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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Seconda Parte - L'ATTIVITA' D'IMPRESA
IMPRENDITORI ARTISTI E TECNICI
Capitolo 7 - Il mercato del lavoro

«C'ERA UN ATTORE CHE AVEVA CENTO PAIA DI SCARPE:
TANTE GLIENE AVEVANO TIRATE»

Antonio De Curtis, in arte Totò nel ruolo di Antonio De Fazio
in L'imperatore di Capri di Luigi Comencini (1949)

Da cinque anni ormai il mercato del lavoro in Italia subisce una progressiva erosione. A inizio 2008 il tasso di occupazione a livello nazionale si attestava ancora al 59,0% delle forze lavoro e invece lo si ritrova a fine 2012 al 56,4%, avendo subito un ulteriore regresso dell'1,2% rispetto al 2011, mentre il tasso di disoccupazione è salito dal 6,1% all'11,6% con un passivo in valori assoluti di oltre 1 milione di senza lavoro (da 1,647 milioni di unità a 2,744 milioni). In questo contesto, determinato da uno scenario economico internazionale - e soprattutto europeo - in pesante difficoltà, anche il mondo dello spettacolo ha accusato i colpi di una crisi che si trascina da cinque anni. Nel 2011 (i dati relativi al mercato del lavoro del settore, rilevabili dal repertorio del sistema previdenziale, sono aggiornati fino a tale data) risultano dispersi 4.920 impieghi rispetto al 2010, con un decremento dell'1,64%. Si è ridotto di conseguenza il monte retributivo complessivo (-1,88%) ed è altresì diminuito, sebbene di poco, il novero delle aziende attive (tavola 1). Da parte sua il comparto cinematografico mostra d'avere in parte contrastato come nei tre anni precedenti gli effetti recessivi. Le imprese iscritte alla Gestione Ex Enpals, l'ente previdenziale, sono ad esempio aumentate addirittura del 7,09%; il che significa che ben 280 società si sono aggiunte a quelle già attive nel comparto cinematografico e audiovisivo, mentre le altre attività del settore hanno accusato un saldo negativo di 288 aziende. Un altro incremento - per quanto lieve, pari allo 0,17% - va ascritto al totale delle retribuzioni riconosciute a tutta la comunità professionale cinematografica. Traspaiono tuttavia segnali di cedimento a fronte della profonda involuzione economica e finanziaria dell'intero Paese, che i risultati in regresso dei ricavi nelle sale registrati nel 2012 dovrebbero fare emergere con maggiore chiarezza attraverso l'aggiornamento al 2012 anche dei dati statistici sul mercato del lavoro. Dopo tre miglioramenti consecutivi a partire dal 2008, il numero di operatori in cinematografia nel 2011 si è rivelato in regresso (-1.265 unità), sia pure in misura inferiore (-1,49%) di quanto fatto registrare in media (-2,17%) dagli altri comparti e dal macrosettore dello spettacolo (-1,64% come detto, cinema compreso) nel suo complesso. L'osservazione del trend occupazionale, secondo le rilevazioni statistiche della Gestione ex Enpals (Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo e dello Sport Professionistico), non si mostra in sostanza del tutto positivo (tavola 1)1.

L'analisi dettagliata delle diverse componenti dell'industria del cinema rivela però il consolidamento di alcuni suoi progressi, principalmente sotto il profilo strutturale, che sembrano delineare un quadro meno fosco di quanto si potrebbe essere autorizzati a prevedere.

1 L'Enpals è confluito nell'Inps dal 1° gennaio 2012 per effetto del decreto-legge numero 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modifiche nella legge numero 214 del 27 dicembre 2011. Il trasferimento amministrativo delle risorse strumentali, umane e finanziarie è stato disposto attraverso successivi decreti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mentre le strutture operative dell'ex Enpals - sia centrali sia periferiche - hanno proseguito, secondo gli stessi compiti istituzionali, le loro attività come in passato.

 

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