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Seconda parte – L’INDUSTRIA E LE SUE RISORSE
L'EVOLUZIONE DEL SETTORE
Capitolo 4 – La mappa delle aziende
Se la selezione è strutturale

La cinematografia nazionale è formata principalmente - come del resto tutto l'apparato industriale del Paese - da un folto gruppo di piccole e medie imprese, che per numerosità e dimensioni la rendono polverizzata e frammentata, ancorandola a un'immagine (resistente nel tempo) di presunta debolezza costituzionale e precarietà. Sono però le stesse che contribuiscono, in un universo di iniziative e di apporti, a dare ulteriore consistenza e volume al mercato dell'offerta e a diversificarlo in termini di ideazione e creatività, sul piano cioè di quel valore aggiunto su cui si misura sostanzialmente il confronto con gli altri maggiori competitor a livello europeo, quali Francia, Inghilterra, Spagna e Germania, nello spirito di una concezione del cinema che il regista francese Jean-Pierre Jeunet (Delicatessen, Il favoloso mondo di Amélie, L'esplosivo piano di Bazil) semplifica in estrema concisione: «Negli Stati Uniti ci sono i mezzi, in Europa maggiore libertà». La lettura in chiave di graduale consolidamento delle strutture produttive è suggerita da almeno tre fattori.

Innanzitutto l'aumento delle aziende costituite in tutte le diverse forme giuridiche delle società di capitali - con le SpA (per azioni) salite dall'1,9% al 2,5% e le Srl (a responsabilità limitata) oltre il 42% (nel comparto distributivo superano il 66%) -, che ha interessato più degli altri il comparto della produzione con un salto di tre punti percentuali (dal 47,8% al 50,8%) in soli due anni. A questo incremento si è contrapposto il drastico calo della categoria di società di persone, considerata meno aderente all'attività d'impresa in cinematografia - che richiede una forte disponibilità all'investimento e al suo costante rinnovo - ossia quella delle ditte individuali, scese nel complesso del settore dal 32,6% al 30,5% e in particolare nella produzione dal 38,0% al 35,2%. In secondo luogo il fatto che questa mutazione in itinere sta investendo il settore in tutte le sue componenti territoriali con l'unica eccezione di Roma. La circostanza potrebbe sembrare del tutto incongrua, ma la contraddizione in termini è soltanto apparente, perché vale in realtà a qualificare l'assetto con cui si configura il polo romano quale epicentro del sistema cinema e della sua business community. Nella Capitale si registra il tasso di gran lunga più basso di nuove iscrizioni al Registro camerale (4,3% all'anno) di tutta Italia, a dimostrazione che il fondamentale bacino laziale ha già acquisito una conformazione societaria solidamente strutturata e che la sua elevata quota di società di capitali - la più alta di tutte, vicina al 63% - è frutto di un'evoluzione avviata da tempo.

QUEL FILO FRA DIMENSIONI, FATTURATO E REDDITIVITÀ
Il terzo elemento d'osservazione riguarda la capacità e l'attitudine gestionale delle imprese di svilupparsi e generare nuove risorse, in un settore ad alta intensità di capitali come quello cinematografico. Pur a fronte di controverse congiunture, in relazione per esempio alla stabilità del regime di contribuzione pubblica e al cambiamento tecnologico in atto, sovrappostesi a una stagione 2008 indubbiamente contrastata, la maggioranza delle società che si mostra in grado di accrescere i propri fatturati è abbastanza netta, espressa in un confortante rapporto di 60 a 40, che nel comparto dell'esercizio sale a un significativo 70-30, rappresentativo.

Se si volesse ricavare un sentiment di fondo e di carattere generale all'evoluzione dell'assetto strutturale e del relativo work in progress, si potrebbe fare riferimento a una maggiore consapevolezza della natura anche industriale e imprenditoriale che caratterizza inevitabilmente l'attività cinematografica quando si confronta con il mercato. Dalla percezione di questa necessaria predisposizione delle imprese, legata all'esigenza di adottare un'adeguata linea strategica d'investimento, discende poi quella padronanza delle politiche gestionali, delle compatibilità finanziarie e delle tecniche manageriali degli operatori che preludono al maggiore sviluppo complessivo del settore e del film italiano.

 

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