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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Seconda Parte - L'ATTIVITA' D'IMPRESA
IMPRENDITORI ARTISTI E TECNICI
Capitolo 6 - Il sistema produttivo

«IL CINEMA È CULTURA, SI FA CON GLI INTELLETTUALI, CON IL DENARO PUBBLICO E DELL'IMPRENDITORI»
Sergio Rubini, regista e attore

In un sistema produttivo composto in Italia da 4,372 milioni di imprese e che conta fra queste solo 25.254 società con più di 50 addetti, a fronte delle 2.050.029 prive del tutto di personale, il comparto del cinema non fa eccezione. Quando se ne parla in termini economici è pressoché scontato definire polverizzata e pulviscolare la sua struttura imprenditoriale, individuandola come una debolezza congenita: sul totale di 6.139 aziende attive soltanto 95 hanno più di 50 dipendenti e ben 3.803 non ne hanno alcuno. E il confronto in termini percentuali, in base agli ultimi dati disponibili a fine 2010, sembra fornire un'ulteriore conferma. Su scala globale le imprese senza addetti rappresentano il 46,89%, a livello di comparto invece il 61,95%. A ben vedere però, una qualche differenziazione c'è: nel primo caso quelle con oltre 50 unità di lavoro corrispondono appena allo 0,57% del totale, mentre nel secondo si attestano a una quota quasi tripla, pari all'1,55%. Può sembrare una sfumatura, ma è la prima di molte altre e questo semplice raffronto vale a giustificare una considerazione più specifica delle reali caratteristiche dell'iniziativa d'impresa in cinematografia. Poiché l'imprenditoria è uno dei tre classici fattori della produzione - insieme con capitali e lavoro - che determinano in maniera imprescindibile la possibilità o meno di avviare qualsiasi processo di produzione. Definirne l'effettiva configurazione consente di valutare se - e quanto - a incidere sull'andamento complessivo del cinema nazionale sia l'eventuale debolezza dei suoi cineasti o se invece siano altre e diverse realtà a condizionare il trend di tutto il comparto e di conseguenza anche le attività dei suoi operatori (dopo i capitoli precedenti dedicati al mercato dei capitali, nel successivo è delineato quello del lavoro).
Pur nella difficoltà di valutare dati non sempre omogenei e contestuali, il quadro aggiornato delle società cinematografiche permette ad esempio di verificare la fondatezza di una delle sensazioni più diffuse, relativa a una loro intrinseca staticità, intesa quale prodromo di modeste propensioni al rischio e conseguenti simili capacità d'innovazione; ossia di due tratti caratteristici dell'attività d'impresa che ne sono peraltro considerati valori essenziali. Consente inoltre di verificare quale sia oggi il ruolo e il peso effettivo dell'industria di film e video nell'ambito del comparto dell'audiovisivo e fino a che punto sia strategico il suo apporto rispetto agli altri soggetti del settore, a cominciare dal comparto televisivo che ne è ritenuto (più o meno a ragione) il vero protagonista e artefice; così come di apprezzare in quale misura le aziende dei suoi principali segmenti - produzione, post-produzione, distribuzione ed esercizio - accusano gli effetti delle avverse congiunture economiche e di tendenze di mercato sicuramente contrastanti.

 

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