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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2012
Prima Parte - L'INDUSTRIA E IL MERCATO
PRODOTTI CAPITALI E CONSUMI
Capitolo 4 - Il sostegno pubblico
3. Quali risorse dall’unione europea

La corsa alla digitalizzazione ha caratterizzato anche il ricorso da parte degli esercenti italiani ai contributi dell'Unione Europea previsti dal fondo Digit (attivo dal 2011) all'interno del programma Media. Sono stati ben 71, sui 200 totali di tutti i paesi, i gestori di sale - che nel 2012 hanno ottenuto finanziamenti per 2,53 milioni di euro, con uno stanziamento medio di 34,65mila euro. Fra i soggetti dell'esercizio italiano a ricevere erogazioni figurano anche 20 sale della comunità. Questo exploit si inserisce in un quadro di partecipazione italiana agli aiuti comunitari contraddistintosi negli ultimi anni per le sue limitate dimensioni e rappresenta un segnale positivo.
Anche sul fronte del sostegno alla produzione, espresso dalle contribuzioni previste nell'ambito dell'altro programma d'intervento Eurimages, si registrano però segnali di maggiore attivismo. Nel 2012 la quota delle assegnazioni alle case di produzione italiane è tornata al di sopra del 10% e in termini di valore oltre il 13% (tavola 11) e nell'aggiudicazione dei fondi per il primo bando promosso nel 2013 compaiono fra le 13 opere selezionate due titoli italiani (The Invisible Boy di Gabriele Salvatores per Indigo Film e Lucy in the Sky di Giuseppe Petitto per Martha Production) con contributi per 580mila euro sui 3,58 milioni deliberati (16,20%).

In prospettiva diventa essenziale valutare la predisposizione degli operatori italiani ad avvalersi dell'incentivazione comunitaria e soprattutto la loro capacità d'interdizione delle risorse, che dal 2009 in poi avevano denunciato una generale flessione, soprattutto nell'area dei supporti all'innovazione tecnologica e allo sviluppo di progetti sulle nuove piattaforme di distribuzione digitale contemplati dal programma Media (tavola 12). Va ricordato che tutti gli interventi d'emanazione comunitaria contemplano l'erogazione di contributi non solo agli operatori degli attuali 27 Paesi dell'Unione (destinati peraltro a salire ulteriormente: la Croazia è in via di adesione e altre cinque nazioni hanno già avanzato la loro candidatura a diventare membri) ma anche a quelli di altri cinque Stati cosiddetti "associati" al programma, come la Svizzera.
Con il 2014 questo importante e diversificato strumento esaurirà infatti il suo ventennale percorso e sarà sostituito dal nuovo Europa Creativa, che prevede un budget di 1,8 miliardi di euro distribuiti lungo il periodo 2014-2020, la metà dei quali dedicati al settore cinematografico e audiovisivo insieme con 210 milioni di euro riversati nel Production Guarantee Fund a sostegno dell'accesso diretto al credito bancario (i restanti 690 milioni sono destinati alle altre attività culturali), contro i 755 milioni assorbiti da Media 2007-2013 e i 15 del recente Media Mundus 2011-2013 (più 400 milioni di euro riservati alla cultura). Secondo i piani operativi saranno più di mille i film europei incentivati - quota già quasi raggiunta da Media nei primi cinque dei suoi ultimi sette anni di decorso (era giunto alla terza edizione) - e almeno 2.500 le sale supportate che proietteranno almeno un 50% di film europei.

 

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