Notte al Museo" decine di cittadini e addetti ai lavori hanno assistito alla presentazione del bando lucano con il sostegno del regista Marco Risi,che durante l'estate avevamo accompagnato nella realizzazione di una settimana di riprese del suo film Tre tocchi(2014), arricchendo il tutto con degustazioni di sapori meridiani lucani,un concerto di musiche da film e soprattutto con una straordinaria mostra della CinetecaLucana di Gaetano Martino. Quest'ultima grazie al nostro sostegno sta attraversando una nuova stagione segnata nella primavera scorsa da un'altra mostra allestita a Palazzo Lanfranchi di Matera con la fondamentale collaborazione della soprintendente Marta Ragozzino.
L'evento è stato organizzato per salutare l'arrivo a Matera dei lavori del board dell'EFA e ha consentito di ricevere una seria attenzione da parte della Regione con un provvedimento in finanziaria che fa nascere un polo museale stabile che nel tempo potrebbe diventare il più importante centro di archivio e raccolta dell'Italia meridionale. In questo ambito risulterà molto importante il cortometraggio, da noi finanziato e promosso, realizzato dal professoreGian Piero Brunetta, che proprio ai tesori della Cineteca Lucana sta dedicando impegno e ricerca per non far giacere immemore e anonima una delle più importanti collezioni che interessano e ampliano la conoscenza della storia dello spettacolo italiano.
Il Bando ha centrato il suo obiettivo raccogliendo la partecipazione di ben 121 domande. La creatività nazionale ha scoperto un ulteriore territorio di riferimento e anche le richieste locali sono state al di sopra di ogni previsione. Abbiamo scelto di affidare un così importante giudizio ad una commissione di chiara fama che evitasse retropensieri e clientelismo paesano. Abbiamo chiamato come presidente Luciano Sovena e due docenti universitari come Manuela Gieri e Gianni Celata che hanno conferito autorevolezza a un giudizio non facile e non scontato e ci conforta che nei loro verbali abbiano evidenziato: «la preziosità delle start up lucane che stanno per ottenere il finanziamento. Si tratta di un cluster di piccole aziende, formate pressoché tutte da giovani lucani molto bravi e strutturati, che vanno assolutamente sostenute nel proseguo della loro vicenda aziendale per creare un corpo vitale per l'audiovisivo in Basilicata». Nel frattempo la Lucana Film Commission è diventata membro dell'Italian Film Commissions, affermando il proprio posizionamento strategico nel territorio nazionale, partecipando a Berlino e Cannes e affiancandosi all'azione di colleghi che hanno già avuto esperienze significative che stanno modificando sempre in meglio il ruolo delle agenzie regionali cinematografiche che partecipano per circa un quarto alla produzione nazionale di film.
Il patrimonio artistico, culturale, naturale e paesaggistico lucano si appresta a essere rappresentato dalle narrazioni filmiche del nuovo secolo e siamo certi proporrà tematiche e tecniche del nuovo cinema del presente. Lo schema di riferimento del modello del distretto culturale evoluto prosegue con la "capacitazione" della popolazione locale per favorire sempre più in Basilicata un turista esperienziale che si lascia avvolgere dallo spirito dei luoghi che visita, avvertendo la necessità di immergersi nella cultura locale. Prima di lui, quello spirito sarà ben vissuto dalle troupe che già in questi mesi avranno la possibilità di vivere la positività delle relazioni corte dei nostri territori che ricevono la macchina del cinema con festiva accoglienza, favorendo le opportunità di realizzazione in tempi brevi e costruendo un clima amico ai set che hanno iniziato a rallegrare l'acedia che caratterizza molti nostri paesini.
A San Pietroburgo, con il sostegno dell'Ambasciata italiana e dell'Istituto Italiano di Cultura abbiamo iniziato il nostro percorso di internalizzazione che mira a favorire accordi di coproduzione e scambi culturali molto fattivi. Nuovi progetti sono pronti per l'Estonia e grandi opportunità di investimento vanno coltivate nella vasta comunità dei lucani all'estero che in molti nazioni registra manager e protagonisti della vita economica. Abbiamo dispiegato una tela da ragno che ha avvolto le attività che stanno caratterizzando il nostro territorio in relazione alla candidatura di Matera in qualità di capitale della cultura, ma stiamo contaminando anche il sistema scolastico e universitario, che riteniamo indispensabile per costruire il pubblico del presente. Tutto questo non nasce dal nulla. Era il 2006 quando la Regione Basilicata sottoscriveva l'APQ "Lo sviluppo dell'industria audiovisiva nel Mezzogiorno" parte delpiù ampio programma "Sensi contemporanei", avviando un percorso graduale di politiche pubbliche nel campo dell'audiovisivo, individuato come filiera industriale e di conseguenza intercettato come ambito dello sviluppo socio-economico territoriale. In quel contesto siamo potuti nascere e grazie a quell'accordo oggi gestiamo il processo della digitalizzazione delle sale lucane con un milione di euro che ci ha permesso di poter tenere aperti i 24 schermi esistenti e di poter presto passare a una sperimentazione per nuove sale della modernità che favoriscano distribuzione, esercizio, intrattenimento e didattica scolastica in quei territori che hanno perso il contatto con uno dei luoghi principe della socialità diffusa e giornaliera. Nelle sale si concentrerà la nostra offerta culturale di educazione all'immagine. Nella memoria scorre la moviola e rivedo gli studenti cui abbiamo fatto scoprire la modernità di Les 400 coups(1959; I quattrocento colpi) a 40 anni della morte di Truffaut, il cinetour in busper filmaker internazionali a Matera e Pisticci con il location manager di The Passion of theChrist(2004; La Passione di Cristo), organizzato nell'ambito del Lucania Film Festival, il presidente della locale Confindustria che promuove agli operatori culturali il nostro bando, la cittadinanza onoraria materana a Francesco Rosi che posa davanti al quadro Lucania ‘61diCarlo Levi, l'avvio di un festival horror organizzato a Latronico da giovani trentenni, una sala di mille posti piena a Matera per le celebrazioni dei cinquant'anni del Vangelo secondo Matteo(1964), l'ospitalità organizzata per giovani studenti stranieri di cinema e per le grandi produzioni internazionali, un casting di Francesca Archibugi alla ricerca di un ragazzo lucano organizzato in autonomia da una giovane stagista, il titanico e difficile set di Craco per l'opera prima del regista lucano Antonello Faretta, gli applausi della prima per Basilicata coast to coast(2010) distribuito con nostra promozione nelle sale parigine, il videoclip di Omar Pedrini tra le alture di Lagonegro. Giorni lunghi e operosi. Molte altre opere restano da attuare nei giorni che verranno. La competizione con il buon Dio prosegue. Ormai la Basilicata esiste. La Lucana Film Commission pure.

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