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1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Prima Parte - LA POLITICA ISTITUZIONALE
Capitolo 1 – La Conferenza Nazionale del Cinema
Direzione Generale per il Cinema - MiBACT
Le politiche pubbliche
Il Tavolo 3 ha affrontato il tema Politiche pubbliche.
La discussione si è sviluppata intorno all'analisi e alla riflessione sulle regole vigenti,sui meccanismi di intervento, sulle modalità di finanziamento, sui soggetti e le strutture amministrative competenti.
Si è riflettuto in particolare su:
- analisi delle criticità dell'attuale governance del settore e dell'assetto normativo vigente
- ruolo della formazione e dell'istruzione per una adeguata crescita del settore
- importanza del patrimonio audiovisivo e funzione degli archivi.

I temi affrontati in questo tavolo si intersecano inevitabilmente con quelli discussi, pur da punti di vista diversi, negli altri due tavoli, di cui si è relazionato nei capitoli precedenti.


La governance e il rapporto Stato-Regioni. Il reperimento delle risorse

In Italia sono attivi, ai vari livelli territoriali, diversi strumenti di sostegno al settore cinematografico e audiovisivo. Le risorse più consistenti vengono erogate a livello nazionale e sono rivolte esclusivamente al settore cinematografico: si compongono del sostegno diretto (quota Fus) e del sostegno indiretto (tax credit). Nel 2013 la DG Cinema ha erogato circa 200 milioni di euro a tutti i settori della filiera sia attraverso finanziamenti diretti sia tramite la leva fiscale i cui apporti in termini quantitativi di fatto ormai si equivalgono.
L'Italia, come gli altri Paesi europei, beneficia anche delle risorse erogate a livello comunitario attraverso due strumenti: il Programma MEDIA (confluito poi nel Programma Europa Creativa, attivo dal 2014), rivolto a tutte le fasi della filiera esclusa la produzione,e che contempla nell'oggetto del sostegno sia il prodotto cinematografico sia quello audiovisivo; e il Fondo Eurimages, che sostiene le coproduzioni internazionali ed è rivolto al solo prodotto cinematografico.
Europa Creativa, oltre a confermare il presupposto già sottostante al Programma MEDIA secondo cui l'audiovisivo è un settore rilevante sia dal punto di vista economico che da quello culturale, introduce una nuova centralità del fruitore/spettatore, auspicando uno sforzo di pianificazione a un livello generale e superiore – che comprende tutti i comparti di competenza della Direzione Educazione e Cultura – ma fortemente orientato sul destinatario finale della produzione educativa e culturale.
A livello comunitario e a quello nazionale si aggiungono le risorse regionali e locali, articolate in numerosi fondi e strumenti che differiscono fra loro per obiettivi, consistenza e modalità di erogazione; ciò che (almeno finora) le distingue dagli strumenti di sostegno nazionale è il fatto di essere generalmente rivolte al prodotto audiovisivo, sia esso cinematografico o meno. A partire dalla riforma del titolo V della Costituzione e dalla sentenza della Corte Costituzionale 285/05, le Regioni hanno adottato strumenti normativi e di supporto economico e finanziario a sostegno del settore cinematografico e audiovisivo spesso gestiti direttamente o indirettamente dalle Film Commission. ad oggituttavia non sono ancora state definite chiaramente le attribuzioni di competenza fra Stato e Regioni in materia di cinema e audiovisivo: soprattutto in alcune aree di intervento(sale, promozione, patrimonio, festival ecc…) urge un intervento normativo per evitare la dispersione di risorse e rendere più efficace l'intervento pubblico congiunto.
Accanto a questi strumenti tipicamente rivolti al sostegno al settore, va aggiunta la normativa relativa agli obblighi di investimento e trasmissione di opere europee, con la definizione esplicita della sotto quota a favore delle opere cinematografiche, in capo alle emittenti televisive, secondo quanto previsto dalla norma che regolamenta il settore televisivo (T.U. 177/2005 e decreto interministeriale MIBACT-MISEDEL 22 febbraio 2013 "Cri-teri di qualificazione delle opere cinematografiche di espressione originale italiana e relative quote di riserva"). Occorre ricordare infine che di recente la normativa sul credito di imposta è stata estesa a tutto l'audiovisivo (L. 112/2013, Conversione, con modificazioni, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91 "'Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo, e relativi decreti attuativi") che sino ad oggi aveva come principale fonte di finanziamento i broadcaster pubblici e privati (investimenti in fiction pari a circa 300 milioni di euro nel 2012), ma non beneficiari di fondi statali di alcun tipo.
A fronte delle difficoltà di reperimento delle risorse nel mercato interno, un bacino ancora in buona parte inesplorato è il mercato internazionale. attualmente il prodotto italiano non circola e non ha soddisfacente accesso ai mercati esteri.
Negli ultimi anni l'amministrazione (MISE, MIBACT, iCe, in collaborazione con associazioni di categoria) si è attivata per la promozione del prodotto italiano all'estero, per incentivare la vendita di prodotto finito, per lo sviluppo delle coproduzioni maggioritarie e minoritarie,per l'attrazione sul territorio di grandi produzioni internazionali che si avvalgono di produttori esecutivi italiani, oltre che dei servizi erogati dalle Film Commission.
Emerge un quadro del sostegno pubblico (soprattutto nazionale) molto concentrato sulla produzione trascurando interventi strutturali a favore dello sviluppo e della distribuzione. Gli stessi oneri dei broadcaster sono stati studiati per supportare il comparto produttivo, quando invece l'attenzione del legislatore dovrebbe rivolgersi sul riequilibrio della catena del valore lungo tutto l'arco della filiera, dalla sala alle offerte legali sulla rete.
Oltre a gestire ed erogare nelle diverse modalità le risorse pubbliche, l'amministrazione è invitata a favorire la valorizzazione delle risorse private, attraverso da un lato la protezione del valore economico delle opere e dall'altro l'attrazione di risorse provenienti dai comparti industriali esterni alla filiera e dall'estero.
La protezione del diritto d'autore attraverso la lotta alla pirateria online è oggetto del Regolamento AGCom, in vigore dal 31 marzo 2014, che si concentra sulla rimozione dei contenuti illegali senza aggredire l'utente finale ed evitando di sanzionare l'operatore direte. in ogni caso, agli attori del sistema si richiede di sviluppare e promuovere la possibilità di accedere a contenuti digitali in via legale, attraverso la proposta di un'adeguata offerta online.


Il tavolo e il confronto

Il tavolo relativo alle politiche pubbliche ha toccato numerosi temi strategici per lo sviluppo del settore cinematografico e audiovisivo e, come era lecito attendersi, ha mostrato alcuni punti di sovrapposizione con gli altri tavoli, considerata la trasversalità delle linee di intervento adottate a livello nazionale e regionale a sostegno del comparto.Gli esperti coinvolti e gli uditori che hanno partecipato attivamente al tavolo sono stati sollecitati ad esprimere pareri ed osservazioni e ad avanzare proposte in aree differenti anche in funzione del proprio background professionale e dello specifico ambito di provenienza. L'avvio della discussione ha preso spunto da un necessario confronto internazionale sui sistemi di sostegno al cinema e all'audiovisivo e dai grandi margini di miglioramento derivanti dall'utilizzo delle risorse comunitarie in favore del settore cinematografico, all'indomani del varo del Programma Europa Creativa e della nuova generazione dei fondi strutturali.
Altro tema caldo al centro della discussione è stato il riordino del comparto, ovvero l'introduzione di interventi normativi volti a definire in modo chiaro gli ambiti di competenza dello Stato rispetto a quelli delle Regioni e degli altri enti territoriali.
Tra i possibili nuovi meccanismi di finanziamento per gli strumenti di intervento nel settore, diversi operatori si sono concentrati sulla possibilità di introdurre anche nel nostro Paese un sistema di prelievo sulla filiera, capace di alimentare fondi destinati a sostenere la produzione cinematografica ed audiovisiva. Ci si è confrontati sulla tipologia di soggetti da includere, dalla sala alle televisioni passando per Telecom e gli aggregatori di contenuti in internet (OTT).
Con riferimento ai possibili miglioramenti dell'attuale normativa di incentivazione fiscale,vi è stata piena concordanza sulla necessità di aumentare il grado di attrattività dei capitali esteri sui nostri territori ampliando il budget a disposizione delle produzioni esecutive. Istanza che come è noto è stata già recepita dall'attuale Governo con il DECRETO-LEGGE 31 maggio 2014, n. 83 "Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo", cosiddetto "Decreto ArtBonus".
Al centro del dibattito anche il possibile superamento della distinzione netta e non più attuale fra produzione audiovisiva destinata prioritariamente alla sala cinematografica(film, documentari, cortometraggi, film d'animazione ecc.) e altre produzioni audiovisive quali serie TV, TV movies, web series (opere che la legge sul diritto d'autore definisce "assimilate a quelle cinematografiche"). Un passo importante in questa direzione – a dimostrazione della concretezza delle proposte emerse alla Conferenza Nazionale – è giunto di recente con l'estensione del tax credit dal cinema all'audiovisivo, provvedimento che di fatto apre le porte a un ineludibile allargamento delle competenze della DirezioneGenerale Cinema a tutta la sfera dell'industria dei contenuti audiovisivi al di là della piattaforma di distribuzione e fruizione.
Ci si è soffermati, inoltre, sull'urgenza di razionalizzare e rendere più efficace il sistema amministrativo concernente l'autorizzazione per l'apertura di nuove sale cinematografiche. altri temi di grande rilevanza affrontati nel corso della discussione al tavolo hanno r-guardato da un lato il rapporto tra cinema e sistema scolastico ed universitario, la diffusione della media literacy e il potenziamento della formazione professionale; dall'altro alcuni interventi hanno sottolineato la necessità di provvedimenti normativi più efficaci per rafforzare la lotta alla pirateria ed incentivare l'offerta legale di contenuti audiovisivi sulla rete (anticipando l'adozione dell'atteso regolamento AGCom in materia).

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La revisione degli strumenti di intervento a legislazione vigente

L'apertura del dibattito al tema della revisione degli strumenti vigenti ha stimolato un fiorire di proposte di riforma a livelli e profondità diverse, che hanno toccato questioni dalle più ampie, come la revisione dell'impianto generale e dei principi su cui si fonda la governance del settore, a quelle più di dettaglio, relative alla ridefinizione e all'aggiornamento di misure specifiche già contemplate nella regolamentazione in vigore.
Più che all'analisi della realtà, quindi, questo paragrafo è dedicato essenzialmente alle proposte emerse dal confronto fra operatori.

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Istruzione e Formazione

La formazione è un tema di base, un presupposto per lo sviluppo e la sostenibilità di ogni settore culturale e industriale. Questo tema si può articolare in alcune declinazioni essenziali:

  • formazione dei futuri operatori e professionisti (formazione professionale);
  • formazione degli operatori e dei professionisti (aggiornamento professionale);
  • formazione del pubblico;
  • formazione all'immagine audiovisiva nella scuola primaria e secondaria;
  • alfabetizzazione mediatica;
  • formazione degli amministratori competenti in materia (soprattutto a livello regionale).

La formazione del settore, in tutte le sue declinazioni, va ripensata in modo coordinato,razionale e policentrico, tenendo conto del nuovo scenario che vede l'ampliamento dei confini dell'opera (non più solo cinema, ma anche televisione, serialità, web). Occorre una riflessione sul nuovo pubblico.
Non si può solo ragionare in termini di mercato. i giovani non sono effettivamente "liberi" davanti ad internet, perché manca loro una formazione adeguata al linguaggio audiovisivo. il tema di fondo è quello di portare la storia della cultura del cinema a scuola.

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Gli archivi e il patrimonio

Gli archivi costituiscono un patrimonio imprescindibile per il settore, composto essenzialmente di valori immateriali e di beni facilmente deperibili.
Il tema della conservazione del patrimonio audiovisivo costituisce un nodo centrale e sempre più attuale nel dibattito sul futuro del settore, non solo dal punto di vista "culturale", ovvero della garanzia alla conservazione e protezione delle opere realizzate nel tempo, ma anche dal punto di vista più tipicamente industriale della possibilità di utilizzarle, riutilizzarle e sfruttarle economicamente.
Il tema è articolato e complesso e spesso l'attenzione ad esso dedicata da parte di istituzioni e industria è insufficiente, a partire dall'assenza di informazioni dettagliate e omogenee sulla consistenza stessa del patrimonio. Successivamente, le problematiche che si aprono a cascata hanno a che fare con i temi dell'accesso ai materiali conservati e del loro utilizzo. Un presupposto fondamentale per attivare in modo efficace un adeguato utilizzo è la digitalizzazione dei materiali audiovisivi conservati negli archivi, attraverso procedure uniformi e tecniche condivise fra i vari archivi pubblici e privati disseminati sul territorio.
A fronte di un lavoro enorme da impostare su questo tema, il dibattito fra i partecipanti al tavolo ha fatto emergere diverse proposte.

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