LINGUA
Report 2014
Report 2013
Report 2012
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Report 2010
Report 2009
Report 2008
Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Testimonianze
Il film tra industria, cultura e cambiamento

Il successo che da qualche anno il cinema italiano riesce a riscuotere negli appuntamenti internazionali più importanti conferma la ritrovata capacità della nostra cinematografia di raccontare storie che pur partendo dalla descrizione della più piccola realtà italiana riescono a emozionare ed essere comprensibili a tutti. Gli autori mostrano una vivacità culturale inedita, risvegliando un interesse internazionale verso il nostro cinema che sembrava ormai perduto.
Non deve quindi sorprendere il Grand Prix Speciale della giuria ottenuto a Cannes da un film italiano come Le Meraviglie(2014),sofisticato e profondo, ma in grado di trovare dei punti di convergenza altissimi attraverso un linguaggio universale, come gli stessi giurati hanno dichiarato alla fine della proiezione in sala.
Quest'ultimo traguardo raggiunto dal cinema italiano è solo il più recente riconoscimento di un ciclo positivo che vede, ormai da qualche anno, Rai Cinema protagonista dei festival internazionali più importanti, riportando in questo modo in primo piano l'operato di Rai e quindi del servizio pubblico nel cinema. Da Terraferma di Emanuele Crialese, Premio Speciale della Giuria a Venezia nel 2011 al Grand Prixdi Cannes nel 2012 a Reality di Matteo Garrone, da Cesare deve morire dei fratelli Taviani, Orso d'oro al Festival di Berlino nel 2012, a Sacro GRA(2013) di Gianfranco Rosi che ha riportato la vittoria a un film italiano durante la scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Ancora i recenti TIR(2013) di Alberto Fasulo, vincitore delMarc'Aurelio d'oro all'ultimo Festival di Roma e La mafia uccide solo d'estate (2013)di "Pif" che si è aggiudicato il premio del pubblico all'ultima edizione del Festival diTorino e tanti altri film, che solo per motivi di spazio è impossibile elencare.
Rai Cinema ha creduto nelle potenzialità di una giovane autrice come Alice Rohrwacher e dopo il successo di Corpo Celeste(2011), film d'esordio presentato alla Quinzaine des réalisateurs del Festival di Cannes, è sembrato giusto sostenerla nella sua opera seconda. L'impegno dell'azienda si focalizza quindi nella ricerca costante di nuovi talenti e nella costruzione dell'architettura necessaria a farli emergere, rafforzando e sostenendo la nostra industria cinematografica e la produzione culturale del Paese.
Da qualche anno, grazie all'esperienza nel settore e al punto di vista privilegiato acquisito, la società ha potuto adottare delle linee d'indirizzo in grado di accogliere generi cinematografici e linguaggi narrativi differenti, riuscendo a incontrare tante tipologie di pubblico diverse. Dai film più impegnati degli autori, in grado di fornire parecchi spunti di riflessione e alimentare il dibattito culturale del Paese, a quelli più popolari come le commedie, capaci di rivolgersi al grande pubblico. Dai giovani talenti, appunto, su cui scommettere per garantire nuove energie al cinema di oggi e di domani, ai film documentari che tanto stanno riuscendo a dare al nostro cinema, riportando all'attenzione internazionale le diverse realtà che compongono la società italiana, mantenendo un grande trasporto visivo ed un'eccellente qualità produttiva. Dalle produzioni più innovative e sperimentali ai film più adatti a canali di distribuzione alternativi rispetto alla sala, sfruttando le opportunità delle nuove piattaforme web. Questa varietà d'offerta per un'azienda come Rai Cinema è fondamentale. Il successo di un'opera cinematografica per il servizio pubblico non può essere valutato soltanto in termini d'incasso al botteghino, ma deve essere interpretato a seconda della capacità che ogni film ha di raggiungere il proprio pubblico di riferimento, piccolo o grande che esso sia, senza escludere nessuno.
L'operato di Rai Cinema sostiene e rafforza l'industria del cinema, accompagnandola verso un rinnovamento e un cambiamento dei linguaggi narrativi, dei contenuti, ma anche esplorando nuove modalità di fruizione per un pubblico divenuto più esigente e meno identificabile.
Nell'ultimo decennio l'industria cinematografica si è resa protagonista di numerosi cambiamenti determinati sia dall'affermarsi di nuove soluzioni digitali per i contenuti, sia dalla nascita di nuove piattaforme di veicolazione. Indubbiamente, com'è noto, ad un cambiamento della struttura tecnologica, cioè del mezzo, corrisponde necessariamente un mutamento del messaggio e quindi dei linguaggi narrativi che adattano le loro caratteristiche ai "nuovi contenitori" disponibili. Molti vedono in questi aspetti un cambiamento epocale dimenticando che fin dalla sua nascita il cinema ha sempre posseduto una forte attitudine al cambiamento, mantenendo comunque al centro della propria evoluzione il film, la storia da raccontare al pubblico. Secondo alcuni, i passaggi dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, dallo schermo quadrato a quello panoramico e dalla pellicola analogica al digitale avrebbero dovuto segnare la fine del cinema così come lo avevamo conosciuto, e anche adesso l'avvento di nuove modalità di fruizione offerte dalle nuove piattaforme rappresentano per alcuni un limite invalicabile più che un'opportunità per il settore.
Sarebbe tuttavia assurdo immaginare, anche sul versante del pubblico, una cinematografia statica e incapace di rispondere agli stimoli offerti dalla convergenza e dalla crossmedialità, fenomeni irreversibili dal punto di vista mediatico e che coinvolgono necessariamente da vicino anche il cinema.
Per incontrare le esigenze di un pubblico sempre più differenziato, Rai Cinema ha sviluppato dei nuovi progetti che si intrecciano alle potenzialità offerte dalle nuove piattaforme. Oltre ad essere stata first mover del settore cinematografico, siglando per prima gli accordi con Apple e poi con Cubovision, Chili, Microsoft, Sony, per la distribuzione dei contenuti in Vod, la società ha creduto nelle potenzialità della rete creando una linea di web movies, sperimentali e di genere, che hanno riscosso talmente tanto successo da essere stati venduti e distribuiti all'estero. Inoltre ha sostenuto progetti come Italy in a Day, il primo film collettivo girato dagli italiani che vedrà la regia di Salvatores, e Melt-a-plot, il primo social game online aperto a tutti, che consente di scrivere una storia per il cinema premiando le idee migliori da parte degli utenti.Sempre per incontrare i gusti di una parte crescente di pubblico che vede il film con uno sguardo innovativo e ampliare l'offerta in rete è nato Rai Cinema Channel: un ulteriore strumento per svolgere funzione di servizio pubblico ed entrare in contatto con una fascia di utenti sempre più larga che usa internet anche per avvicinarsi o sapere qualcosa in più sul nostro cinema. Su questo versante i risultati raggiunti e le potenzialità che si sono aperte sono davvero incoraggianti.
Non devono peraltro spaventare alcuni esperimenti di successo realizzati da piattaforme televisive che attingono appieno dal linguaggio cinematografico restituendo prodotti di alta qualità che comunque non possono presentarsi come sostitutivi alla sala. L'esperienza di "vedere il cinema al cinema" rimane irriproducibile per quel pubblico che compie una scelta uscendo fuori di casa e pagando un biglietto, ma soprattutto dedica due ore del proprio tempo a una condizione protetta e sospesa che consente di instaurare un dialogo esclusivo con i significati veicolati da un film. Certamente anche le sale italiane devono continuare a fare uno sforzo per offrire dei servizi sempre più alti e in linea con gli altri Paesi. Da un punto di vista produttivo la sfida sarà quella di mantenere quanto più elevata possibile la qualità dei film, utilizzando questi nuovi scenari per alzare il livello dei gusti del pubblico.
La possibilità di raccontare una storia, di realizzare un film, deve rimanere al centro di ogni discussione o confronto sul cinema, prima ancora del modo in cui questa possa essere veicolata al pubblico. Dalla produzione nasce la possibilità di parlare della realtà che ci circonda, di contribuire a rafforzare l'identità del Paese, rendendo visibile il nostro immaginario anche all'estero, ma anche la possibilità di creare economia e sviluppo per un comparto costituito da moltissime componenti.
Anche da questo punto di vista il servizio pubblico opera con grande responsabilità verso l'industria e la produzione culturale del Paese. Nel corso degli anni, Rai Cinema ha costituito un vero e proprio punto di riferimento per l'industria cinematografica italiana, accompagnando moltissimi produttori indipendenti verso la realizzazione dei film e intervenendo in modo significativo nell'attività distributiva. In questo senso i numeri della società assumono un valore diverso dal semplice investimento nella produzione. Dal 2000 ad oggi Rai Cinema ha contribuito a realizzare a vario titolo oltre475 film per un investimento complessivo di oltre 600 milioni di euro, collaborando con oltre 350 diverse società di produzione, 500 registi ed oltre 600 sceneggiatori. Di questi, oltre 220 film tra opere prime e seconde, a dimostrazione dell'impegno che la società riserva alla scoperta dei giovani talenti del settore. Sempre dal 2000, Rai Cinema ha inoltre contribuito a realizzare 240 documentari, con un investimento complessivo di quasi 19,5 milioni di euro. Con riferimento agli ultimi tre anni, Rai attraverso Rai Cinema, in un momento così delicato, ha ritenuto d'investire di più e meglio, consapevole della responsabilità del proprio ruolo all'interno del settore. Questo ha consentito di allargare la base produttiva del nostro sistema. Dal 2010 ad oggi la società ha contribuito a realizzare più di 200 film per un investimento complessivo pari a circa 222milioni di euro, di cui 98 tra opere prime e seconde.
Per assicurare la massima visibilità ai propri titoli, Rai Cinema continua ad essere attiva anche nella distribuzione cinematografica e home video attraverso la divisione01 Distribution che in pochi anni ha conquistato un ruolo centrale nel settore, con una quota di mercato che oscilla tra il 10% e il 13%, ai primi posti subito dopo le grandi major Americane, e un box office che ha superato gli 80 milioni di euro nel 2013 con un listino composto quasi totalmente da titoli italiani, tra i quali Il principe abusivo con 14,5 milioni di €, Un fantastico via vai9 milioni di €, Benvenuto Presidente!8,5 milioni di €, Rush(Id.) 6,5 milioni di €, Mai Stati Uniti5,5 milioni di €, La mafia uccide solo d'estate 4,5 milioni di €, Educazione siberiana4,5 milioni di €, Aspirante vedovo4,4 milioni di €, Stai lontana da me4 milioni di €, Bianca come il latte, rossa come il sangue3,3 milioni di €, Viva La libertà € 2,3 milioni di €, Amiche da morire2 milioni di €, Anni felici 1,5 milioni di €, La Vénus à la fourrure (Venere in pelliccia) 1,3 milioni di €, L'intrepido 1,2 milioni di €.
I successi raggiunti dalla società sono stati numerosi negli ultimi anni e ampiamente riconosciuti sia per quanto riguarda la qualità dei contenuti, sia dal punto di vista degli incassi che consentono di mantenere in equilibrio il conto economico dell'azienda e aiutano complessivamente a finanziare più film di qualità.
Tuttavia questi traguardi possono rappresentare soltanto un punto di partenza verso gli obiettivi futuri che un'azienda del servizio pubblico come Rai Cinema deve raggiungere. La sfida più grande rimane allora quella di dare continuità al lavoro fatto fino ad oggi, intervenendo positivamente sull'industria e sulla produzione culturale del Paese. Questo può avvenire solo continuando ad accompagnare tanti produttori indipendenti verso la realizzazione dei film e producendo opere di qualità, monitorando e allo stesso tempo intervenendo sulle opportunità rappresentate dalle nuove forme di diffusione dei contenuti cinematografici.

 

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