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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Seconda Parte - L'ATTIVITA' D'IMPRESA
IMPRENDITORI ARTISTI E TECNICI
Capitolo 6 - Il sistema produttivo
3. La leadership dei cineasti nell’audiovisivo

Le rilevazioni dell'Istat, come detto in apertura del capitolo, costituiscono il riferimento principale per valutare secondo la classificazione Ateco 2007 e sotto i vari profili imprenditoriali, occupazionali ed economici sia la consistenza dei quattro segmenti di attività del cinema - produzione, post-produzione, distribuzione ed esercizio - sia del loro reciproco apporto allo sviluppo del comparto, oltre che per analizzare la loro incidenza rispetto ad attività di ordini di grandezza superiori, come quelle complessive del settore audiovisivo o del macrosettore delle attività editoriali, audiovisive e di trasmissione. Per quanto concerne la struttura produttiva si può osservare ad esempio come il cinema sia per numero di imprese attive il primo comparto in assoluto di tutta l'area dell'audiovisivo, con una quota superiore al 71% (tavola 8).

Nell'ambito dello spettacolo il confronto fra le reti di imprese è fornito invece dalle statistiche della Gestione ex Enpals, che confermano sostanzialmente la leadership del cinema rispetto agli altri comparti omologhi di musica, teatro e radiotelevisione, non essendo possibile assumere a termine di comparazione gli ambiti dei trattenimenti polivalenti e delle altre attività che comprendono aziende di natura assai disparata (tavola 9).
In termini quantitativi si può notare che il panorama anagrafico dell'ente previdenziale si presenta sostanzialmente omogeneo con le rilevazioni Istat per quanto riguarda le aziende attive nel comparto radiotelevisivo (con sole 27 unità in meno), mentre si discosta in misura considerevole per quanto concerne quelle cinematografiche e musicali, seppure in senso opposto: molto inferiore per le prime e di gran lunga superiore per le seconde. Ma in questi due casi occorre considerare (come già sottolineato) l'elevata percentuale in campo cinematografico di aziende senza addetti o di ditte artigianali che non aderiscono al regime mutualistico e in quello musicale di operatori che organizzano spettacoli ed esibizioni, materialmente vincolati ad assicurarsi presso l'ex Enpals per ottenere il certificato di agibilità, e che invece l'Istituto nazionale di statistica annovera, secondo la classificazione comunitaria, nel gruppo 90 "Attività creative, artistiche e di intrattenimento"5.

NATURA E TIPOLOGIA DELLE SOCIETÀ
Un altro elemento significativo per tracciare l'effettiva fisionomia del cinema italiano rimanda alla veste giuridica delle aziende attive. Perché la prevalenza delle società di capitali su quelle di persone e sulle ditte individuali continua a farsi sempre più percettibile - al ritmo di incrementi annui pari all'1% - dopo il sorpasso del 2008. La mettono in rilievo le statistiche dell'Agenzia delle Entrate (tavola 10), a dimostrazione di una lenta ma progressiva strutturazione della rete imprenditoriale sotto l'aspetto patrimoniale e finanziario, in un processo di maturazione che tocca in netta maggioranza le case di produzione, dal momento che nel segmento della distribuzione questo consolidamento era già avvenuto da anni, mentre tarda sul versante delle società di gestione delle sale di proiezione6.
Un altro segnale in questa direzione proviene dalle rilevazioni del Registro Camerale, che ribadiscono il graduale aumento delle società di capitali e il corrispondente decremento di quelle di persone e delle ditte individuali (tavola 11). Le quote inferiori al 50% assegnate alle prime - che variano fra il 45% e il 46% - non devono ingannare, in quanto il sistema di monitoraggio Movimprese include nell'alveo delle "altre forme giuridiche" anche soggetti che il Codice Civile definisce come società di capitali (lo dimostra anche il fatto che ditte individuali e società di persone cumulano una quota inferiore al 47%)7.

LA DISTRIBUZIONE TERRITORIALE
Identificato spesso tout court con il logo riconosciuto internazionalmente della sua capitale d'elezione, "Cinecittà", il cinema italiano è da sempre contrassegnato - al pari di quanto avviene nelle altre maggiori cinematografie nazionali, a partire da quella statunitense - da un'estesa pluralità di iniziative minori situate alla "periferia" di uno o al massimo due poli ad elevata concentrazione di operatori di taglia decisamente superiore e di tutte le attività economiche. Si tratta di una caratteristica che l'avvento delle nuove tecnologie digitali, a dispetto della diffusa informatizzazione, sembra non attenuare, secondo una tendenza che non appare comunque assumere nella realtà italiana connotati negativi.

5Il certificato di agibilità deve essere obbligatoriamente richiesto (entro cinque giorni dalla data dell'evento previsto) da chiunque - impresa, ente privato e pubblico, associazione o sodalizio - voglia organizzare spettacoli ed esibizioni o intenda fare operare nei propri locali artisti e tecnici. Ne sono esenti solo i promotori di manifestazioni folkloristiche, dilettantistiche e amatoriali (decreto legislativo Capo Provvisorio dello Stato numero 708 del 16 luglio 1947, articolo 9, comma 3). Il riconoscimento del certificato non è facilmente eludibile, in quanto la sua emanazione viene riscontrata dall'ente previdenziale con il versamento dei contributi sociali a nome degli artisti e dei tecnici effettivamente impegnati a prestare la loro opera a ingaggio o su commessa da parte degli organizzatori.
6Le forme di società di capitali riconosciute dal diritto italiano sono: società a responsabilità limitata, società per azioni e società in accomandita per azioni. In quanto soggetti con propria personalità giuridica godono di autonomia patrimoniale cosiddetta perfetta (il loro patrimonio è distinto da quello dei soci) e soltanto nella fattispecie delle società in accomandita per azioni, se il patrimonio della società non risulta sufficiente, il socio accomandatario (amministratore) risponde illimitatamente con i suoi beni delle obbligazioni sociali. Le società di capitali hanno l'obbligo di versare un capitale sociale minimo e di approvare il bilancio annuale che va depositato presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio in cui ha sede legale l'azienda. Sono invece società non di capitali le imprese individuali e le società di persone. Si ha un'impresa individuale quando il soggetto giuridico è una persona fisica che risponde coi propri beni delle eventuali mancanze societarie. L'impresa non gode quindi di autonomia patrimoniale: se viene dichiarata fallita, anche il suo imprenditore lo è. Sono concettualmente simili all'impresa individuale quella familiare (formata al 51 % dal capofamiglia e al 49% dai suoi familiari) e quella coniugale (formata solo da marito e moglie). La società di persone è da parte sua caratterizzata da un'autonomia patrimoniale cosiddetta imperfetta: il patrimonio della società non è perfettamente distinto da quello dei soci, per cui i creditori possono rivalersi (se il patrimonio societario è insufficiente) anche sui beni del socio (solitamente non vale il contrario). Si può avere: una società semplice nel caso in cui non si debbano svolgere operazioni di natura prettamente commerciale, ma si abbia la necessità di gestire un'attività (agricola o professionale, come ad esempio uno studio associato); una società in nome collettivo in cui tutti i soci sono responsabili in egual parte e con tutto il loro patrimonio delle obbligazioni della società o infine una società in accomandita semplice in cui i soci accomandatari rispondono nella stessa misura prevista per le società in nome collettivo, mentre i soci accomandanti rispondono limitatamente al capitale conferito. In tutti e tre questi ultimi casi non si ha l'obbligo di versare un capitale sociale minimo, ma è necessario predisporre un atto costitutivo e redigere un bilancio d'esercizio, che però può non essere depositato al Registro delle Imprese. (Fonte: Unione delle Camere di Commercio).
7Tra le "altre forme giuridiche" figurano società di capitali a socio unico o unipersonali, società a responsabilità limitata a capitale ridotto, società europee, società consortili, società consortili a responsabilità limitata e consorzi con attività esterna. Rientrano fra quelle di capitali anche determinate tipologie di enti, fondazioni (come le istituzioni lirico-sinfoniche) e cooperative (per esempio quelle ad autonomia patrimoniale perfetta).

 

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