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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Sesta Parte - IL SISTEMA PRODUTTIVO
IMPRENDITORI ATTIVITÀ E GESTIONE D'IMPRESA
Capitolo 11 - I risultati economici
Quale redditività fra ricavi e profitti

In quale percentuale e sotto quale segno il margine operativo lordo si traduce per ogni società in reddito netto non è però statisticamente rilevato. Esiste un unico campo di parziale osservazione ed è rappresentato dalle analisi effettuate dal Dipartimento delle Finanze del MEF-Ministero dell'Economia e delle Finanze attraverso la banca dati degli studi di settore nell'arco di sei anni dal 2005 al 2010.

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Fra le 206 attività imprenditoriali alle quali si applica il regime di imposizione tributaria degli studi di settore, classificata con il codice UG94U figura quella relativa a "Produzioni e distribuzioni cinematografiche e di video, attività radiotelevisive" e anche se la denominazione lascerebbe intendere che siano comprese le emittenti televisive e radiofoniche, nella pratica si tratta invece di operatori attivi tutti esclusivamente in ambito cinematografico (tavola 39).
La banca dati è alimentata con i bilanci fiscali contenuti nelle dichiarazioni annuali presentate dalle ditte individuali e dalle società all'Agenzia delle Entrate ed è arrivata nel 2011 a registrare 5.181 posizioni contributive: un numero che si pone a metà strada fra i totali delle 6.204 imprese censite nello stesso anno dall'Istat e delle 4.205 iscritte in-vece alla Gestione ex-Enpals.
La natura dello strumento di tassazione, che prevede anche una scomposizione fra i soggetti che denunciano più o meno di 30 mila euro di ricavi, sembra escludere la presenza delle imprese di medie e grandi dimensioni, nonostante siano prevalenti i contribuenti che operano in forma di società di capitali (tavola 40). La somma di 1,594 milioni di euro dei ricavi dichiarati è prossima a quella di 1.598,6 milioni rilevata dall'Istat per i fatturati delle 5.975 aziende con meno di 20 addetti (5.198 delle quali ne hanno meno di 3, men-tre sono 5.604 quelle comprese nella classe di fatturato da 0 a 990 mila euro).

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Rientra in parte nell'ordine delle cose che la veste societaria sia strumentale anche a una funzione di "ombrello fiscale" a fronte di una struttura di tassazione oggettivamente incidente e allo stesso modo può essere valutata la graduale contrazione che la media dei redditi dichiarati mostra di accusare dal 2008 al 2011, a probabile esito delle difficoltà create dall'involuzione della situazione economica (più che in ragione di una cattiva gestione aziendale). Rimane in ogni caso molto profondo il divario che separa i valori di attività riferiti alle denunce degli operatori che agiscono in proprio – gli unici anzi a esporre ricavi e redditi in leggera crescita rispetto al 2010 – da quelli dichiarati dai contribuenti in forma di società di capitali o di persone.
Le distanze diventano ancora più sensibili se si confrontano le posizioni considerate dal-l'amministrazione fiscale aderenti ai parametri degli studi di settore di categoria – i dati definiti "congrui naturali o per adeguamento" (da parte degli stessi contribuenti, in adesione alle indicazioni dell'Agenzia delle Entrate) – e quelle giudicate "non congrue o non adeguate" perché in parte o del tutto incoerenti con i cosiddetti indicatori di normalità economica stabiliti dall'ordinamento tributario (tavole 41 e42).
Nell'ambito dei soggetti con oltre 30 mila euro di ricavi si registrano inoltre fra le posizioni contributive considerate non adeguate (come già accaduto nel 2010) solo redditi negativi (tavola 43).

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Il cinema non sembra rappresentare comunque nel panorama nazionale un'anomalia. Le analisi dell'Agenzia delle Entrate sugli studi di settore applicati a tutte le aree d'attività sono in merito significative e indicano fra l'altro come le imprese cinematografiche siano da considerarsi, per i valori economici espressi, fra i grandi contribuenti del sistema produttivo (tavole 44 e 45).

 

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