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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Testimonianze
Gli attori di cinema in Italia: tra nuove collectinge vecchie agenzie
Le procedure di riscossione: dal "vecchio" IMAIE alle incertezze della liberalizzazione

La legge attribuisce all'Istituto Mutualistico degli Artisti Interpreti Esecutori (IMAIE, oggi "Nuovo" IMAIE) il compito di incassare l'equo compenso dovuto dagli utilizzatori agli artisti interpreti esecutori. L'entità del compenso è stabilita tra l'IMAIE e l'utilizzatore, anche per mezzo della sua associazione di categoria e, in assenza di accordo, fissata per mezzo della procedura di arbitraggio. L'IMAIE provvede poi a ripartire il compenso riscosso agli artisti interpreti ed esecutori aventi diritto secondo il proprio Regolamento di Ripartizione.
Con riferimento al compenso per "copia privata" esso è dovuto da chi fabbrica o importa nel territorio dello Stato, per fini commerciali, gli apparecchi di registrazione e i supporti vergini. L'entità del compenso, che è fissata per legge, secondo vari parametri (capacità dei supporti, usi diversi dalla riproduzione di fonogrammi e opere, caratteristiche tecniche dell'apparecchio, ecc.) è quantificata in un importo fisso o in una percentuale sul costo del supporto vergine o di riproduzione.
La legge ha affidato alla SIAE il compito di incassare il compenso per copia privata per conto di tutti gli aventi diritto e di ripartirlo per il 30% tra i propri autori ed editori e per il restante70%, in parti uguali tra i produttori cinematografici o audiovisivi assimilati (ANICA e APT), ai produttori videografici (UNIVIDEO) e agli artisti interpreti esecutori (IMAIE, oggi "Nuovo" IMAIE). Al Nuovo IMAIE spetta quindi una quota pari al 23,33% di copia privata video che per il 50% (11,66% del totale) deve essere ripartita individualmente tra tutti gli artisti interpreti esecutori e per il restante 50% (11,66% del totale) deve essere utilizzata per gli scopi promozionali, di formazione, sostegno, studio e ricerca in favore dell'intera categoria artistica (art.7 L. 93/92). Il Nuovo IMAIE ripartisce i compensi individuali spettanti agli artisti in base al Regolamento di Ripartizione che per legge e per statuto deve essere approvato dalle autorità pubbliche che vigilano le attività dell'Istituto (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero per i Beni e le Attività Culturali).
Di seguito, in estrema sintesi, l'iter amministrativo e normativo che ha condotto dapprima alla nascita del Nuovo IMAIE e poi alla liberalizzazione del mercato degli intermediari dei diritti connessi:
- A seguito di gravi irregolarità nella gestione, il "vecchio" IMAIE (istituito con Legge n. 93del 1992) è stato dichiarato estinto con Decreto del Prefetto di Roma del 30 aprile 2009n.33902/606/2009 Area IV– URPG.
- In forza dell'art. 72 (che recita "Disposizioni sull'Istituto mutualistico artisti interpreti esecutori") del Decreto Legge 30 aprile 2010, n. 64 (in Gazzetta Ufficiale 30 giugno 2010,n. 150) convertito con modifiche con la Legge 29 giugno 2010, n. 100, viene quindi istituito «il nuovo Istituto mutualistico artisti interpreti esecutori (nuovo IMAIE), associazione avente personalità giuridica di diritto privato, disciplinata, per quanto non espressamente previsto dalla presente disposizione, dal codice civile e dalle disposizioni di attuazione del codice medesimo».
- L'art. 39 del Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1 (c.d. "Decreto liberalizzazioni" del Governo Monti), poi convertito con la Legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27, recante:"Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività" ha stabilito che «Al fine di favorire la creazione di nuove imprese nel settore della tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, mediante lo sviluppo del pluralismo competitivo e consentendo maggiori economicità di gestione nonché l'effettiva partecipazione e controllo da parte dei titolari dei diritti, l'attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d'autore di cui alla legge 22 aprile 1941, n.633, in qualunque forma attuata, è libera».
- Con successivo DPCM19 dicembre 2012 sono stati individuati i requisiti minimi che debbono essere posseduti dagli intermediari di diritti connessi per poter svolgere attività di amministrazione e intermediazione di tali diritti3.
- Infine, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in data 17 gennaio 2014, recante "Riordino della materia del diritto connesso al diritto d'autore, di cui alla legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni" sono stati tracciati i criteri per un riordino generale della materia del diritto connesso alla luce delle liberalizzazioni di recente introdotte.

Lo scenario prodotto dalle liberalizzazioni nella materia dell'intermediazione dei diritti connessi è effettivamente di grande incertezza. Incertezza soprattutto in ordine all'individuazione del soggetto oggi legittimato a riscuotere le (ingenti) somme di cui abbiamo parlato nella presente trattazione.
Gli utilizzatori hanno infatti immediatamente colto l'occasione in molti casi per sospendere o ritardare i pagamenti dovuti nell'attesa (vera o strumentale) di capire chi sia il soggetto che quelle somme è legittimato a ricevere.
Inoltre, i sostenitori dei nuovi organismi di intermediazione hanno lanciato una campagna di informazione dai toni molto aspri nei confronti dell'operato del Nuovo IMAIE non esitando spesso ad associare in maniera strumentale il "Nuovo" IMAIE alle irregolarità commesse dal "vecchio" IMAIE tentando così di screditare l'operato di chi si sta invece prodigando in maniera più che lusinghiera ed efficace per il riassetto complessivo dell'Ente e la tutela dei diritti degli artisti.
Pensiamo comunque che un effetto positivo le liberalizzazioni lo abbiano prodotto: il Nuovo IMAIE, forse anche mosso dallo stimolo di una realtà che si sta affacciando alle regole della concorrenza, ha fatto e sta facendo un lavoro straordinario: ha incrementato esponenzialmente il numero dei propri iscritti, ha razionalizzato e reso estremamente performante l'attività di riscossione, ha concluso accordi con moltissimi utilizzatori, ha allacciato contatti con le collecting consorelle di altri Paesi ma soprattutto ha adottato una strategia di comunicazione verso gli iscritti di grande efficacia.
Dei neonati organismi di intermediazione, figli della liberalizzazione, ancora nulla possiamo dire poiché ancora non sono stati messi nelle condizioni di operare. Si vedrà. Certo è che prima che vengano raggiunti il know how, l'esperienza e l'organizzazione messa apunto da Nuovo IMAIE pensiamo che di tempo ne passerà ancora molto.

2Di seguito si riporta il testo dell'art. 7 del Decreto Legge 30 aprile 2010, n. 64, istitutivo del "Nuovo" IMAIE: «1.Al fine di assicurare la realizzazione degli obiettivi di cui alla legge 5 febbraio 1992, n.93, e garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali dell'Istituto mutualistico artisti interpreti esecutori (IMAIE) in liquidazione, ai sensi dell'articolo 14 del codice civile, è costituito dagli artisti interpreti esecutori, assistiti dalle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale, firmatarie dei contratti collettivi nazionali (e dalle associazioni di artisti interpreti esecutori che siano in grado di annoverare come propri iscritti almeno 200 artisti interpreti esecutori professionisti), il nuovo Istituto mutualistico artisti interpreti esecutori (nuovo IMAIE), associazione avente personalità giuridica di diritto privato, disciplinata, per quanto non espressamente previsto dalla presente disposizione, dal codice civile e dalle disposizioni di attuazione del codice medesimo. (Lo statuto del nuovo IMAIE riconosce ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali un ruolo consultivo). Il nuovo IMAIE opera sotto la vigilanza congiunta della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria, del Ministero per i beni e le attività culturali e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ne approvano lo statuto e ogni successiva modificazione, il regolamento elettorale e di attuazione dell'articolo 7 della legge n. 93 del 1992, (e che riordinano con proprio decreto l'intera materia del diritto connesso, in particolare per assicurare che l'assetto organizzativo sia tale da garantire efficaci forme di tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori e per definire le sanzioni da applicare nel caso di mancato versamento al nuovo IMAIE dei compensi spettanti agli artisti interpreti esecutori ai sensi delle leggi 22 aprile 1941, n. 633, e 5 febbraio 1992,n. 93, e nel caso di mancata trasmissione al nuovo IMAIE della documentazione necessaria alla identificazione degli aventi diritto di cui al comma 1 dell'articolo 5 della legge 5 febbraio 1992,n. 93). Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali nomina il presidente del collegio dei revisori, il Ministero per i beni e le attività culturali e il Ministero dell'economia e delle finanze nominano un componente ciascuno del collegio.
2.A decorrere dal 14 luglio 2009 sono considerati trasferiti al nuovo IMAIE compiti e funzioni attribuiti ai sensi di legge ad IMAIE in liquidazione ed, in particolare, il compito di incassare e ripartire, tra gli artisti interpreti esecutori aventi diritto, i compensi di cui agli articoli 71-septies,71-octies, 73, 73-bis, 80, 84 e 180-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, e 5 e 7 della legge 5 febbraio 1992, n. 93. Il nuovo IMAIE determina l'ammontare dei compensi spettanti agli artisti, interpreti ed esecutori, conformemente allo statuto ed ai regolamenti attuativi dello stesso, tenuto conto dell'articolo 82 della legge 22 aprile 1941, n. 633. Al nuovo IMAIEè trasferito, dalla data di costituzione, il personale di IMAIE in liquidazione. Al termine della procedura di liquidazione sono trasferiti al nuovo IMAIE l'eventuale residuo attivo ed i crediti maturati. Limitatamente a tale fine si applica l'articolo 2112 del codice civile.
3.Gli adempimenti di cui all'articolo 5, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 93, sono assolti con la pubblicazione nel sito del nuovo IMAIE, per millenovantacinque giorni consecutivi,dell'elenco degli aventi diritto, distintamente per ciascun trimestre, con la indicazione, per ciascun avente diritto, del periodo cui si riferisce il compenso e del produttore di fonogrammiche ha versato lo stesso».
3L'articolo 3, comma 2, del DPCM19 dicembre 2012 recante "Individuazione, nell'interesse dei titolari aventi diritto, dei requisiti minimi necessari ad un razionale e corretto sviluppo del mercato degli intermediari dei diritti connessi al diritto d'autore, di cui alla legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni" prevede la pubblicazione sul sito istituzionale del Dipartimento per l'informazione e l'editoria dell'elenco delle imprese di intermediazione dei diritti connessi al diritto d'autore che hanno comunicato l'inizio dell'attività e che hanno ottemperato agli obblighi di comunicazione previsti dalla normativa. Di seguito l'elenco di tali intermediari aggiornato al 23maggio 2013: DIRITTI ARTISTI IPAAS.R.L.; AGENZIA PER LO SVILUPPO DELL'EDITORIA AUDIOVISIVA S.R.L.; ASSOCIAZIONE AUDIOCOOP; ARTISTI 7607 SOCIETÀ COOPERATIVA; ITSRIGHT S.R.L.; SCF CONSORZIO FONOGRAFICI; NUOVO IMAIE; ASSOCIAZIONE DEI FONOGRAFICI ITALIANI - A.F.I.

 

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