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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Prima Parte - L'INDUSTRIA E IL MERCATO
PRODOTTI CAPITALI E CONSUMI
Capitolo 4 - Il sostegno pubblico

««IL CINEMA HA IL POTERE DI CREARE MODELLI CON I QUALI LA GENTE SI IDENTIFICA. PIÙ O MENO È CIÒ CHE FA ANCHE LA TELEVISIONE, MA A UN LIVELLO INFINITAMENTE PIÙ DOZZINALE»
Ermanno Olmi, autore e regista (Volevo morire, mi ha salvato mia moglie,
intervista rilasciata ad Antonio Gnoli, in «la Repubblica», 6 gennaio 2010)

Per un cinema italiano in perenne ricerca di stabilità l'equilibrio del sostegno pubblico costituisce una certezza. Ma non è cosa di tutto conforto. Perché significa che i contributi statali e comunitari restano ancorati a un livello, quello toccato nel 2010, che è il più basso di sempre. A migliorare la situazione ha provveduto inizialmente il dinamismo dei fondi erogati dalle Regioni e dalle loro Film Commission, che è valso a compensare la frenata del Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo. Poi i provvedimenti dell'amministrazione centrale mirati a contenere la spesa pubblica in ambito sia nazionale sia territoriale hanno parzialmente raffreddato anche questa spinta. Ora la buona notizia è che l'introduzione delle agevolazioni fiscali con la legge finanziaria del 2008, attraverso la concessione del credito d'imposta, sta alimentando un afflusso di risorse in costante crescita, sia dall'interno della filiera sia dall'esterno da parte di altri investitori privati.
In definitiva quindi all'inerzia conservativa degli stanziamenti dello Stato e dell'Unione Europea non ha corrisposto una reale stabilizzazione. E sull'immediato futuro si prospettano altre incertezze. In prima istanza legate alle esigenze di spending rewiew sui conti pubblici, che nel perdurare della crisi economica si teme possano condurre più a nuovi tagli che ad aperture di credito. In secondo luogo a causa della profonda revisione del sistema di contribuzione comunitaria, dal momento che nel 2013 il Programma Media (avviato fin dal 1986) esaurirà il suo percorso e sarà sostituito dal nuovo Europa Creativa. Ma soprattutto per la necessità che il regime di incentivazione fiscale venga rinnovato oltre il termine di fine 2013 e che la sua vigenza sia assicurata per un arco di tempo congruo secondo i tempi di programmazione cinematografici, senza lasciare gli operatori nel limbo di una sua eventuale sospensione. Senza contare che al di là delle ripercussioni del ciclo economico negativo il comparto è al centro della trasformazione tecnologica che dai primi anni Duemila ha travolto l'offerta culturale e di intrattenimento, investendo i mezzi di comunicazione e la struttura stessa dei mercati. Un processo di evoluzione che si fa sempre più intenso e incalzante e che al cinema ha già presentato il conto di una sfida da chiudere prima del 2014: l'addio alla pellicola e la realizzazione dei film e delle altre tipologie di opere in digitale, con la contemporanea digitalizzazione delle sue sale e degli schermi di proiezione. Sotto questo aspetto sono riaffiorate posizioni contrastanti sul ruolo del supporto pubblico e sulla sua funzionalità, in particolare nell'ambito dell'Unione Europea. Da una parte si sostiene che l'apporto di risorse statali o comunitarie deve mantenersi neutro, senza interferire - in ragione della sua consistenza - con lo sviluppo delle tecnologie e delle loro applicazioni. Dall'altra si riafferma che l'intervento della mano pubblica nel sostenere l'equilibrio finanziario dei settori della cultura e dello spettacolo ha la sua ragion d'essere nel garantirne la fondamentale funzione sociale ed economica, a tutela dell'identità intellettuale di ogni Paese, e deve quindi assumere in forme e misure adeguate a rispondere prima di tutto a questi obiettivi essenziali.

 

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