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Report 2014
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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Settima Parte - IL MERCATO DEL LAVORO
ARTISTI TECNICI E COMUNITÀ PROFESSIONALI
Capitolo 12 - La comunità professionale
Le qualifiche professionali

I riflessi della dieta dimagrante cui il cinema è stato oggetto vanno considerati alla luce del profilo strutturale della sua società professionale, che da sempre costituisce il principale ed essenziale presidio dell'industria dello spettacolo e quindi del suo mercato del lavoro. Anche le ultime statistiche della Gestione ex-Enpals, pur in presenza dello smottamento che si è verificato, confermano in effetti che l'attività cinematografica conta il maggior numero di contribuenti iscritti in 10 dei 20 gruppi di operatori che ne compongono l'universo professionale (tavole 12 e 13).

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Fra le dieci categorie – quattro delle quali di natura artistica – di cui è primatista, figurano sette gruppi professionali dove forma da sola gran parte dell'intera platea. Si tratta delle tre principali aree del bacino creativo, artistico e di scena – attori; registi, aiuto re-gisti e sceneggiatori; scenografi, arredatori e costumisti – e di quattro del bacino tecnico e amministrativo (operatori e maestranze del raggruppamento A; organizzatori, direttorie ispettori; truccatori e parrucchieri; dipendenti da imprese di noleggio film) e questa prevalente presenza nelle rispettive categorie vale ancora una volta a sottolineare il superiore grado di evoluzione sul terreno degli assetti strutturali e dell'organizzazione gestionale dell'imprenditoria cinematografica nei confronti degli altri comparti dello spettacolo. In una ottava categoria – quella dei direttori di scena e di doppiaggio – il comparto è vicino al 50% (si situa esattamente al 47,96%) e in una nona (impiegati) conta in ogni caso una rappresentanza superiore a un terzo.
L'incidenza complessiva del cinema è tuttavia in fase discendente. Corrispondeva al 28,37% nel 2011 e al 29,66% nel 2010, ed è tornata in pratica ai livelli del 2007 e del 2009 quando risultava pari rispettivamente al 27,64% e al 27,90% (nel 2008 aveva già subito una netta limatura, attestandosi al 25,31%).

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Sul piano delle singole categorie, la variazione di maggiore rilievo fa capo alla figura degli attori, diminuiti ancora di 4.567 unità (-10,38%) dopo il calo di 1.879 del 2011, e passati in valori assoluti da 45.357 a 40.810, con la relativa perdita di quote percentuali su tutte le attività dello spettacolo: dal 69,58% al 68,44% (nel 2010 si situavano al 71,39%).
Un altro sensibile collasso ha colpito registi e sceneggiatori – 172 in meno – ed è il secondo consecutivo dopo quello di 75 del 2011. Entrambe le contrazioni sono inferiori a quelle rilevate nell'insieme di tutti i comparti (rispettivamente pari a 63 e 134), risultando così determinanti e riducendo al 52,83% la rappresentanza cinematografica, dal 54,52% dei dodici mesi precedenti e dal 55,19% di ventiquattro mesi prima (tavola 14).

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Dalle statistiche dell'istituto previdenziale emerge anche la conferma di alcune tendenze già sottolineate nella precedente edizione del Rapporto. Nelle qualifiche professionali che impegnano gli addetti in occupazioni a tempo indeterminato nell'area operativa e amministrativa si registrano ad esempio nuove contrazioni d'organico fra gli impiegati e nel gruppo "Operatori e maestranze B". In contrapposizione, sono viceversa aumentati ancorai componenti del gruppo "Produzione cinematografica di audiovisivi e dello spettacolo",ossia organizzatori, direttori e ispettori di produzione, e quelli del "Gruppo tecnici".

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In sede di saldo, l'area tecnica e organizzativa unita all'area operativa e amministrativa segnano un decremento del 2,06% (addebitabile soprattutto alla seconda) che in valori assoluti corrisponde a 645 unità, ma al suo confronto il risultato delle categorie appartenenti all'area creativa, artistica e di scena è estremamente più elevato, date le diverse dimensioni: -9,37% equivalente a 4.898 risorse (tavola 15).

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In genere, le variazioni dei flussi fra entrate e uscite nelle varie categorie professionali cinematografiche rilevate sono sensibilmente più accentuate di quanto si registra nel-l'ambito complessivo di tutto il settore dello spettacolo. Come si è già avuto modo di constatare, è in effetti il comparto cinematografico a segnalare in anticipo con le sue fluttuazioni i fenomeni di cambiamento destinati poi ad attraversare il mondo dello spettacolo, soprattutto per quanto riguarda l'evoluzione tecnologica della produzione.

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