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Report 2014
Report 2013
Report 2012
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Report 2010
Report 2009
Report 2008
Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Testimonianze
La Fondazione Cinema per Roma. Un esempio di gestione culturale

La Fondazione Cinema per Roma nasce nel 2007 dalla convinzione chela città di Roma e il grande Cinema siano legati da un binomio indissolubile, vincente dal punto di vista culturale, artistico ed economico. Non è un caso, infatti, che il Festival Internazionale del Film di Roma, principale prodotto dell'attività della Fondazione, si sia imposto in pochi anni nello scenario internazionale come uno dei principali eventi del settore. I numeri dell'ultima edizione, svoltasi nel novembre del 2013, parlano chiaro: il Festival ha ospitato in dieci giorni 163 film provenienti da 30 Paesi, ha accolto 250 talents e 5.500 accreditati. La qualità delle pellicole presentate all'Auditorium Parco dellaMusica e al MAXXI ha prodotto migliaia di articoli, lanci d'agenzia, servizi televisivie radiofonici in tutto il mondo; Her(2013; Lei) di Spike Jonze e Dallas Buyers Club(2013; Id.) di Jean-Marc Vallé e, entrambi in Concorso, si sono aggiudicati quattroOscar®; la prima di The Hunger Games: Catching Fire(2013; Hunger Games - La ragazza di fuoco) e star del calibro di Scarlett Johansson, Joaquin Phoenix, JenniferLawrence, fra le altre, hanno fatto conoscere il red carpet del Festival in ogni angolo del pianeta.
Tuttavia, la vocazione globale del Festival ha sempre saputo dialogare con la sua dimensione locale, generando un vivo coinvolgimento della città e del territorio. Uno studio di qualche anno fa, realizzato da Fondazione Rosselli e Spazi Comuni, quantificava in circa 220 milioni di euro l'impatto economico del Festival sulla città diRoma, in termini di spese generate da residenti e turisti per mobilità, vitto, alloggi e acquisti. I numeri del 2013 continuano a sottolineare la centralità dell'evento nel tessuto culturale ed economico della Capitale: oltre 150 mila le presenze registrate nei dieci giorni della manifestazione, con un aumento del 20% dei biglietti emessi.Il taglio popolare del Festival, ad ogni modo, non ha mai impoverito l'offerta artistica,che si è sempre dimostrata in grado di soddisfare richieste di cinema profondamente differenti: e quindi lo scorso anno, accanto all'incremento globale del pubblico, si è registrato, ad esempio, un aumento del 20% degli studenti universitari,spettatori attratti da proposte cinematografiche "altre", in grado di veicolare attenzione su generi e formati meno "frequentati" dal grande pubblico.
Il valore economico del Festival trae inoltre linfa vitale da The Business Street e New Cinema Network, vale a dire da quel Mercato del film e dei progetti di coproduzione che si è ormai affermato fra i professionisti come la più importante tappa autunnale per la compravendita di pellicole e progetti cinematografici. Nel 2013, la struttura flessibile e informale di The Business Street e le location esclusive di via Veneto hanno fatto registrare un aumento del 10% degli accreditati, del 30% degli accrediti internazionali (provenienti da 49 Paesi), e del 15% dei buyers. Dal 2006 a oggi oltre il 50% dei Progetti di New Cinema Network sono divenuti film: fra questi, ad esempio, La teta asustada (2009; Il canto di Paloma)di Claudia Llosa, Orso d'oro a Berlino 2009 e candidato come miglior film straniero agli Oscar® 2010. Per il 2014, al fine di capitalizzare i primi risultati ottenuti nell'ambito dell'audiovisivo nelle relazioni Italia-Cina, The Business Street rinnoverà la collaborazione con ANICA sul progetto ChinaDay, dedicato alla promozione del sistema Italia sul mercato cinese e allo sviluppo di scambi commerciali e di coproduzione tra i due Paesi.
Il bilancio della Fondazione Cinema per Roma, fin dal 2007, si compone di finanziamenti pubblici, provenienti dai Soci Fondatori (Comune di Roma, Regione Lazio, Provincia di Roma, Camera di Commercio di Roma, Fondazione Musica per Roma) e capitali privati derivanti da sponsorship, partenariati, scambi merci. Nonostante la crisi globale abbia portato, nel corso degli anni, a una contrazione del budget (dai 17milioni del 2007 ai circa 9 attuali), la Fondazione è sempre riuscita a raccogliere la sfida, razionalizzare le spese e produrre bilanci in attivo, realizzando un Festival di elevata qualità e dando vita ad una serie di attività collaterali molto apprezzate.
Nel modello culturale proposto dalla Fondazione Cinema per Roma, infatti, è fondamentale lo sviluppo di iniziative durante tutto il corso dell'anno, in sinergia con le realtà culturali più interessanti della città: fra queste c'è sicuramente il MAXXI - Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, con il quale la Fondazione ha realizzato – dall'autunno del 2013 alla primavera del 2014 – Cinema al MAXXI, manifestazione di anteprime cinematografiche, classici, documentari e incontri con registi e attori. Il 2014vede la Fondazione Cinema per Roma affiancarsi al Centro Sperimentale di Cinematografia per partecipare a Expo Milano 2015 con il progetto Short Food Movie - Feedyour Mind, Film your Planet. Attraverso questa iniziativa, saranno raccolti contributi video provenienti da tutto il mondo sul tema della prossima Esposizione Universale:"Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita". Il materiale selezionato diverrà parte di un'installazione artistica composta da 752 monitor che sarà esposta nel Padiglione Zero dell'Expo, curato dal regista e direttore artistico Davide Rampello. Nelle intenzioni dei progettisti, questo inedito mosaico globale e virtuale basato sul binomio "Nutrizione-Vita" costituirà il più grande video wall mai realizzato.


Istituto Luce-Cinecittà nelle sue varie reincarnazioni (Holding, Cinecittà-Luce…) ha da sempre costituito il centro dell'intervento statale nella produzione e distribuzione cinematografica. Tanto da essere identificata per molti anni con il ruolo del produttore e distributore del cinema d'autore, non solo italiano. Dall'unificazione fra Cinecittà Holding e Istituto Luce (2009), la Mission è stata radicalmente cambiata e si è avviato un percorso soprattutto volto alsostegno dell'industria cinematografica e audiovisiva. Dopo l'incorporazione di Filmitalia, agenzia per la promozione del cinema italiano all'estero, questo ruolo si è affermato anche fuori dall'Italia.
Ma il cuore del patrimonio della società è da sempre il grande Archivio Storico Luce.
Negli ultimi anni, grazie anche all'avvento delle nuove tecnologie, il restauro e la conservazione del patrimonio audiovisivo e fotografico, si è meglio coniugato con la sua diffusione.
E proprio quest'anno (2014), nella ricorrenza dei 90 anni di Istituto Luce, le immagini dell'Archivio stanno "tracimando" su tutta la penisola.
Con i tagli dovuti alla forte riduzione del Fus e oggi alla spending review, abbiamo dovuto cercare le risorse destinate alla nostra attività e all'aggiornamento delle infrastrutture necessarie alla digitalizzazione dell'Archivio, attraverso fonti di finanziamento alternative al Fus.
Importante è stato l'accordo con Cubovision di Telecom Italia, che ha coniugato l'approvvigionamento per la propria rete di prodotti Luce con la messa a disposizione di risorse per la digitalizzazione. Ugualmente un protocollo firmato fra MiBACTe MISE per il sostegno dell'audiovisivo all'estero, ha consentito la messa in campo di nuove risorse per la distribuzione del nostro cinema nelle sale USAe per un sistema di incentivi economici ai distributori di cinema italiano in molti importanti Paesi qualiAmerica Latina, Giappone, Taiwan e Corea.
Grazie a ciò la presenza di cinema italiano nelle sale commerciali americane è aumentato nel 2013 e nei primi mesi del 2014 del 200% (ovviamente e soprattutto per merito de La grande bellezza, 2013). Ma la continuità di intervento ha consentito al pubblico americano di percepire la presenza del nostro cinema in forme "normali" e accessibili e non solo all'interno di festival e rassegne.
Il cinema del passato occupa con appuntamenti annuali spazi importanti all'interno di Istituzioni prestigiose come MoMA, Lincoln Center, UCLAe altre negli Stati Uniti, BFI in Inghilterra. Così come il cinema contemporaneo, sempre più numeroso e vincente nei principali festival, sviluppa nelle vetrine ad esso dedicate nuove sinergie con gli esercenti di Paesi quali l'Inghilterra la Spagna, il Giappone, l'Argentina.
Tutto ciò per dire che il coordinamento delle linee d'azione fra Luce-Cinecittà, ANICA, MiBACT, MiSE, ICE e altre importanti Istituzioni, aumenta l'impatto del nostro cinema,non più visto solo come veicolo di promozione del Made in Italy, ma prodotto esso stesso del Made in Italy.
Sul fronte interno le criticità maggiori riguardano l'attività di distribuzione delle opere prime e seconde. Ci viene richiesto di valorizzare i nuovi talenti ma molto spesso la loro presenza ai festival e i premi conseguiti non si traducono in risultati soddisfacenti al box office.
Certo dipende dai limitati budget promozionali a nostra disposizione, vincolati all'obbligo del pareggio di bilancio, che non consente investimenti pari ai meriti dei film.Ma il vero "buco" è rappresentato dal rapporto con l'esercizio, che sempre di più(anche quello nato per sostenere il cinema di qualità), deve fare i conti con il fatturato per garantirsi la sopravvivenza e l'adeguamento tecnologico. Ecco perché la maggior parte di questi film ha teniture irrisorie che non consentono nemmeno il tempo necessario al passaparola di produrre i suoi effetti.
Nuove "norme" vanno messe in campo da Direzione Generale per il Cinema, Associazione degli Esercenti e dei Produttori e anche dagli enti locali perché un nuovo epiù ampio circuito di sale cittadine consenta a questi film di trovare il pubblico che meritano.
Luce-Cinecittà è parte del comprensorio di Cinecittà e sempre di più dovrà trovare sinergie con l'attività degli Studios. Non si tratta di tornare a un sistema pubblico digestione della produzione nei teatri di posa, ma di stringere in una visione strategica comune gli sforzi per ricostruire Cinecittà come polo della produzione nazionale e internazionale, collaborando nella promozione all'estero, coadiuvata dalle nuove e più efficaci norme sul tax credit, mettendo assieme la tradizione con le più moderne tecnologie e i più efficaci incentivi.
Su questo ci stiamo concentrando anche in collaborazione con altri attori primari nel panorama dell'industria cinematografica e audiovisiva.
Il percorso è ancora lungo, ma la meta sembra più vicina di un anno fa. Questo è il principale obiettivo per i prossimi mesi, e a questo tutti siamo chiamati a dare una mano.

 

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