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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Seconda Parte - L'ATTIVITA' D'IMPRESA
IMPRENDITORI ARTISTI E TECNICI
Capitolo 7 - Il mercato del lavoro
2. E' il cinema a sostenere l’audiovisivo

L'indicatore probabilmente più significativo della proattività del cinema viene espresso dalla facoltà di creare più lavoro - artistico e tecnico, oltre che amministrativo - rispetto a tutte le altre aziende del settore. I contribuenti attivi ai quali ogni impresa cinematografica ricorre in media per avvalersi delle loro prestazioni risultano 19,76: in contenuto calo rispetto agli anni precedenti e in particolare agli ultimi tre, ma si tratta di un numero superiore di quasi due volte all'indice d'impiego cumulativo dello spettacolo (10,38) e migliore anche di quello del comparto radiotelevisivo (17,83 addetti), la cui operatività, come noto, è fondamentalmente basata su strutture fisse (tavola 7).

IL TREND DELL'OCCUPAZIONE
Osservando l'andamento del mercato occupazionale nell'intera area dello spettacolo si può inoltre notare come sia in realtà il cinema a supportare, per tutto l'arco degli ultimi anni, lo sviluppo del cosiddetto sistema audiovisivo (tavola 8).

In base ai dati della Gestione ex Enpals si registra il costante depauperamento di addetti negli ambiti televisivi e radiofonici (5.311 contribuenti iscritti in meno dal 2006 in poi, con uno scarto negativo del 17,19%) e il contestuale sviluppo invece della comunità del grande schermo con 7.133 operatori attivi in più, pari al 9,33% (in raffronto al 2005 il ripopolamento risulta ancora più considerevole in quanto l'ingresso di nuove unità sale a 10.967 per un balzo in avanti del 15,10%)8.
Se è vero che nella nuova economia dell'audiovisivo in espansione l'industria televisiva rimane il primo, più importante motore e polmone finanziario e che insieme alla rete internet può vantarvi una netta prevalenza sul piano dell'offerta di prodotto e della sua distribuzione (cumulando un'audience che rappresenta di per sé gran parte della domanda globale), appare in sostanza altrettanto certo che in termini di mercato del lavoro è sempre il cinema a costituirne il principale ed essenziale presidio. Tale consapevolezza vale a ristabilire un corretto punto di vista: lo è soprattutto sotto il profilo delle prestazioni professionali e come tale continua a restarne il cuore artistico.

LE QUALIFICHE PROFESSIONALI
Anche le ultime statistiche della Gestione ex Enpals confermano ad esempio che l'attività cinematografica conta il maggior numero di contribuenti iscritti in dieci dei venti gruppi di operatori che compongono l'universo professionale dello spettacolo e che in sette di quei dieci casi arriva a coprire ben oltre il 50% degli addetti (tavola 9).
Si tratta delle tre principali aree del bacino creativo, artistico e di scena (attori e generici; registi, aiuto registi e sceneggiatori; scenografi, arredatori e costumisti) e di quattro del bacino tecnico e amministrativo (operatori e maestranze del raggruppamento A; organizzatori, direttori e ispettori; truccatori e parrucchieri; dipendenti da imprese di noleggio film) e questa prevalente presenza nelle rispettive categorie vale ancora una volta a sottolineare il superiore grado di evoluzione sul terreno di assetti strutturali e di organizzazione gestionale dell'imprenditoria cinematografica nei confronti degli altri comparti dello spettacolo9.

La radiografia dell'impianto occupazionale del cinema nel 2011 non presenta in generale scostamenti particolarmente sensibili rispetto al 2010 (tavola 10).

Quello di maggiore rilievo riguarda la figura degli attori, diminuiti di 1.879 unità, passando in valori assoluti da 47.236 a 45.357 e in quote percentuali dal 71,39% al 69,58% dell'intero mondo dello spettacolo. Un altro piccolo collasso va registrato fra registi e sceneggiatori: 75 in meno con 3.261 contribuenti contro 3.336 del 2010, per una perdita che ha determinato anche la riduzione della presenza complessiva riscontrata nell'insieme dei vari comparti da 6.044 a 5.981 (63 in meno).
Un fenomeno analogo a quello dell'ambito degli attori del comparto cinema si è verificato nel settore teatrale, dove gli artisti iscritti al ruolo ex Enpals risultano scesi di 488 unità, e pertanto il numero degli interpreti in uscita dai due loro ambiti d'impegno più tradizionali ammonta a 2.367. Il totale complessivo di tutto il settore spettacolo presenta tuttavia un saldo negativo nettamente inferiore, pari a 980 unità, e la circostanza potrebbe significare che almeno una parte (non necessariamente tutti e 1.387) abbia trovato spazio negli altri ambiti dello spettacolo (tavole 12 e 13).

IL TURNOVER DEGLI OPERATORI
Dalla serie di dati statistici rilevati dall'istituto previdenziale di settore traspare inoltre nel comparto cinematografico una sequenza di scarti di misura relativamente inferiore, pur tuttavia di particolare interesse e significato, nelle qualifiche professionali che impegnano gli addetti in occupazioni a tempo indeterminato (tavole 10 e 11). Fra gli impiegati ad esempio si è passati da 11.608 a 11.466 (-142), a fronte di un saldo per tutto il settore minore: questi in totale nello spettacolo erano 33.404 e sono diventati 33.340 (-64) nel 2011.

Anche il gruppo "operatori e maestranze B" del cinema ha registrato un decremento seppur leggero: da 3.251 teste a 3.202 (49 in meno, che rappresentano in pratica il saldo negativo della categoria in tutto il complesso dello spettacolo, da 8.624 a 8.576 persone, corrispondente a 48 unità).
In contrapposizione a queste contrazioni sono viceversa aumentati operatori e maestranze del raggruppamento A, da 7.633 a 8.020 (57 in più), così come i componenti del gruppo "produzione cinematografica di audiovisivi e di spettacolo", ossia organizzatori, direttori, ispettori, segretari di produzione e responsabili di edizione, con il passaggio da 3.897 a 4.052 iscritti (+155), a fronte di una contemporanea discesa negli altri comparti dello spettacolo - da 2.087 si sono ridotti di 62 teste a 2.025, 37 delle quali nel solo sistema radiotelevisivo - che ha portato il loro totale complessivo del settore a crescere fra il 2010 e il 2011 di appena 96 unità.
Vi è poi un ulteriore scostamento da considerare: quello del "gruppo tecnici", che nel comparto cinematografico si è rafforzato addirittura di 335 nuovi occupati salendo da 2.845 a 3.180 - si tratta di un divario positivo dell'11,77% - in linea con l'incremento generale che ha visto rinfoltire tutto il settore di 855 addetti (+8,46%), dal momento che i 10.105 contribuenti del 2010 sono divenuti poi 10.960.

8 L'attività lavorativa nel campo dello spettacolo è definita non in base alla partecipazione o meno del pubblico quanto invece in attinenza esclusiva con «il fine di rappresentare un evento visivo» - così come un testo letterario o musicale piuttosto che un'esibizione artistica - «con personale abilità degli interpreti, rivolti a provocare […] il divertimento, in senso culturalmente ampio, degli spettatori». Chiunque contribuisca all'organizzazione e allo svolgimento di queste manifestazioni d'attività è perciò considerato (in osservanza al Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato numero 708 del 16 luglio 1947, articolo 3, e dei provvedimenti che ne hanno disposto le successive modifiche) quale operatore professionale occupato nel settore dello spettacolo.
9 Le figure e le qualifiche professionali in cinematografia, secondo la convenzionale nomenclatura gestionale adottata internazionalmente, vengono ricondotte essenzialmente a cinque tipologie: creativa (creative staff), in capo a soggettisti, sceneggiatori, scenografi, compositori e costumisti; artistica (artistic labour), in cui confluiscono in linea di massima produttori, registi, direttori di montaggio e fotografia e coreografi; di scena (performing labour), comprendente attori e comparse, eventuali musicisti e ballerini; tecnica (technical line), che include direttori di scena e doppiaggio, assistenti alla regia, responsabili di casting, operatori di ripresa, tecnici del suono e delle luci, elettricisti, attrezzisti, montatori del set, sarti, truccatori, parrucchieri e così via; amministrativa (administrative work), con agenti di produzione, funzionari della contabilità, addetti ad acquisti, noleggi e approvvigionamenti (Fabrizio Perretti e Giacomo Negro in Economia del cinema. Principi economici e variabili strategiche del settore cinematografico, Etas, Milano 2003, pp. 64-90).

 

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