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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2012
Prima Parte - L'INDUSTRIA E IL MERCATO
PRODOTTI CAPITALI E CONSUMI
Capitolo 2 - L’offerta di prodotto
6. Home video tra due fuochi

Fidelizzare il proprio pubblico e attrarre nuove fasce di utenza arricchendo l'esperienza di consumo appaiono i target della visione che il grande schermo ha del futuro prossimo. Sono in pratica gli stessi obiettivi che si sono sempre posti gli operatori del canale home video, anche se in base agli attuali trend di mercato appaiono elementi di una vision declinabile più al passato prossimo che al presente. Dal 2006 in poi l'home entertainment ha cominciato a perdere clienti in una flessione di attività (-3,9% nel 2007, poi -17,1% e -17,8% nel biennio successivo, quindi -10,6% e -17,6% nel 2010 e nel 2011) che non sembra essersi ancora esaurita e secondo gli ultimi dati di Univideo-Unione Italiana Editoria Audiovisiva, l'associazione imprenditoriale del settore, il bilancio 2012 si è chiuso con un ulteriore decremento del 10,4%. Il saldo negativo nel complesso dei sei anni più recenti è pari al 43,1%.
Il fenomeno si riflette direttamente sull'offerta cinematografica dal momento che film, animazioni e documentari rappresentano in media l'88,5% di tutti i supporti venduti o noleggiati, pur con quote differenziate secondo la tipologia dei supporti (86,7% per i DVD e 96,0% per i blu-ray) e le tre tradizionali forme di commercializzazione (vendite, noleggio, edicola). Non è possibile invece l'identificazion e dei tv movies, in quanto le rilevazioni si riferiscono a un complesso indistinto di format definito tv series, cui è attribuita un'incidenza media del 6,9% (media fra le quote dell'8,4% e dell'1,8% ricoperte rispettivamente in termini di DVD e di blu-ray).
Resta in ogni caso la realtà di un numero di copie di film e quindi di proiezioni in house pari a 62,4 milioni (stime 2012) che è venti volte superiore a quello outdoor delle sale (tavola 12). La raccolta dei dati di mercato relativi al canale abbracciano tutta la produzione cinematografica, senza condurre a una valutazione della consistenza della filmografia nazionale rispetto a quella estera, in particolare nella proposta di new release, pari al 25% del volume di transazioni annuali. Una sommaria indicazione proviene solo dai titoli presenti in catalogo, dove il rapporto fra opere italiane e straniere - per la verità in massima parte statunitensi - è di 1 a 9.

Il film, ultimo baluardo. Centrale nelle attività complessive del circuito, quello d'origine cinematografica è l'unico contenuto cui si devono i due soli movimenti incrementali: quello delle vendite riferite al blu-ray disc, salite da 100mila pezzi del 2007 a 2,7 milioni nel 2012 (con un 11% riversato sul formato in 3D), grazie alla contestuale discesa dei prezzi medi da 30 a 20 euro - nel frattempo la media dei costi dei DVD è calata da 12,40 a 11,40 euro - parallela alla crescente disponibilità di titoli in catalogo, che ha superato nell'ultimo anno proprio la soglia di 3mila, raddoppiando le referenze presenti fino al 2010; e quello delle transazioni via e-commerce, attivate soltanto da due anni e limitate ancora al 2% del volume d'affari totale ma in progresso nel 2012 del 13,05% e del 23,25% per quanto concerne il supporto blu-ray.

Chiusi 2.310 punti vendita. I progressi corrispondono in sostanza agli elementi innovativi che l'home video ha introdotto in una struttura produttiva di lunga tradizione, basata sulla fisicità sia dei suoi prodotti sia dei suoi punti vendita, a fronte della prorompente crescita della fruizione virtuale (digitale o via etere). Dal 2006 le videoteche si sono ad esempio dimezzate, passando da 4.710 a 2.390, in un contesto di crisi dell'home entertainment che attraversa tutti i Paesi europei, ma in misura più attenuata rispetto all'Italia e senza picchi vertiginosi quale il crollo del noleggio, confinato sotto il 14%.

È un andamento che indebolisce le capacità di resistenza degli operatori alla sfida competitiva, già pregiudicate da livelli di pirateria decisamente superiori a quelli che si riscontrano, appunto, negli altri contesti nazionali. L'home entertainment chiede così di chiudere la finestra che separa la loro commercializzazione dall'uscita dei film in sala (tavola 13).
Ma si trova al centro di una specie di fuoco incrociato. Perché da una parte la distribuzione cinematografica (con l'interessato appoggio della nuova generazione di distributori online di video on demand), in nome della stessa lotta al download selvaggio, preme a sua volta per accostare - se non sbarrare - la window riservata all'home video, mentre dall'altra i gestori dell'esercizio vedono proprio nel circuito del sell through & rental il cuscinetto di sicurezza indispensabile a conservare il loro, per così dire, ius primae noctis.

 

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