LINGUA
Report 2014
Report 2013
Report 2012
Report 2011
Report 2010
Report 2009
Report 2008
Report 2012

1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2012
Seconda Parte - L'ATTIVITA' D'IMPRESA
IMPRENDITORI ARTISTI E TECNICI
Capitolo 7 - Il mercato del lavoro
11. Due emisferi diversi sopra e sotto 30mila euro

All'interno del gruppo di 4.402 attori e registi aderenti agli studi di settore - in pratica un campione corrispondente all'8,70% dei 50.572 operatori che l'ex Enpals nel 2010 conteggiava nelle due qualifiche - risultano per esempio 1.830 posizioni reddituali (41,57% del totale), inferiori allo standard di 30mila euro, tutte attribuite a persone fisiche, contro le 2.572 (58,43%) situate nell'altra fascia (tavola 40).

È proprio nell'ambito di contribuzione delle persone fisiche che si può riscontrare un quadro di remunerazioni in qualche misura compatibile con i dati esposti in precedenza, relativi alle rilevazioni della Gestione ex Enpals. Al novero di persone fisiche (autori e attori) che nelle dichiarazioni all'Agenzia delle Entrate denunciano remunerazioni annue fino a 30mila euro sono infatti attribuiti per il 2010, secondo le statistiche del fisco, ricavi o compensi medi di 14,0mila euro e redditi medi pari a 10,3mila euro (tavola 38), mentre la media teorica della retribuzione annua dei 50.592 interpreti, registi, aiuto registi e sceneggiatori (47.256 i primi e 3.336 gli altri) iscritti all'ente previdenziale risulterebbe nel medesimo anno - in base ai suoi stessi dati - pari a 5,02mila euro.
In realtà i possibili allineamenti potrebbero esaurirsi qui. Dal momento che all'estensione del parco di iscritti all'istituto mutualistico si contrappone la selezionata composizione del bacino di soggetti aderenti agli studi di settore; una platea che per quasi il 59% (quella con compensi annui superiori a 30mila euro) appartiene alle fasce di reddito più alte delle due qualifiche professionali.

Dove i valori si decuplicano. Lo dimostrano, nell'ambito della stessa categoria di persone fisiche, gli indici riferiti appunto ai contribuenti con un imponibile di oltre 30mila euro. I prospetti dell'amministrazione tributaria riportano medie praticamente decuplicate: 134,9mila euro per ricavi o compensi nel 2010 e 109,8mila euro per i redditi.
Ma l'analisi dei dati fiscali definisce un'altra coordinata generale. Conduce in effetti ad assimilare la posizione reddituale degli attori e registi con accreditati ricavi annui inferiori a 30mila euro alla situazione che in termini di remunerazione attiene agli operatori posti nella distribuzione che nel monte retributivo 2010, rispetto a tutti gli addetti iscritti alla Gestione ex Enpals, sono sotto la media - quasi coincidente - di compensi annui del nono decile pari a 30.842,23 euro.
I valori dei contribuenti (persone e società) che denunciano compensi superiori alla soglia "fiscale" sembrano invece avere il loro riferimento più appropriato in quei soggetti che si collocano sulla punta più elevata, quasi estrema, della ripartizione per decili. Al di sopra cioè di quella media di 30mila euro che potrebbe essere assunta quale autentica linea di demarcazione fra le classi di reddito della stessa comunità professionale del cinema.
In pratica si può desumere dall'analisi proposta dalla stessa Agenzia delle Entrate che gli studi di settore censiscono nella fascia "fiscale" più bassa soltanto il 4% di tutti i registi e, in primo luogo, degli attori che in realtà vi si riscontrano secondo le rilevazioni dell'ex Enpals; mentre in quella più alta arrivano a inquadrare quasi il 50% di quell'altra porzione di interpreti e (soprattutto) di autori che di fatto, in base alle statistiche retributive dell'ente previdenziale, si devono davvero mettere in conto.
Il profilo fiscale dei professionisti del cinema mette in evidenza un altro divario che in generale ne seleziona le condizioni. I soggetti che operano quali persone fisiche, pur dichiarando una media annua di ricavi o compensi nettamente inferiore a quella delle società, denunciano - cosa comune peraltro a tutte le categorie contemplate negli studi di settore - un reddito imponibile medio praticamente moltiplicato: 60,5mila euro nel 2010 contro i 7,5mila delle 288 società di capitali o enti e i 28,2mila delle 74 società di persone26. È uno scostamento che resta pressoché inalterato negli anni, indipendentemente dalle eventuali variazioni dei proventi da lavoro, risultanti peraltro in calo da quando hanno cominciato a manifestarsi - soprattutto nell'ultimo lasso di tempo, secondo le analisi della stessa Agenzia delle Entrate - le ripercussioni di una situazione economica in palese impasse (tavola 41).

26 A titolo indicativo si rileva che il consuntivo nazionale per gli studi di settore di tutte le categorie professionali indica quale reddito medio per le persone fisiche la somma di 27.300 euro, per le società di persone la cifra di 37.500 e per le società di capitali ed enti l'importo di 31.600 euro.

 

Copyright © Fondazione Ente dello Spettacolo / P.Iva 09273491002 - Soluzioni software e Ideazione grafica a cura di