LINGUA
Report 2014
Report 2013
Report 2012
Report 2011
Report 2010
Report 2009
Report 2008
Report 2012

1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2012
Prima Parte - L'INDUSTRIA E IL MERCATO
PRODOTTI CAPITALI E CONSUMI
Capitolo 4 - Il sostegno pubblico
1. Quando il contribuente è lo Stato

Fra gli operatori permane una certa convinzione che nel caso dell'Italia l'impegno della mano pubblica a favore delle attività di spettacolo sia tale da non porsi in termini di conflitto ideologico. Principale strumento d'intervento e polmone finanziario è il Fus, amministrato dal MiBac, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e la sua dotazione di mezzi, che fin dai primi tempi di istituzione non raggiungeva nemmeno lo 0,1% del Pil, il prodotto interno lordo (0,083% nel 1985 e già 0,068%), è da quattro anni inferiore allo 0,30%. Rispetto ad allora - ossia a prezzi del 1985 - il suo valore si è più che dimezzato (-52,5%). Nella spirale di contrazioni è stato però il cinema ad accusare le mutilazioni maggiori, in seguito alle modifiche apportate alle quote di ripartizione dei contributi. A fronte di un'originaria suddivisione che secondo la legge istitutiva del Fus prevedeva un'attribuzione pari al 25,0% delle risorse disponibili, la sua percentuale d'assegnazione in seguito ad alcuni successivi interventi - e fra un'oscillazione e l'altra - è diminuita fino ad attestarsi nel 2011 al 17,7% (tavola 1).
La fetta più consistente degli stanziamenti è destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche, grazie a un conferimento che sfiora ormai la metà dell'importo totale dei finanziamenti disposti attraverso il Fus (tavola 2).
Secondo quanto sottolinea la stessa relazione annuale del MiBac sull'utilizzazione del Fus, la cinematografia è l'unico ambito dello spettacolo a ricevere stanziamenti in conto interessi, per i quali vige il vincolo della restituzione, a differenza degli altri comparti, assistiti con stanziamenti in conto capitale, ossia a fondo perduto, da parte dello Stato (la percentuale del cinema per questa tipologia di stanziamenti è nettamente minoritaria). E come rilevato nelle precedenti edizioni di questo Rapporto, la comparazione dei volumi di attività svolta e del loro impatto economico con la ripartizione proporzionale delle risorse lascia trasparire squilibri vistosi, anche se occorre tenere conto del fatto che la proiezione nelle sale cinematografiche è, fra tutte le esibizioni e manifestazioni sovvenzionate dallo Stato, l'unica forma di spettacolo non dal vivo, senza artisti cioè sulla scena, davanti al pubblico (tavola 3).

IL FONDO UNICO PER LO SPETTACOLO
Emerge tuttavia un'altra differenziazione. Nella visione originaria il Fus doveva dedicare le proprie risorse in via prioritaria al finanziamento cosiddetto non stabile o a progetto, cioè sulla base dei piani di ideazione di opere specifiche, e in via subordinata al finanziamento stabile. Il reference system adottato per il cinema è in effetti basato in gran parte sulla valutazione delle opere e delle iniziative in via di realizzazione, mentre per gli altri settori è orientato a considerare enti, organismi o associazioni in nome delle loro finalità istituzionali e sociali più che in virtù delle attività realmente svolte1. In questo senso la parametrazione dei contributi in base alla densità dei soggetti destinatari degli stanziamenti mostra valori di sensibile diversità (tavola 4).

Nel tempo questa destinazione dei contributi (per così dire, a ragione sociale) ha assunto una chiara prevalenza e assorbe il 79,7% delle risorse del Fus. Ma il cinema solamente per una quota pari al 13,1%, contro il 66,6% degli altri comparti. Nell'ambito del grande schermo infatti oltre la metà degli apporti finanziari (il 57,8%) è accreditata a persone fisiche, ditte individuali e aziende private (tavola 5).

Si registra nel complesso una graduale contrazione del numero totale di beneficiari: erano 1.377 nel 2009, sono diventati 1.149 nel 2010 e 1.117 nel 2011. Data la natura prevalentemente industriale del comparto, la maggioranza è rappresentata da società, che con 684 soggetti contano una presenza pari al 61,2%. Di queste, 84 sono ditte individuali, quasi tutte corrispondenti a gestori di sale d'essai. Risultano in calo poi gli enti religiosi - da 196 del 2008 alle attuali 144 - che fanno parte del circuito delle sale della comunità, gli enti di natura pubblica, le fondazioni, i comitati e le associazioni. La suddivisione per tipologia è riflessa in modo abbastanza simile dalla ripartizione in base alle erogazioni percepite (tavola 6, dove il numero totale delle contribuzioni risulta superiore a quello dei soggetti, in quanto alcuni di essi hanno ricevuto più di uno stanziamento). I contributi a favore delle società assommano ad esempio al 60,6%.

Oltre al decremento del numero dei beneficiari si registra soprattutto l'incipiente concentrazione nelle fasce minime di stanziamento: fino a 5mila euro le erogazioni rappresentavano il 53,8% del numero totale nel 2008, sono poi passate al 65,4% nel 2009 per arrivare al 78,2% nel 2010 fino al 79,8% del 2011, con una flessione del loro importo medio da 3.073,2 euro a 2.881,2, quindi a 2.854,9 e infine a 2.473,5 euro nel quarto anno (tavola 7).

Il peso dei grandi percettori. Se si considerano le tre fasce più basse di finanziamento, entro il limite di 30mila euro, si cumula l'87,8% del monte contributi: una quota molto vicina alla percentuale del totale dei soggetti di 1.003, corrispondente all'89,8%. In termini di valore dei conferimenti del Fus la loro incidenza scende tuttavia al 5,5%. Viceversa basta lo 0,7% dei destinatari - solo 8 - per vedere assorbito il 64,3% delle risorse.
Si tratta dei tre grandi percettori (corrispondenti allo 0,26% del numero totale) che da soli drenano il 53,1% dei fondi, con importi unitari superiori a 7 milioni di euro: Biennale di Venezia, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e Cinecittà Luce. Insieme hanno recepito 31,9 milioni di euro. La Biennale di Venezia, che ha diritto ad attingere ex lege all'1% della dotazione Fus dei settori cinema, musica, danza e teatro, ne ha incassati 7,1; la Fondazione Csc 11,3; Cinecittà Luce 13,5. Estrapolando le loro assegnazioni dal budget complessivo si avrebbe un importo medio spalmato per tutti gli altri accessi alle agevolazioni di 30.665,9 euro, che corrisponde materialmente alla metà di quello rilevato sul totale dei soggetti e che costituisce il range in cui si collocano i 1.003 destinatari già citati.

Quale spazio ai progetti di produzione. Stanti le caratteristiche strutturali dell'immissione di capitali in enti che appartengono al patrimonio nazionale non solo del cinema, si è ridotto nel corso degli ultimi cinque anni lo spazio a supporto della produzione (tavola 8). Non tanto nel suo complesso, in quanto dal 2009 hanno cominciato a farsi concreti gli effetti dell'introduzione della leva fiscale, quanto piuttosto nello specifico ambito dello sviluppo dei progetti, che si compone di quattro tipi di intervento, a favore di: lungometraggi, opere prime e seconde (con il riconoscimento in entrambi i casi dell'interesse culturale insito nella loro realizzazione), cortometraggi e sceneggiature.

Nel 2007 sul bacino della progettazione filmica venivano dirottate dal Fus risorse per 48,28 milioni di euro; l'anno dopo 43,30; nel 2009 36,13 milioni; nel 2010 27,40; nel 2011 solo 19,69 milioni di euro. Le cifre sono abbastanza eloquenti e solo nel 2012 si è registrata una prima inversione di tendenza, essendo state deliberate erogazioni per 23,85 milioni (tavola 9).
Non manca di destare una certa sorpresa il fatto che nel mare magnumdelle incentivazioni pubbliche alle attività d'impresa e professionali (come già sottolineato nelle ultime edizioni), soltanto i contributi erogati a favore dei progetti di produzione sollecitino, secondo una certa cadenza, attenzione critica. Oltretutto in virtù del fatto che di questi si dispone di un quadro anagrafico completo, tale da rendere visibili nominalmente i soggetti e gli importi ai quali vengono destinati (la relazione annuale della Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo del MiBac, sull'utilizzazione del Fus, contiene nella parte finale oltre 300 pagine di rendicontazione dei contributi deliberati), mentre per tutte le altre forme di agevolazione non è dato conoscere alcun dettaglio sui beneficiari e sulle somme più o meno congrue stanziate a loro favore.

Un ulteriore aspetto abbastanza paradossale è costituito dalla natura dei finanziamenti riservati ai progetti di produzione, costituiti (cosa non frequente negli ambiti dell'incentivazione pubblica) da capitali in conto interessi - ai quali si lega il sottostante vincolo sui diritti di sfruttamento sul mercato - e quindi da rimborsare. E in ragione della trasparenza del reference systemadottato si conoscono pertanto, ai fini dell'eventuale rimborso dei fondi concessi, anche i risultati ottenuti sui canali di distribuzione dalle opere, a differenza di quanto avviene negli altri settori agevolati.

GLI ALTRI AIUTI DI STATO
Si stanno affievolendo anche gli apporti derivanti dal Gioco del Lotto o attraverso Arcus. Nel primo caso si tratta dell'attribuzione al MiBac di una percentuale degli utili erariali derivanti dagli incassi fino a un massimo annuale di 154,9 milioni di euro, con un'anticipazione a inizio d'anno da parte del concessionario Lottomatica del 50% dell'assegnazione effettivamente erogata nei dodici mesi precedenti2.
L'altra forma di aiuto, fissata anch'essa per legge, permette formalmente di stornare il 3% degli investimenti destinati alla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali pubbliche attraverso Arcus, che è una società per azioni che fa capo allo stesso MiBac e al Ministero delle Infrastrutture ed è dedicata alla gestione diretta di specifici interventi nell'ambito dei beni artistici e culturali3.
Nel corso degli ultimi anni, attraverso correzioni di rotta e manovre d'emergenza in sede di legge finanziaria, si sono dirottati gran parte di questi flussi. Dal Gioco del Lotto sono stati indirizzati nel 2011 al cinema 5,44 milioni di euro, utilizzati in gran parte nel finanziamento di progetti speciali di promozione (fra cui 350mila euro a integrazione del versamento Fus a favore di Cinecittà Luce) e per le sale d'essai. Da Arcus sono pervenuti invece 870mila euro: 200mila impiegati a sostegno delle strutture cinematografiche dell'Abruzzo e 670mila per la promozione di accordi bilaterali con l'estero, tesi a supportare l'esportazione del film italiano.

1 Nei comparti diversi dal cinema figurano come coefficienti prevalenti i costi di gestione (sic et simpliciter) oppure quelli di produzione connessi agli organici e alla loro consistenza (nella lirica ad esempio pesano rispettivamente per il 65% e il 35%), l'ammontare degli oneri sociali, previdenziali e assistenziali sostenuti per il personale (gli orchestrali per le attività musicali, i corpi di ballo per la danza o le compagnie teatrali per la prosa...). Non sono invece considerate ad esempio le cosiddette "piazze", ossia le sedi di rappresentazione, in base alla loro rilevanza e al concorso di pubblico, con punteggi riferiti a una suddivisione in diverse griglie di città e Regioni.
2 Lo storno degli utili erariali del Gioco del lotto è stato istituito con la legge finanziaria 1997 "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica" (legge numero 662 del 23 dicembre 1996; articolo 3, comma 83) sull'esempio dell'esperienza della Nation Lottery inglese, con il 28% di introiti riservati a opere di assistenza sociale e tutela museale. La normativa è stata integrata e modificata da successivi provvedimenti nel 2001 e nel 2003. La quota da destinare «al recupero e alla conservazione dei beni culturali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari» nonché per interventi di «restauro paesaggistico, per attività culturali e per le esigenze di funzionamento del settore dello spettacolo» era stata determinata dalla legge numero 449 del 27 dicembre 1997 "Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica" (articolo 24, comma 30).
3 Nascita e missione di Arcus risalgono alla legge numero 291 del 16 ottobre 2003 "Disposizioni in materia di interventi per i beni e le attività culturali, lo sport, l'università e la ricerca" (articolo 2).

 

Copyright © Fondazione Ente dello Spettacolo / P.Iva 09273491002 - Soluzioni software e Ideazione grafica a cura di