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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Seconda Parte - L'ATTIVITA' D'IMPRESA
IMPRENDITORI ARTISTI E TECNICI
Capitolo 6 - Il sistema produttivo
4. Quanto è esteso lo sviluppo della rete d’impresa

Questo processo non avviene infatti in presenza di attività in stallo o in regresso sul resto del territorio rispetto ai principali centri di gravità - Roma in testa e, a debita distanza, Milano - ma all'interno di una crescita generale (quanto meno per l'arco di tempo che arriva fino a metà 2012). Più o meno sostenuta e in alternanza fra le diverse aree, l'espansione sembra in sostanza mantenersi relativamente in linea con l'ulteriore sviluppo dei poli centrali.

La crescita è per tutti. In merito alla distribuzione geografica delle aziende di cinema, si possono raffrontare almeno tre mappe. Quelle disegnate attraverso il Registro delle Imprese e le statistiche regionali dell'Istat sono comprensive anche delle società del comparto musicale (tavole 12, 13, 14 e 15) e si dimostrano funzionali nell'evidenziare i reali rapporti di dimensione fra le diverse aree quando si passa al riferimento più specifico delle aziende effettivamente operative nel solo ambito cinematografico, rappresentato dalla ripartizione statistica delle imprese contribuenti della Gestione ex Enpals (tavole 16 e 17)8.

Nord e Sud battono il Centro. L'ente previdenziale elabora rilevazioni territoriali anche per quanto riguarda l'occupazione (tavole 22 e 23 del capitolo successivo, delle quali sono riportati, per un rapido confronto, i risultati di sintesi qui nella tavola 18) dando così la possibilità di verificare, da un lato, che la crescita delle attività cinematografiche si realizza in misura diffusa su tutto il territorio e, dall'altro, che questo rafforzamento procede lungo coordinate differenti fra le tre macro-aree - Nord, Centro, Sud e isole - nazionali. Sia le Regioni settentrionali sia quelle meridionali rivelano in termini di imprese quote di pertinenza superiori a quelle registrate in materia di addetti: cinque punti in più per il Nord e 5,5 per il Mezzogiorno. Cinque anni prima le Regioni del Nord coprivano per unità di lavoro professionale una percentuale maggiore di poco più di due punti rispetto a quella per numero di aziende, mentre il Meridione una quota minore di nove punti e mezzo. Il Centro continua invece ad esercitare sul fronte occupazionale un'incidenza nettamente superiore al peso rivestito sul versante imprenditoriale, passando però da un differenziale del 12,5% di cinque anni prima all'ultimo di +10,5% del 2011.
Dal momento che, secondo quanto mostrano i dati sulla distribuzione territoriale, l'incremento del numero di società attive è comunque comune alla quasi totalità delle Regioni, traspare come nelle macro-aree settentrionali e meridionali sia prevalsa la propensione verso l'organizzazione delle attività con imprese di piccole dimensioni, mentre in quella centrale sia emersa la spinta inerziale a irrobustire la struttura d'imprenditoria.

I casi opposti di Lazio e Lombardia. Particolarmente rappresentativi appaiono i casi delle prime due Regioni dell'intero comparto, Lazio e Lombardia, dove i valori percentuali relativi al novero di aziende attive sono inferiori a quelle degli addetti: dal 14% al 15% fra il 2008 e il 2011 per la prima e di circa il 4% per la seconda (fatto salvo il 2010 quando il suo differenziale si era fermato poco oltre il 2%). I dislivelli stanno a confermare in sostanza che in Lazio e Lombardia, dove si concentra la maggioranza delle attività audiovisive e cinematografiche, l'apparato societario è più solido e strutturalmente maturo rispetto alle altre Regioni (anche quelle più rilevanti come Piemonte ed Emilia Romagna) dove si registra la netta prevalenza di aziende minori.
Il consolidamento mostra però di prendere corpo nei due poli più importanti con modalità diverse: nel Lazio l'aumento del parco di aziende si è sovrapposto a una contestuale selezione del bacino di addetti; in Lombardia lo sviluppo della rete di imprese appare invece essere stata affiancata e supportata anche dal progresso dell'occupazione professionale. Oltre a legittimare la tesi di un cinema a partecipazione più diffusa in ambito nazionale, l'evidente crescita della rete di imprese in quasi tutte le Regioni sembra giustificare anche la sensazione che, nonostante il confermato predominio dei due tradizionali epicentri di Roma e Milano, stia prendendo in ogni caso forma un certo decentramento delle attività, seppure ancora in tono sfumato e in proporzioni di relativa visibilità. In funzione di supporto sufficientemente valido alla conferma di questa ipotesi vi sono i dati relativi alla suddivisione per provincia delle società attive iscritte al gruppo 90 (cinema più musica) del Registro delle Imprese (tavola 19).

8 Le rilevazioni dell'ex Enpals sulle attività d'impresa, rispetto a quanto riportato nelle prime edizioni, sono state in seguito aggiornate. Per il 2007 sono state considerate nella ripartizione territoriale 3.471 aziende di cinema in luogo di 3.520 (per 49 non sussisteva la verifica della sede) mentre per il 2009 la suddivisione è stata effettuata sul novero di 3.701 società e non più su quello di 3.948 posto in precedenza a riferimento

 

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