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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2012
Prima Parte - L'INDUSTRIA E IL MERCATO
PRODOTTI CAPITALI E CONSUMI
Capitolo 2 - L’offerta di prodotto
3. Chi produce che cosa

In questo scenario produttivo è mancata finora una traccia d'individuazione dell'attività primaria di tutte le società statisticamente assegnate ai segmenti di produzione, postproduzione e distribuzione, quantificate secondo le ultime rilevazioni Istat rispettivamente in 4.306, 698 e 273 per un totale di 5.277, cifra in grado di disorientare gli stessi addetti ai lavori per la sua consistenza. Una mappa funzionale a dare una prima reale configurazione a questi segmenti è stata però delineata nel febbraio 2013 dall'Agenzia delle Entrate, che nella sua periodica revisione (di norma triennale) dei 206 campi d'osservazione che sono alla base del regime fiscale degli studi di settore ha analizzato la categoria denominata "Produzioni e distribuzioni cinematografiche e di video, attività radiotelevisive".

Un'analisi fondata sui dati fiscali.Classificato con il codice UG94U, il complesso di società abbraccia in pratica l'intero comparto audiovisivo e l'analisi è stata condotta esaminando i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini impositivi delle 6.151 posizioni contributive aderenti agli studi di settore, ridotte poi a 5.231 dopo l'esclusione di 930 denunce considerate non complete, non coerenti o non corrette (per cessazione di attività, situazioni acclarate di crisi e così via). Tutti i soggetti del campo d'osservazione - costituito da 2.760 (52,8%) società di capitali ed enti, 796 (15,2%) società di persone e 1.674 persone fisiche, cioè ditte individuali (32,0%) - sono poi stati suddivisi in 14 cluster in base a tre fattori: tipologia dell'attività; tipologia dei prodotti; dimensioni e struttura. Attraverso questa scomposizione i bacini di diretto riferimento cinematografico sono alla fine risultati 11, per un totale di 3.955 imprese (tavola 4).

La consistenza del numero di aziende di cinema poste sotto analisi dal fisco - pari al 74,94% di quelle censite dall'Istat - è dovuto essenzialmente alle loro dimensioni (il numero medio di addetti è compreso fra 2 e 3), in quanto il regime tributario degli studi di settore si applica in via pressoché esclusiva alla piccola imprenditoria, e appare decisamente elevato, al punto da costituire un riferimento affatto adeguato in base al quale stimare con attendibilità la reale conformazione dei segmenti di produzione, post-produzione e distribuzione. All'interno di ogni cluster le società sono state distinte secondo il rispettivo core business, ossia sulla scorta dell'attività primaria dichiarata, e assumendo quale parametro una quota pari al almeno il 65% del fatturato, sebbene in larghissima misura tale percentuale superi il 75%, anche perché mediamente la produzione principale è dedicata, nell'80% dei casi, a un solo committente (tavola 5).

Quel 20% che fa cinema. Dal successivo processo di ricomposizione emergono così nel segmento produzione tre tipologie principali di operatori. Quelli materialmente attivi nella realizzazione di opere a carattere cinematografico risultano 821 (19,06%), con la prevalenza della componente documentaristica (270 società) su quella più propriamente filmica (203 aziende) e sui nuclei di factory d'animazione (30) o di corti (69), a fronte di 248 imprese dagli interessi diversificati. Ammontano a 883 (20,51%) invece i soggetti che agiscono in ambito televisivo (553) o promozionale e pubblicitario (327), mentre la maggioranza (2.602 pari al 60,43%) figura impegnata sul terzo fronte delle aree collaterali: la produzione esecutiva; le unità di riprese in studio o in esterni per conto terzi; la realizzazione di video a uso industriale o promozionale per aziende o enti pubblici (ben 1.016); infine la realizzazione di video a uso privato (668 ditte, nate in gran parte quali studi fotografici).
Nel segmento di pre e post-produzione le categorie individuate secondo la natura della committenza (cinema, TV, pubblicità, industrie o enti) sono due: editing e postproduzione con 216 aziende (attive principalmente in montaggio, doppiaggio, sonorizzazione) e servizi tecnici e organizzativi, in cui confluiscono 482 operatori che si occupano sul fronte tecnico di allestimento set, riprese e trattamenti tecnologici mentre su quello organizzativo, in prevalenza di predisposizione dei budget e dei piani di lavoro, consulenza e assistenza finanziaria e amministrativa nella vendita dei diritti.

Per quanto riguarda il segmento della distribuzione, l'analisi degli studi di settore porta a valutare in 120 le società impegnate nelle varie aree - free, pay tv, satellitari, video on demand - rispetto alle 96 identificabili come concentrate sul comparto cinematografico e alle 57 che agiscono essenzialmente nel mercato home video.

 

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