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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Settima Parte - IL MERCATO DEL LAVORO
ARTISTI TECNICI E COMUNITÀ PROFESSIONALI
Capitolo 14 - Le coordinate economiche
I redditi da lavoro e le fasce retributive

Tuttavia, per sapere come si distribuiscono mediamente i compensi fra tutti gli addetti,compresi quelli delle aree artistiche e tecniche, occorre riferirsi alle statistiche ex-Enpals. Il quadro è ricostruito tramite la suddivisione per decili dell'intera composizione della comunità professionale, in base alle medie annue sia dei periodi di impiego sia delle remunerazioni, e vi si registra il secondo consecutivo aumento dei limiti massimi delle diverse fasce retributive anche quando il numero di giorni lavorativi accumulati nel corso dell'anno si rivela pari o inferiore a quello raggiunto nei dodici mesi precedenti(con ogni probabilità anche per effetto del rinnovo contrattuale del gennaio 2011 che ha interessato ampie fasce di addetti)3.Per tutti sono stati riscontrati valori superiori, ma resta elevata la percentuale di operatori – più di sette su dieci – che ha conseguito nell'anno una retribuzione inferiore a quella di 10.846,1 euro, che corrisponde alla stessa media generale di tutto il comparto (tavola 7).

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La distribuzione per decili delle retribuzioni annue nel settore del cinema è segnata dalla pletoricità del suo apparato occupazionale. Se si considera che i valori medi per l'intero complesso di addetti del cinema corrispondono a 76,5 riguardo alle giornate lavorative annue, a 141,78 euro relativamente al compenso medio giornaliero e a 10,846 mila euro per quanto concerne la remunerazione annua, si può riscontrare come il confronto proposto dalla distribuzione delle retribuzioni per decili porti a rivelare la capacità dell'ultimo 30% di soggetti – 23.407 su 78.032 – di risollevare lo standard medio di retribuzione dell'altro 70% di colleghi.
Va peraltro ricordato che le cifre esposte nei resoconti dell'ente previdenziale in merito ai redditi da lavoro sono da considerarsi sostanzialmente figurative rispetto alle remunerazioni effettive che gli addetti del settore conseguono concretamente in rapporto alloro impegno professionale. In linea generale, il compenso netto percepito da un operatore costituisce, secondo i casi, dal 69% al 71% della retribuzione lorda riportata in busta paga e rappresenta solamente dal 56% al 61% del costo del lavoro complessivo sostenuto dal datore di lavoro o committente.

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Il differenziale che separa la fascia alta degli interpreti e degli autori dal resto di una platea di soggetti estremamente ampia appare in effetti enorme. L'alto livello dei compensi riconosciuti agli artisti di primo piano è il fattore moltiplicatore che consegna all'apparato professionale del cinema la migliore media delle retribuzioni giornaliere fra tutti i comparti rispetto a un saggio d'occupazione piuttosto contenuto – è il quarto in assoluto – e inferiore allo stesso indice medio del settore (76,5 giornate lavorative all'anno contro 106,4).
In considerazione di questo aspetto specifico, la Gestione ex-Enpals attua un regime di compensazione che, nei casi di emolumenti molto superiori alla media, prefissa ai fini previdenziali la "spalmatura" delle prestazioni professionali su più giorni di contribuzione accreditabili rispetto al numero di quelli effettivamente dedicati alla lavorazione (tavola 8).

3Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Dipendenti dell'Industria Cineaudiovisiva, Roma, gennaio 2011.

 

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