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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Testimonianze
Io, Arlecchino: case history di un moderno modello produttivo nel panorama del cinema italiano

Le dinamiche della moderna produzione cinematografica in Italia sono profondamente differenti rispetto a quelle che l'hanno governata per lungo tempo. Complice il cambiamento degli assetti economici e un clima di spending review generalizzata, oggi il panorama produttivo italiano vede la presenza di numerosi produttori indipendenti, spesso giovani, che affrontano quotidianamente la sfida imprenditoriale con tenacia e innovazione.
Tra questi c'è Officina della Comunicazione, società di produzione cinematografica,documentaristica e multimediale nata nel 2008, con sede a Bergamo. Guidata dai suoi due soci fondatori, Nicola Salvi ed Elisabetta Sola, si è da subito affermata sia nel territorio bergamasco che nell'ambiente cinematografico nazionale come valida e giovane realtà produttiva.
A inizio 2013, sulla base di una precedente esperienza di produzione di un lungometraggio a basso budget (La strada di Paolo– 2011, girato tra Israele e Palestina),Officina della Comunicazione si è cimentata nella realizzazione di un lungometraggio nel proprio territorio, poco abituato a ospitare e supportare le produzioni cinematografiche. L'operazione è riuscita grazie al coinvolgimento di realtà istituzionali e private, unitamente a una attenta gestione economico/finanziaria del progetto.L'idea nasce dalla sollecitazione dell'attore Giorgio Pasotti, bergamasco doc e profondamente legato alla sua terra d'origine, di sviluppare una storia moderna legata alla figura di Arlecchino. Una maschera, famosa in tutto il mondo, che affonda le proprie radici nel territorio bergamasco. Officina della Comunicazione ha analizzato le potenzialità del progetto filmico, vagliandone con attenzione la fattibilità,elaborando una originale struttura narrativa e costruendo il team di lavoro mediante l'adozione di una strategia operativa innovativa.
Per realizzare un film oggi, una casa di produzione deve necessariamente guardare all'esterno e coinvolgere sostenitori e sponsor tramite la presentazione di un progetto sostenibile economicamente e che possa avere risvolti interessanti per tutti i partner.
Elemento chiave che ha contraddistinto la strategia produttiva del film Io, Arlecchino è stato quello di capire sin dall'inizio che per sviluppare un progetto filmico complesso in un territorio come quello bergamasco, non avvezzo a ospitare e sostenere produzioni cinematografiche, era necessario avviare una produzione "corale", ovvero raggiungere il budget di produzione coinvolgendo realtà pubbliche e private presenti sul territorio, suscitando in loro un forte senso di appartenenza nei confronti dell'opera.Officina della Comunicazione ha innanzitutto identificato i potenziali interlocutori dell'operazione, coloro che, per motivi diversi, potevano essere più motivati a sostenere la produzione del film. Quindi sono iniziati i primi incontri per presentare a ognuna di queste aziende il progetto.
La prima realtà istituzionale a offrire il proprio sostegno al film è stata la Provincia diBergamo, che sin da subito ha riscontrato nella sceneggiatura quanto il territorio bergamasco fosse protagonista del film, al pari del personaggio di Arlecchino. Ha anche colto il fatto che un film può essere un elemento determinante nella promozione di un territorio.
Una volta identificata la rosa dei possibili sostenitori, la produzione ha riunito, in una tavola rotonda presso una sede istituzionale (quella della Regione Lombardia a Bergamo),i rappresentanti delle Istituzioni che si sono mostrate interessate (Provincia di Bergamo e Comune di Alzano Lombardo) e gli imprenditori privati, con la partecipazione di Rai Cinema e della Fondazione Ente dello Spettacolo in qualità di testimoni d'eccezione del mercato cinematografico italiano. L'incontro di lavoro ha favorito la conoscenza e il dialogo tra tutte le realtà coinvolte, provenienti da settori molto diversi, consentendo di raccogliere i dubbi, le perplessità e le idee, e soprattutto di fornire risposte tecniche e concrete. In questo contesto l'entusiasmo di alcuni ha favorevolmente contagiato gli altri, creando un clima di cooperazione nel quale ognuno ha compreso che il progetto filmico poteva soddisfare i propri interessi diretti (product placement, pubblicità del singolo marchio) accanto a una più importante opportunità di conferire notorietà al proprio territorio attraverso una solida azione congiunta.
Il produttore indipendente di oggi, infatti, è innanzitutto un aggregatore di persone e investitori ed è chiamato necessariamente a conoscere tutte le possibili leve economiche e finanziarie per sostenere il suo progetto imprenditoriale. Deve essere in grado di presentarle nello specifico agli investitori, tanto più se questi non conoscono le dinamiche produttive cinematografiche.
Officina della Comunicazione curando nel dettaglio gli aspetti economici e di rendicontazione ha potuto godere del tax credit interno. Inoltre uno dei sostenitori (PentoleAgnelli) ha accettato di stipulare con la produzione un contratto di associazione in partecipazione usufruendo così dei benefici del tax credit esterno.
Gli altri sponsor (Bigio, Bonaldi, Latteria di Branzi FTB, Carbotti, Ferdy Azienda Agricola,Fondazione Istituti Educativi di Bergamo,Fondazione della Comunità Bergamasca,Losma,Magnati,Moscato di Scanzo Pagnoncelli Folcieri,S.A.C.B.O. - Orio al Serio International Airport,Sanpellegrino-Nestlé,Sonzogni Pietre Antiche,UCIMU-Sistemi per produrre,Zani Viaggi) hanno sostenuto il film mediante specifici accordi di sponsorizzazione. Ad essi,quale riconoscimento del supporto, è stata riconosciuta la titolarità di royalties sul futuro sfruttamento economico dell'opera filmica.
La sfida produttiva è stata inoltre possibile grazie a una componente fondamentale per qualunque progetto imprenditoriale: il sostegno di un Istituto di credito, in questo caso la BCC della Bergamasca, che grazie alla fiducia che ha maturato verso Officina della Comunicazione nei diversi anni di collaborazione, ha fornito delle garanzie in merito alla disponibilità finanziaria in relazione alle tranche di pagamento stabilite.Questa garanzia ha consentito di avviare la produzione nei tempi indicati nel piano di lavorazione e di mantenere il necessario rigore nei pagamenti di tutto il cast tecnico e artistico, nonché dei fornitori.
Officina della Comunicazione ha inoltre formulato la richiesta di contributo alla produzione al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, riuscendo a presentarsi innanzi alla Direzione Generale per il Cinema con un lungometraggio già girato e in fase di postproduzione. L'apprezzamento per la storia e l'evidente sostenibilità del piano economico hanno consentito a Io, Arlecchino di ottenere il riconoscimento dell'interesse culturale e di essere selezionato come progetto meritevole di un contributo ministeriale.
La produzione di Io, Arlecchino, costata circa 400.000€, ha previsto quattro settimane da sei giorni ciascuna di lavorazione, un cast tecnico di circa 30 persone, un cast artistico di 18 attori, numerose comparse, un'ampia varietà di location. Le riprese sono state realizzate in digitale tramite l'utilizzo di una macchina da presa Alexa HD.
Grazie alla credibilità maturata dalla società di produzione nel territorio e alla fiducia ottenuta dai suoi sponsor, Officina della Comunicazione attraverso i suoi collaboratori e un bravo organizzatore generale è riuscita a ottimizzare i costi di produzione, ottenendo condizioni vantaggiose dai fornitori del territorio (catering, alberghi, ristoranti).Inoltre, grazie alla disponibilità del cast artistico principale, che ha voluto privilegiare le necessità del film piuttosto che quelle personali, la produzione è riuscita a contenere in maniera decisa i costi dei benefit solitamente concessi alle star (senza chiaramente far mancare loro nulla). Inoltre, attraverso un metodo scrupoloso di controllo dei costi giornalieri, è stato possibile rispettare il budget di produzione, come richiesto da ogni sana iniziativa imprenditoriale.
Il film, che vanta un importante cast artistico (Giorgio Pasotti, Roberto Herlitzka, Valeria Bilello, Lunetta Savino, Lavinia Longhi, Gianni Ferreri, Eugenio de'Giorgi), è l'opera prima di Giorgio Pasotti e Matteo Bini, entrambi bergamaschi con carriere e professionalità diverse, che sono riusciti a unire in modo vincente in questo progetto le reciproche competenze. La coregia, valorizzata dall'esperienza di un affermato attore e dalla competenza di un giovane talentuoso regista formato alla London FilmAcademy, ha consentito di girare il film con un linguaggio moderno e accattivante, favorendo sul set uno spirito di squadra che ha influenzato positivamente la qualità del l'opera. Io, Arlecchino è poi arricchito ulteriormente dall'elevato livello dei professionisti coinvolti. La produzione infatti ha voluto dare fiducia a dei giovani professionisti italiani e stranieri, componendo un cast tecnico giovane e molto capace.
Il film è ormai concluso e si presenta ai produttori la grande sfida della distribuzione,complessa e macchinosa in questo momento storico nel panorama nazionale.
Lo spirito che ha caratterizzato la creatività produttiva sarà trasferito anche alla fase di distribuzione, cercando di identificare soggetti in grado di cogliere la forza e la freschezza di Io, Arlecchino, un film che ha l'ambizione di portare un pezzo della nostra più antica e rinomata tradizione della commedia dell'arte in tutto il mondo. Sarà importante incontrare distributori lungimiranti e coraggiosi, con la voglia di credere che il progetto imprenditoriale di una giovane società di produzione possa diventare un'interessante opportunità commerciale e di divulgazione culturale.
Una giusta distribuzione, unita a una mirata comunicazione del film, permetteranno di promuovere un territorio, rafforzando la sua attrattiva turistica e generando un indotto anche economico nell'area interessata dal film.

 

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