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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

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Testimonianze
Schermi di Qualità 2013: un progetto sempre più mirato

L'appuntamento con la ricerca 2013 della Fondazione Ente dello Spettacolo e dell'Ufficio Studi della DG Cinema vede Schermi di Qualità portatore di novità collegate alla maggiore enfasi dedicata al sostegno delle opere di interesse culturale che hanno goduto di finanziamento ministeriale e delle opere prime e seconde. Il regolamento 2013 del progetto, infatti, ha promosso un set di acceleratori dedicati a queste categorie di prodotto, per enfatizzare sempre di più il sostegno del MiBACTad un segmento specifico della cinematografia italiana, nel quadro più generale della famiglia del cinema di qualità italiano ed europeo.
Ma prima di dedicare la nostra attenzione a questo focus, è necessario soffermarsi sul fattore caratterizzante dell'anno cinematografico 2013 in Italia, cioè il passaggio al digitale della grande maggioranza degli impianti di proiezione. Il parco sale italiano digitalizzato all'inizio del 2013 era del 46% (55% degli schermi), notevolmente inferiore a quello di altri Paesi europei come tutti i Paesi nordici, la Francia (82% dei cinema, 94% degli schermi) ed anche alla media europea (69% degli schermi), ma alla fine dell'anno, poco prima dello switch off annunciato e semiattuato, la percentuale degli schermi digitalizzati in Italia ha raggiunto il 74%, a fronte dell'85% europeo (dati MEDIAS alles). È stato il risultato di un enorme sforzo del comparto dell'esercizio cinematografico, condiviso nella maggioranza dei casi dalla distribuzione, attraverso lo strumento del VPFe del contributo importante, anche se giunto veramente in estremo ritardo, di molte Amministrazioni regionali, che hanno trovato qualche risorsa nei loro faticosi bilanci.
Oggi il parco degli schermi italiani attivi in misura continuativa ammonta a circa 3.200e dunque gli 804 iscritti nel 2013 a Schermi di Qualità rappresentano il 25% circa. La percentuale cresce di molto se si considera che gli schermi facenti capo ai due maggiori circuiti di multiplex partecipano al progetto in misura limitata (UCI) o nulla (TheSpace), avendo adottato altre forme di promozione.
Il segmento di sale che, in termini di cessazione dell'attività, ha pagato il prezzo più alto al passaggio al digitale è stato indiscutibilmente quello dei monoschermi e delle piccole multisale da 2/4 schermi. Schermi di Qualità lo dimostra. Sono 102 gli schermi iscritti nel 2013 che risultano "dispersi" nell'iscrizione 2014, ripartiti come indicato nella tabella che segue:

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Tra gli iscritti 2013, figurano come sempre tutte le tipologie di sale, dalle piccole "bomboniere" dei centri cittadini ai complessi multiplex delle cinture metropolitane. Va osservato che tra i 505 schermi vincenti nell'edizione 2013, la partecipazione di MPX che hanno optato per la formula di partecipazione con l'intera attività del complesso (art. 7b del regolamento), conteggiata sulla media di tutti gli schermi, è stata rappresentata da una sola struttura, tanto che il Comitato di gestione ha stabilito di sopprimere questa opzione dalRegolamento 2014. Sono 62 invece i vincenti tra i MPX che hanno indirizzato la programmazione italiana ed europea di qualità su uno o due schermi, più fortemente connotati

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In complesso, la tipologia di sale più rappresentata tra i vincenti 2013 è la piccola multisala da 2/4 schermi (220 vincenti) seguita dai monoschermi (177 vincenti), dai multiplex con più di 8 schermi (62 vincenti), dalle multisale 5/7 schermi (45 vincenti) e infine dai MPX partecipanti con il complesso dell'attività (1 vincente), per un totale di 505 premi assegnati.

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Soffermiamoci ancora sui dati geografici. Anche nel 2013 Schermi di Qualità è stato presente in tutte le Regioni italiane, con l'eccezione del Molise.

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Ancora una volta, Schermi di Qualità ha coperto centri urbani di tutte le dimensioni. I piccolissimi comuni, con meno di 10.000 abitanti, ospitano 49 schermi vincenti, le cittadine di10.001-40.000 abitanti ne hanno 118, le città con 40.001-250.000 ne ospitano 155 e le città metropolitane raggiungono i 183 schermi vincenti. Questa omogeneità distributiva non trova però riscontro nei numeri dei frequentatori, perché per evidenti ragioni i piccoli centri non assicurano gli stessi risultati; un fattore che rende ancora più cruciale il Progetto, a sostegno di realtà economicamente fragili e che quindi necessitano maggiormente disostegno, se fedeli ad una programmazione di qualità, meno redditiva. Esiste una fortissima correlazione, indicata nelle tavole 5 e 6, tra l'ampiezza del centro urbano e la resa in termini di numero di spettatori e di giornate di programmazione espletate.

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Grazie a questa programmazione capillare, fedele e testarda, in un anno particolarmente positivo per la produzione italiana (31% degli spettatori), i 505 schermi vincenti 2013hanno portato quasi 11 milioni di spettatori, con il 59,26% di biglietti staccati per filmi taliani ed europei di qualità e 36% su film italiani di qualità. Uno stacco nettissimo sulla programmazione media, che pur in un'annata ricca di produzione nazionale e di notevole incremento, paga il suo debito di riconoscenza soprattutto a Checco Zalone, italiano,simpatico, bravo, ma non di qualità.
Vediamo ora, nella tabella sintetica, il raffronto pluriennale e l'incidenza del contributo attribuito alle sale vincenti:

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