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Report 2014
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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Testimonianze
Gli attori di cinema in Italia: tra nuove collectinge vecchie agenzie
Le agenzie di spettacolo

L'abrogazione del collocamento obbligatorio in materia di spettacolo (per lavorare nel settore dello spettacolo non occorre più essere iscritti alla Lista Unica Nazionale dei Lavoratori dello Spettacolo, che è stata soppressa dall'articolo 39, comma 10, lettera d., lettera g. e lettera h. del Decreto Legge 112/2008) ha parzialmente sdoganato l'attività resa dagli agenti cinematografici (così come dai manager del comparto musicale) archiviando solo momentaneamente (almeno sino all'approvazione di una norma che faccia chiarezza nella materia) quei dubbi sulla liceità dell'operato di chi di fatto esercita attività di intermediazione di prestazioni lavorative, seppur in un settore "di lusso" quale quello dello spettacolo in generale e del cinema in particolare.
«È agente e rappresentante degli artisti dello spettacolo» si legge in una vecchia proposta di legge del 2002 a firma dei deputati Gasperoni, Cordoni, Gambini, e Manzini «colui che, in forza di contratto di mandato, rappresenta attori, musicisti, artisti, esecutori ed interpreti, costituiti in gruppi o singolarmente, nei confronti di privati, società ed enti lirici, concertistici, discografici, radiofonici, televisivi, cinematografici, ecc. al fine di:
a) promuovere, trattare e definire a nome e per conto dell'artista i programmi delle prestazioni, i luoghi, le date relative, nonché le condizioni normative pratiche e finanziarie;
b) predisporre la stesura dei contratti che regolino le prestazioni artistiche e sottoscrivere gli stessi in nome e per conto dell'artista;
c) ricevere comunicazioni, ivi compresa la corrispondenza, che riguardino prestazioni artistiche nonché provvedere a quanto necessario per la gestione degli affari inerenti l'attività professionale dell'artista;
d) provvedere alla consulenza per tutti gli adempimenti di legge, anche di natura previdenziale e assistenziale, relativi o conseguenti al contratto di prestazione artistica».
La maggior parte degli agenti di artisti in materia cinematografica è oggi riunita nella" L.A.R.A." (Libera Associazione Agenti di Artisti) che, si legge nel sito web www.associatilara.com, «dal 1997 tutela e sviluppa la professionalità degli artisti del mondo dello spettacolo, coinvolgendo soggetti istituzionali, economici e produttivi del settore».
È all'esame dell'associazione un testo di contratto di mandato "standard" che gli associati dovrebbero poi adottare per disciplinare i rapporti con i propri rappresentati. Queste le attività che dovrebbe svolgere l'agente secondo tale bozza di contratto:L'Agente si obbliga a:
a) promuovere l'immagine, il nome e l'attività professionale dell'Artista rappresentato, attraverso incontri e colloqui con i produttori e gli operatori del settore in genere;
b) prendere in considerazione ed esaminare proposte provenienti dai produttori, e dagli operatori dello spettacolo, allo scopo di individuare le proposte e i ruoli rilevanti e adatti al mandante, o comunque meritevoli di interesse, da sottoporre al vaglio dell'Artista;
c) fornire consigli, assistenza ed informazioni, sulla situazione lavorativa generale nel mondo dello spettacolo e sulla posizione professionale dell'Artista assistito in particolare, allo scopo di aiutarlo a raggiungere una maggiore consapevolezza nelle scelte professionali ed artistiche;
d) assistere l'Artista nelle trattative riguardanti contratti di produzione artistica di ogni genere, con attenzione sia al contenuto economico degli stessi, sia a quello professionale ed artistico, in modo da tutelare nella maniera più completa gli interessi e l'immagine dell'Artista;
e) redigere i contratti riguardanti l'Artista e presenziare alla stipula degli stessi, ai fini previsti al precedente punto d);
f) vigilare sulla corretta ed integrale esecuzione dei contratti così conclusi;
g) fornire all'Artista, ove necessario, indicazioni sulla più idonea assistenza legale e rappresentarlo, se richiesto, anche nei rapporti e contatti con lo studio legale incaricato,le cui spese saranno a carico dell'Artista;
h) espletare tutte le pratiche relative al recupero dei compensi per i diritti di replica e successive utilizzazioni presso il Nuovo IMAIE, Movimento Artisti 7607 e presso gli altri istituti similari italiani ed esteri che abbiano sottoscritto accordi con l'Italia, qualora l'Agente ne riceva specifico mandato dall'Artista, obbligatoriamente sottoscritto daentrambe le parti ed allegato alla presente.

L'esperienza ci dice che alcuni agenti fanno molto di più di quanto descritto in tale testo contrattuale, mentre altri fanno molto di meno. I primi, in particolare, arrivano sino ad "assemblare" la produzione cinematografica cui poi dovrà partecipare il proprio assistito, attraverso una complessa attività di rapporti e relazioni che spesso conferisce l'impulso perla selezione e l'individuazione del progetto filmistico e la relativa copertura di budget: in altri termini creano essi stessi "dal nulla" l'opportunità di lavoro dei propri assistiti. I secondi si limitano invece ad una negoziazione meramente sotto un profilo economico, tralasciando completamente tutti i complessi e delicati aspetti normativi del contratto sottoposto dalla produzione e così esponendo il proprio assistito a rischi non trascurabili.Sotto un profilo economico, per prassi, l'agente di cinema percepisce un importo pari al10% (che può arrivare al 20% per i contratti pubblicitari o scendere al 5% per i contratti teatrali) del corrispettivo lordo percepito dal proprio assistito dalla produzione. Tale importo per prassi negoziale viene posto a carico della produzione che quindi si fa carico di un 10% in più rispetto al cachet pagato all'attore.
Sotto tale ultimo profilo sono ancora lontani da venire in Italia accordi che contemplino la remunerazione degli artisti attraverso royalties sui ricavi generati dalla commercializzazione del film. Tali sistemi di remunerazione avrebbero il pregio di abbattere sensibilmente il costo "sopra la linea" dei film liberando così risorse (anche in termini di risparmio di oneri previdenziali) da dedicare alla copertura del costo industriale del film. Ovviamente l'adozione di un tale modello di remunerazione comporterebbe anche un abbattimento dei compensi percepiti dall'agente, quanto meno su un cachet iniziale dell'attore che verrebbe sensibilmente ridotto, ragion per cui tale soluzione intuitivamente non trova il favore degli agenti.

 

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