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Report 2014
Report 2013
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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Sesta Parte - IL SISTEMA PRODUTTIVO
IMPRENDITORI ATTIVITÀ E GESTIONE D'IMPRESA
Capitolo 10 - L'attività d'impresa
La diffusione dell’attività sul territorio

Ancora oggi, a distanza di decenni dai "favolosi" anni Sessanta e Settanta che hanno posto Roma al centro dell'attenzione mondiale quale sede alternativa delle maggiori produzioni di Hollywood, il cinema italiano viene identificato nel nome della sua capitale d'elezione, Cinecittà. Per quanto l'attività del grande centro di produzione e dei suoi studi sia incomparabile con quella realizzata mezzo secolo fa, Roma è rimasta il polo d'eccellenza dell'industria del film nazionale, in cui gravita in larga parte la produzione, con Milano nel ruolo di primo, importante competitor metropolitano.
Sarebbe tuttavia sbagliato considerare questa posizione dominante un caso unico. Parigi con la sua Regione, Île-de-France, concentra quasi il 70% delle attività nazionali; in Gran Bretagna il 55,3% della produzione è realizzato a Londra e solo il 15,4% nella grande Regione limitrofa South East England; in Spagna la comunità di Madrid ne ospita il 32,9% e quella di Cataluña (Barcellona) il 25,6%, in Germania l'epicentro è Monaco diBaviera ed è sede di quasi il 60% degli operatori.
La differenza è che – fortunatamente – la fama di Cinecittà non ha mai trovato uguali e il suo logo è conosciuto in tutto il mondo. Anche se nel frattempo il cinema italiano si sta distinguendo per la sua pluralità e per la diffusione di iniziative avviate al di fuori di Lazio e Lombardia, nelle altre Regioni.
In merito alla distribuzione geografica delle aziende di cinema, si possono raffrontare le mappe disegnate dal Registro delle Imprese e dalle statistiche regionali dell'Istat – comprensive delle società del comparto musicale (tavole 5, 6, 7 e 8) – con quella delle imprese contribuenti della gestione previdenziale INPS ex-Enpals (tavole 9 e 10) dove è più specifico il riferimento alle aziende attive nel solo ambito cinematografico.

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Le tre dettagliate mappature registrano negli ultimi anni di rilevazione – diversi fra loro – andamenti abbastanza simili. La rete di imprese tradisce qualche cedimento nelle Regioni meridionali, una costanza di crescita in quelle centrali e anche in quelle settentrionali (tranne che nel repertorio delle Camere di Commercio). E lo stesso dato emerge dalle variazioni percentuali calcolate sul lungo periodo nei tre prospetti (tavola 11).
Anche le due Regioni guida, Lazio e Lombardia, confermano il lieve ma graduale incremento della loro incidenza: soltanto nei consuntivi ex-Enpals si registra un'erosione della quota del Lazio, compensata però dal progresso di quella lombarda fino a migliorare dello 0,01% la loro influenza cumulativa che nelle statistiche previdenziali circoscritte al perimetro cinematografico appare superiore al 66%, mentre in quelle del Registro delle Imprese e dell'Istat comprensive del comparto musicale si fermano rispettivamente poco sopra il 45% e il 50%.
Nel novero delle altre sette realtà regionali presenti nel compendio delle prime nove Regioni non sono invece maturati mutamenti sostanziali. Il Piemonte è retrocesso nel repertorio camerale dal quarto al sesto posto e in quello dell'ente previdenziale dal terzo al quarto a causa del sorpasso dell'Emilia-Romagna (217 imprese contro 211), mentre la Toscana ha sopravanzato di un soffio (136 aziende rispetto a 135) la Sicilia e il Veneto ha superato la Puglia. La Regione veneta è pure risalita secondo i dati Istat dall'ottava alla quinta posizione.
La configurazione regionale del tessuto industriale del cinema si riflette nella distribuzione per Province delle società attive iscritte al gruppo 90 (cinema più musica) del Registro delle Imprese (tavola 12).
Nel panorama nazionale vi sono 16 capoluoghi di provincia che contano più di 100 unità aziendali e fra i primi 9, ne compaiono 8 delle 9 Regioni cinematograficamente più sviluppate. Dopo di questi, un solo altro capoluogo regionale – Genova per la Liguria – arriva a sommare sul proprio territorio almeno 100 aziende, numero che equivale in termini di quote all'1% di tutte le unità produttive nazionali. Figurano invece 7 città appartenenti alle stesse "top 9" regionali, a partire da Brescia, che oltre a Milano e insieme con Bergamo e Monza-Brianza porta la Lombardia a essere la Regione più rappresentata. Anche il Veneto, con Padova e Verona (ma appunto senza Venezia), ha una doppia presenza, al pari di Sicilia e Campania, rispettivamente con le coppie Palermo-Catania e Napoli-Salerno.

 

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