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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2012
Prima Parte - L'INDUSTRIA E IL MERCATO
PRODOTTI CAPITALI E CONSUMI
Capitolo 2 - L’offerta di prodotto

«LA PRIMA FORZA DI ATTRAZIONE DI UN FILM SORGE DALLE SUE QUALITÀ TECNICHE»
Papa Pio XII, al secolo Eugenio Maria Pacelli (1876-1958)
da Primo discorso sul film ideale, 21 giugno 1955*

In un anno contrastato dalla contingente contrazione di tutti i consumi, il cinema italiano ha toccato, quasi per contrappunto, un nuovo primato: nel corso del 2012, per la prima volta nella sua lunga storia, ha realizzato 166 nuove opere, superando il precedente limite di 163 raggiunto nel 1980. Lo ha fatto grazie a 129 film al 100% nazionali e a 37 coproduzioni, che a loro volta sono arrivate a un soffio dal record di 38 compartecipazioni con partner esteri fissato nel 2004. Si tratta di performance che hanno i loro significati e le loro implicazioni. In tempi di crisi economica non è insolito che si verifichino fenomeni di sovra-produzione, nel senso che a una quantità di merci e servizi offerta sul mercato, in linea con gli standard medi del periodo più recente, faccia riscontro una vendita di livello inferiore a quella mediamente registrata in precedenza, a causa delle mutate condizioni reddituali delle persone, che inducono a una selezione delle spese e una flessione nei consumi. Ma quella del cinema nazionale nell'ultima stagione è stata la produzione più alta di tutti i tempi ed è più appropriato quindi parlare di superproduzione. Significa che la sua rete d'impresa, grazie ad alcune stagioni più positive, ha saputo sviluppare l'efficienza del proprio apparato produttivo e attraverso l'evoluzione di un congruo sostegno d'investimento finanziario (aspetto cui è dedicato il capitolo successivo) ha potuto dispiegare una rinnovata capacità produttiva. Le implicazioni più cogenti consistono invece sia nella qualità intrinseca delle tante opere realizzate in complesso - e relativamente in particolare a quelle del cosiddetto stock supplementare - sia nelle effettive potenzialità di immissione nei circuiti distributivi e della reale penetrazione sul mercato di un'offerta di prodotto così consistente (tavola 1). Soprattutto a fronte di uno scenario concorrenziale dei media sempre più consistente, oltre che in perpetuo movimento, dove all'influenza delle disponibilità economiche dei consumatori si sovrappone la pressione crescente della conquista dell'altra risorsa preziosa e determinante che è il loro tempo, inteso più precisamente come forma e modalità d'uso individuale del tempo libero. In questo contesto il cinema continua a esercitare, per forza e capacità espressive, una posizione di riferimento per una serie di motivi interconnessi: è uno storico portatore di innovazione tecnologica; le sue opere sono prodotti mass market, ossia a larga diffusione trasversale e ad ampio spettro di percezione pur connotandosi da sempre per il loro respiro artistico e culturale; è un'officina che fabbrica a ciclo continuo prototipi originali, sfornando film, in rotazione perenne, che rappresentano driver di mercato su ogni schermo, piattaforma (sala, televisione, lettore DVD, console per videogame, rete internet) e devicemobile (cellulare, notebook, smartphone, tablet e via dicendo).

*Dal discorso pronunciato nel corso della visita papale dei rappresentanti dell'industria cinematografica italiana (I Papi e il cinema. Documenti e interventi dei Sommi Pontefici a cura di Dario Edoardo Viganò, Edizioni Unaluna, Gubbio [PG] 2012).

 

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