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Report 2014
Report 2013
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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Sesta Parte - IL SISTEMA PRODUTTIVO
IMPRENDITORI ATTIVITÀ E GESTIONE D'IMPRESA
Capitolo 10 - L'attività d'impresa
La diffusione sul territorio

Oltre che per segmenti d'attività e per classi dimensionali, la capacità di creare occupazione da parte delle aziende è valutabile anche in ordine alla composizione territoriale dell'apparato produttivo. Il campo d'osservazione è basato sul tessuto delle unità locali,cioè di tutti gli insediamenti delle società – dalle imprese collegate o controllate alle succursali o filiali che hanno una sede operativa formalmente o materialmente separata da quella legale della casa madre – a livello geografico. È un parametro che sia per la natura e la dimensione dei soggetti sia per la sua struttura su scala regionale pone in evidenza la creazione di lavoro sia della piccola e media industria sia delle microimprese. Al di fuori di Lazio e Lombardia, che rappresentano i due poli più importanti e sviluppati,sono infatti gli operatori minori a costituire il corpo centrale dell'attività imprenditoriale e ad alimentare in particolare il ricorso alle prestazioni professionali in regime di collaborazione, come dimostrano i numeri riferiti ai soli dipendenti diretti rispetto a quelli comprensivi di tutte le persone complessivamente e a vario titolo occupate (tavola 21).

cap10-21

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Lazio e Lombardia tradiscono i valori più bassi in assoluto nel rapporto fra occupati e dipendenti (riportati nell'ultima colonna a destra), mentre i più elevati afferiscono proprio ad alcuni dei comprensori in cui l'iniziativa d'impresa nel comparto cinematografico appare meno intensa.

cap10-23

La consistenza di alcuni decrementi occupazionali è messa in luce anche dal quadro delle variazioni in valori assoluti (tabella 22), sia nel computo totale nazionale sia a livello regionale: nel caso del Piemonte in rapporto ai dipendenti così come agli occupati, e in quello della Campania, in riferimento ai primi ma non ai collaboratori, relativamente ai quali i trend risultano di segno positivo. Da parte loro, Liguria e Molise sono le uniche a presentare tutti i saldi in attivo.


Dove si alimenta lo sviluppo. In ordine alle tre macroaree Nord, Centro e Sud è comune l'andamento regressivo in valori assoluti, contrastato solamente dai territori meridionali con l'aumento del numero di addetti a maggiore stabilità realizzato nel 2011. In riferimento alla suddivisione delle rispettive quote occupazionali rivestite rispetto al totale nazionale, si può notare che al Centro l'incidenza predominante delle grandi realtà di Roma e Lazio nel cinema rispetto al resto del territorio porta la quota di occupati sensibilmente al di sotto (tre punti percentuali) di quella riferita ai dipendenti. Al Nord invece,nonostante la prevalenza delle attività della Lombardia, il differenziale volge sensibilmente a favore delle persone occupate, migliorando di oltre due punti la percentuale rilevata in capo agli addetti diretti (tavola 23).

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Anche nella ripartizione regionale le quote d'incidenza sul totale nazionale degli occupati (personale proprio più collaboratori) appaiono superiori a quelle rapportate agli addetti diretti. Fra le prime 9 Regioni (tabella 24) fanno eccezione solo gli epicentri laziale e lombardo. Significa che anche le Regioni di seconda fila come Emilia-Romagna, Veneto, Campania e Sicilia contribuiscono con i loro operatori e in particolare attraverso le microimprese ad animare, quanto meno sul fronte delle prestazioni a collaborazione, il mercato del lavoro anche nel corso di cicli economici più contrastati e a far crescere la comunità professionale del cinema.

 

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