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Seconda parte – L’INDUSTRIA E LE SUE RISORSE
L'EVOLUZIONE DEL SETTORE
Capitolo 5 – Le società e l'attività d'impresa

«FARE FILM È COMMERCIO E ARTE. A VOLTE
PREVALE IL PRIMO, A VOLTE LA SECONDA»

Ridley Scott, autore e regista

Produttori, distributori ed esercenti hanno uno strumento di lavoro comune e di uso quotidiano: i dati sugli incassi registrati ogni giorno nelle sale del campione Cinetel, che rappresentano l'85% del mercato nazionale. Esprimendo in numeri di biglietti venduti la risposta del pubblico all'offerta della programmazione di un titolo piuttosto che di un altro, i risultati al botteghino sono alla base del business cinematografico e delle politiche commerciali e di marketing di tutti gli operatori. Per la ridondanza che tutti i media vi attribuiscono, le classifiche settimanali, mensili o stagionali del box office finiscono spesso, a loro volta, per influenzare lo stesso pubblico al momento di scegliere il film da vedere fuori o a casa, e invece di limitarsi a riportare gli orientamenti degli spettatori, ne diventano parte attiva.
Nella loro funzione istituzionale di raccolta in tempo reale dei dati sull'andamento e sulla tipologia dei consumi, restano un attrezzo del mestiere per gli operatori, ma per la diffusione raggiunta, le graduatorie sugli introiti sono diventate ormai un punto di riferimento generale, con una rilevanza sempre maggiore che vale quasi a testimoniare la valenza quantitativa del prodotto filmico rispetto ai suoi eventuali ma connaturati valori artistici. In questo senso il loro ricorso a parametro di valutazione suscita frequenti perplessità ed è all'origine di considerazioni - sulle opere piuttosto che sull'intera produzione nazionale - contrastanti. Significativa in merito è un'esemplificazione dello scrittore Stefano Bartezzaghi: «Giudicare un'opera dalla sua posizione in classifica, è esattamente come giudicare una persona sulla sola base del suo conto in banca. Pensare di conoscere una società culturale dalle sue hit parade editoriali, discografiche e cinematografiche sarebbe come studiare una regione usando solo le sue cartoline illustrate»1.
La pianta organica del settore e dell'attività delle sue società, di cui si compone fin dalla prima edizione il Rapporto, è costruita necessariamente su un ordine di grandezza e si conforma sulla base preferenziale delle scale dimensionali in termini economici, che sono l'ammontare dei ricavi. Se da un lato la selezione delle imprese che formano il campione d'analisi - per quanto ampia (si tratta in totale di 650 aziende) - non può avere oggettivamente alcun carattere di esaustività, dall'altro non risponde nemmeno ad alcun obiettivo di classificazione di merito, né delle diverse performance conseguite nel corso di un esercizio finanziario. Intende tracciare soprattutto una rappresentazione del sistema cinema e qualificare i suoi apparati produttivi, con una mappa dell'allocazione delle risorse e il profilo dei suoi trend, a livello sia complessivo sia dei suoi principali comparti.

1Macché global. Siamo autarchici, «la Repubblica», sabato 15 gennaio 2011, pagina 37.

 

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