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Seconda parte – L’INDUSTRIA E LE SUE RISORSE
L'EVOLUZIONE DEL SETTORE
Capitolo 4 – La mappa delle aziende

«TUTTO È GIÀ STATO FATTO? NO, NON È QUESTO IL PROBLEMA.
IL GUAIO È CHE TUTTO È STATO VISTO.
DIAVOLO, ERA GIÀ STATO FATTO TUTTO
ANCHE QUANDO HO COMINCIATO IO...».

Orson Welles (1915-1985), regista, autore, attore e produttore

Sottostante al panorama positivo del cinema nazionale che si è delineato nel corso del 2010, si registra anche il graduale consolidamento della popolazione imprenditoriale, attraverso una selezione fisiologica delle aziende potenzialmente attive. Dopo anni di tumultuoso sviluppo fra il 2000 e il 2007, quando da poco meno di 5 mila, le società iscritte al Registro delle Imprese erano più che raddoppiate diventando 10.656, si era già registrata una flessione della nascita di nuove unità. Questa dinamica è poi culminata nel 2009 nel primo bilancio negativo: le imprese iscritte all'anagrafe erano scese da 10.731 a 10.673 e quelle formalmente attive da 9.958 a 9.919, con una regressione contenuta - pari allo 0,4% - ma significativa nel rappresentare concretamente l'inversione di tendenza maturata. Nel 2010 il fenomeno di erosione sembra essersi temporaneamente fermato. Non si conoscono ancora i dettagli numerici relativi all'anno, in quanto Cerved Business Information ha sospeso le rilevazioni dei singoli settori d'attività e dei comparti che ne fanno parte, nel quadro di una progressiva redistribuzione dei prodotti fra le società del gruppo dopo aver acquisito il controllo di due strutture private, specializzate in analisi economiche e ricerche di mercato. Tuttavia un altro data base del sistema informativo delle Camere di Commercio, Movimprese, dedicato a monitorare l'andamento trimestrale di costituzioni e cancellazioni di nuovi soggetti, fornisce alcune indicazioni di carattere generale. Nell'arco dell'anno sono in effetti risultate in aumento le prime e in diminuzione le seconde, con un recupero quasi sostanziale delle precedenti uscite (il saldo al livello di sistema nazionale, ossia di 6,1 milioni di ragioni sociali, è stato positivo per l'1,2%), ma il prolungato rallentamento delle cancellazioni - che si concentrano a fine anno - lasciano il bilancio in sospeso, soprattutto a fronte delle statistiche del primo trimestre 2011, tornate a segnalare di nuovo un deficit anagrafico, seppure lieve. Come sempre questi flussi sono determinati numericamente dagli ingressi e dalle uscite delle piccole o piccolissime imprese, concentrate nel comparto della produzione, e influenzano soltanto in parte l'effettivo andamento dell'attività complessiva del settore. Appare invece d'impatto superiore l'altra evoluzione selettiva che si accompagna ai processi di rotazione nella base delle unità aziendali.

Anche in presenza di contingenti incrementi del parco di imprese, si fa gradatamente sempre più sensibile infatti il sorpasso delle società di capitali sulle società di persone, scese per la prima volta sotto la soglia del 50% all'inizio del 2009. Rimarcando opportunamente quella svolta storica, nella precedente edizione di questo Rapporto si aveva avuto modo di osservare che «se ribadita e corroborata nell'immediato futuro», si sarebbe trattato di un'osmosi «di confortante prospettiva, in quanto sintomatica di un ulteriore - e senz'altro necessario - irrobustimento del sistema cinematografico, anche sotto il profilo patrimoniale, dal momento che presuppone un apporto di maggiori risorse e solidità finanziarie sin dai primi momenti di vita delle imprese»1.
Il passaggio alla maggioranza delle società di capitali rispetto a quelle di persone investe in larga misura il comparto della produzione, che costituisce la base dell'intero settore, essendo il più popolato con oltre il 73% degli operatori, rappresentati in buona parte dalla vasta area delle aziende tecniche e di servizi impegnate nelle fasi di pre e post-produzione2.

È probabile quindi che il bilancio demografico - che non è di per sé indice di buona o cattiva salute - possa riflettere le oggettive difficoltà affrontate nell'ultimo biennio da queste imprese, coinvolte severamente nella trasformazione tecnologica dei processi produttivi con lo switch-off fra pellicola e digitale oltre che in un'aspra battaglia sui prezzi innescata ancora prima dalla pressante committenza televisiva. Ma è percezione diffusa e confermata dai primi dati provvisori che la scelta di una forma giuridica più articolata e strutturata appartenga anche al novero delle nuove case produttrici che si affacciano sulla scena.

1Le società di capitali sono soggetti con propria personalità giuridica che godono di autonomia patrimoniale cosiddetta perfetta (il loro patrimonio è distinto da quello dei soci). Le forme riconosciute dal diritto italiano sono: società a responsabilità limitata, società per azioni e società in accomandita per azioni. Nelle ultime, il socio accomandatario (amministratore) risponde illimitatamente col suo patrimonio delle obbligazioni sociali se il patrimonio della società non è sufficiente. Le società di capitali hanno l'obbligo di versare un capitale sociale minimo e di approvare il bilancio annuale che va depositato presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio in cui ha sede legale l'azienda. Sono quindi soggetti obbligati alla redazione e alla pubblicazione del bilancio d'esercizio o della situazione patrimoniale: le società per azioni (articolo numero 2423 del Codice Civile); le società in accomandita per azioni (articolo 2454); le società a responsabilità limitata (articolo 2478-bis); le società cooperative (articolo 2519) e loro consorzi; le mutue assicuratrici (articolo 2547); i cosiddetti Geie, ossia i Gruppi Europei di Interesse Economico (decreto legge numero 240 del 1991); i consorzi con attività esterna (art. 2615-bis c.c.); le società consortili a responsabilità limitata (articolo 2615-ter); gli enti autonomi lirici, le istituzioni concertistiche e tutte le altre istituzioni operanti nel settore della musica, del teatro e della danza, che si sono trasformate in fondazioni di diritto privato (articolo 16, comma 5, del decreto legge numero 367 del 1996, così come modificato dall'articolo 6 del decreto legge n. 134 del 1998). Per le società di capitali ricorre l'obbligo di rendere pubblica - attraverso il deposito presso il Registro Imprese delle Camere di Commercio - la propria situazione patrimoniale, finanziaria ed economica (Fonte: Unione delle Camere di Commercio).
2Sono società non di capitali le imprese individuali e le società di persone. Si ha l'impresa individuale quando il soggetto giuridico è una persona fisica che risponde coi propri beni delle eventuali mancanze societarie. L'impresa non gode quindi di autonomia patrimoniale: se viene dichiarata fallita, anche il suo imprenditore lo è. Per quanto riguarda l'imposizione fiscale, il red dito dell'impresa è soggetto a Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) e Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Esistono inoltre delle semplificazioni relative alla contabilità che l'amministrazione finanziaria concede: ad esempio la contabilità semplificata che consiste nei soli libri Iva. Sono concettualmente simili all'impresa individuale quella familiare (formata al 51% dal capofamiglia e al 49% dai suoi familiari) e quella coniugale (formata solo da marito e moglie). La società di persone è caratterizzata da un'autonomia patrimoniale cosiddetta imperfetta: il patri monio della società non è perfettamente distinto da quello dei soci, per cui i creditori possono rivalersi (se il patrimonio societario è insufficiente) anche sui beni del socio (solitamente non vale il contrario). Si può avere una società semplice nel caso in cui non sia necessario svolgere operazioni di natura prettamente commerciale, ma si abbia la necessità di gestire un'attività (agricola o professionale, come ad esempio uno studio associato); una società in nome collettivo in cui tutti i soci sono responsabili in egual parte e con tutto il loro patrimonio delle obbligazioni della società o una società in accomandita semplice in cui i soci accomandatari rispondono nella stessa misura prevista per le società in nome collettivo, mentre i soci accomandanti rispondono limitatamente al capitale con ferito. In tutti e tre i casi non si ha l'obbligo di versare un capitale sociale minimo, ma è necessario predisporre un atto costitutivo e redigere un bilancio d'esercizio, che però può non essere depositato - come accade nella quasi totale generalità dei casi - al Registro delle Imprese. (Fonte: Unione delle Camere di Commercio).

 

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