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Report 2014
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Report 2013

1ª PARTE - LA POLITICA ISTITUZIONALE

2ª PARTE - IL MERCATO DELL'OFFERTA

3ª PARTE - LE RISORSE DEL SETTORE

4ª PARTE - L'INTERVENTO PUBBLICO

5ª PARTE - IL MERCATO DELLA DOMANDA

6ª PARTE - IL SISTEMA PRODUTTIVO

7ª PARTE - IL MERCATO DEL LAVORO

FOCUS

TESTIMONIANZE

FILM COMMISSION

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2013
Sesta Parte - IL SISTEMA PRODUTTIVO
IMPRENDITORI ATTIVITÀ E GESTIONE D'IMPRESA
Capitolo 10 - L'attività d'impresa

Del cinema italiano, come d'altronde di tutta l'industria nazionale, sono chiare a tutti la taglia estremamente ridotta delle aziende e la conseguente polverizzazione della struttura produttiva. Ciò che resta spesso imperscrutabile è invece la reale dimensione dell'attività che il comparto realizza attraverso la miriade delle sue imprese. Perché l'attenzione si concentra quasi sempre sul mercato del consumo in sala, mentre i suoi milioni di spettatori e di euro al box office non costituiscono punti di riferimento validi a valutare l'eventuale congruità delle case di distribuzione e delle società di gestione che vi operano. E lo stesso accade in senso opposto se si guarda al numero di film prodotti, perché non esiste alcun apparente rapporto proporzionale fra un volume medio di 152 titoli realizzati nell'ultimo quinquennio e la presenza di oltre 4 mila società di produzione. In realtà, l'attività del comparto cinematografico si esprime in una produzione che integra in quella dei lungometraggi per le sale una serie infinita di altre opere, con un'offerta di prodotto e di modalità di consumo tanto diffusa da rendere difficile anche un approccio puramente statistico. Sul piano economico l'attività d'impresa, nella sua accezione più appropriata, ha inoltre valenze – ed è questo soprattutto il caso del cinema – che vanno al di là della concreta generazione di "manufatti" video. Si manifesta attraverso la sua capacità di creare lavoro, valore e sviluppo diffusi su tutto il territorio, con un'azione cosiddetta proattiva, che si esplica nel tempo e attraverso l'interazione di vari fattori. Per questi motivi non è di agevole lettura. Bisogna ricorrere a un panel di elementi statistici che non sono propriamente puntuali (quelli dell'Istat ad esempio sono stati aggiornati con l'ultimo censimento generale del 2011), tuttavia vanno a comporre serie storiche funzionali a tracciare trend attendibili di medio-lungo periodo.
Solo le rilevazioni Istat peraltro permettono di avere un quadro dei quattro segmenti principali sui quali l'industria cinematografica pone le proprie basi e fa leva per l'evoluzione dell'attività di tutte le imprese del comparto (tavola 1).

cap10-01


I quattro segmenti. Rispetto agli ultimi dati disponibili prima del censimento, quelli relativi al2011 confermano la crescita complessiva del numero di imprese attive, arrivata a presentare a saldo del decennio un incremento di 1.186 unità, pari al 23,88% sul 2002. Sono aumentate quelle del segmento produzione, che rappresenta stabilmente il 70% dell'imprenditoria cinematografica, e si è infoltito anche il novero delle industrie tecniche di pre/post-produzione, nonostante le difficili fasi di riconversione al digitale vissute nel periodo.
Si sono registrati invece ulteriori cali fra le case di distribuzione e le società di gestione dell'esercizio, che confermano il processo di contrazione che investe i due segmenti: da oltre un decennio sul primo fronte e dal 2003 sul secondo. In entrambi i casi, le serie storiche ne mostrano la graduale decelerazione, con tassi d'uscita annui che hanno portatola quota dei distributori sul totale degli operatori del comparto al 4,17% (nel 2002 era pari al 9,28%) e al 13,60% quella degli esercenti (contro il 23,08% del 2003).

 

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