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22/10/2010

Benvenuti al Sud, quello vero. Ed è proprio come al cinema

Calda ospitalità, buon cibo e simpatia. Viaggio nel paese del Salernitano dove hanno girato il film

Antonella Piperno per Panorama


Vanno dritti in piazzetta 10 ottobre 1923 i turisti in pellegrinaggio cinefilo a Castellabate (Salerno), il borgo del Cilento protagonista di 'Benvenuti al Sud'. E pensano di avere sbagliato strada, visto che anziché l'ufficio postale diretto nel film da Claudio Bisio trovano il bar di Luigi Severino. Per cederlo un mese e mezzo alla produzione ha incassato 5 mila euro («Ma l'avrei fatto pure gratis» assicura) e adesso l'ha riempito di foto del set, perché nel film è lo spazzino che trasporta il carretto della raccolta differenziata. Il vero ufficio postale è in via Adolfo Cilento e il direttore, Carmine Paolino, che è li da 33 anni, dall'uscita del film è sommerso da email di colleghi nordici che aspirerebbero a trasferirsi.
Poste a parte, Castellabate, borgo arroccato a 289 metri con affaccio mozzafiato a sud del Golfo di Salerno, in pieno Parco del Cilento, 8 mila abitanti, è tale e quale a come viene descritto nel film record di Luca Miniero che, con 17 milioni di euro di incasso in tre finesettimana, dalla vetta del botteghino sta abbattendo i pregiudizi nordisti verso il Sud. L'atmosfera che si respira è esattamente quella del film, anche perché c'è una gran commistione tra finzione cinematografica e realtà, visto che gli attori di contorno sono tutti castellani doc. Come Maria Pascale, 63 anni, che il film si vergognava pure a farlo e adesso firma autografi perché è finita sulla locandina accanto a Bisio. O come i gemelli ottantenni Costabile e Carlo Fragano (tra i vecchietti che in scena giocano a carte e a pallone) e Giuseppina Carbutti, il cui marito pescatore si è ingelosito perché lei nel film balla con Giacomo Rizzo. È vero pure che qui danno tutti del voi, che in ogni famiglia almeno due uomini si chiamano come il patrono Costabile, declinato anche in Costabiluccio, e quindi Luccio e Puccio. È così che in casa chiamano il sindaco pdl Costabile Maurano, in sella da due legislature. È innegabile pure che la natura sia incontaminata, che il paese trasudi calore umano e che abbiano l'irresistibile tendenza a rimpinzare il forestiero. Nel film succede a Bisio, brianzolo trasferito di forza a Castellabate, da sabato 16 a lunedì 18 ottobre alla cronista di Panorama (ribattezzata subito «'a dottoressa») che il sanguinaccio riservato al Natale se l'è risparmiato ma non ha potuto sottrarsi a un centinaio di strette di mano, a una ventina di caffè e ai fichi «’mbaccati» cioè ripieni di mandorle, limone e finocchietto.
L’immersione fra riti e ritmi locali era tesa a verificare come il paese si stia preparando alla gloria turistica toccata negli anni passati ad altre location, dalla Kastellorizo di 'Mediterraneo' alla Santorini di Che ne sarà di noi, alla finta Vigata (Porto Empedocle) del 'Commissario Montalbano'. E ovviamente a Bergues, la località di Giù al nord, pellicola francese di cui 'Benvenuti al Sud' è il remake: dopo l'uscita del film ha incrementato del 20 per cento le presenze. Adesso Maurano vuole proporre ai francesi il gemellaggio.
In paese sussurrano che all'inizio il primo cittadino fosse un po' disturbato dall'invasione del set, che i rapporti con la film commission campana li abbia tenuti Luisa Maiuri, ex assessore al Turismo ora all'opposizione, e che alla promozione preventiva abbia pensato giusto Domenico Di Luccia (probabile candidato sindaco alle prossime elezioni) con uno speciale sulla sua emittente locale Sole tv.
Ma adesso il sindaco è adrenalinico: ha scritto al premier Silvio Berlusconi, a Letizia Moratti e a Umberto Bossi per invitarli a Castellabate e il 20 novembre presenterà in pompa mangna un annullo postale dedicato al film. E deciso a utilizzare Benvenuti al Sud come sveglia per gli imprenditori delle cinque frazioni del paese che oggi non tengono aperti alberghi e ristoranti più di quattro mesi all'anno: «Dobbiamo destagionalizzare, emulare Ravello». Ha pure appena dato il via a una delibera per piazzare cartelloni e banner con le scene del film nelle varie location (la piazzetta, il castello, Palazzo Perrotti, Torre San Marco). «Metteremo anche una targa con la scritta "Benvenuti al Sud" all'inizio del paese» si esalta prima di congedarsi in fretta perché deve prepararsi alla processione serale e ai fuochi d'artificio per «San Costabile di voto»: un omaggio in più al santo (la festa del patrono si celebra il 17 febbraio) per avere risparmiato i castellani dal colera. Domenica sera erano tutti dietro al parroco e alla banda Santa Cecilia, ingaggiata anche per il film: «È un grande santo, vedrete che sarete miracolata anche voi» promette il sindaco.
sud_281San Costabile, racconta, lo ha salvato quando nell'83, da consigliere comunale, si beccò quattro pallottole nel braccio dalla camorra. «Altri tempi, è stata debellata, abbiamo solo un contenzioso giudiziario per l'hotel Castelsandra, un bene confiscato alla camorra». Camorra è una parola che qui, «dove si dorme con le chiavi fuori la porta», non si può più pronunciare. Si sono tutti offesi quando, dopo l'assassinio di Angelo Vassallo, il sindaco della vicina Pollica freddato lo scorso 5 settembre, si è riparlato di terra minacciata dai camorristi: «L'inchiesta deve ancora fare luce sulla vicenda e poi non è mica successo a Castellabate, qui è un Eden» dicono in paese. Piccati pure per una questione decisamente più lieve: il dialetto del film, fanno notare, «è napoletano e non cilentano». Qui non si sognerebbero mai di dire «ve l'avita mangia», frase con cui il povero Bisio viene spinto a ingozzarsi di specialità locali. Ma inciterebbero l'abbuffata con un «t'ara mangia».
Ma c'è un'altra precisazione a cui tengono: il film è stato un dono del cielo, «ma Castellabate finora non è stata mica la Cenerentola del turismo». È uno dei borghi più belli d'Italia, fa parte del Parco nazionale del Cilento che è patrimonio dell'Unesco, ci vanno in vacanza «Antonio Bassolino e il "medico in famiglia' Giulio Scarpati». E il film di Miniero non è neanche l'unico, visto che nel '90 ci hanno girato Cavalli si nasce e adesso Mario Martori ha scelto il ristorante Le gatte, lo stesso dove vanno a mangiare Bisio e colleghi postini, per il suo 'Noi credevamo'.
Pur non avendo né una libreria né un cinema, tanto che la visione di 'Benvenuti al Sud' qui è assicurata dai «pezzotti», cioè dai dvd taroccati smerciati da un ragazzino in uno zainetto dei Pokemon, Castellabate ospita rassegne letterarie e concerti classici. Nel 2003 ha avuto anche un sussulto glamour quando Palazzo Bel monte, il resort di Angelo Pignatelli dove ha dormito il cast, è stato la location del calendario Pirelli. «Il turismo non ci manca, abbiamo una quarantina di alberghi e agriturismi, a luglio e agosto diventiamo 60 mila» snocciola cifre il sindaco. Accanto alla prevalenza di vacanzieri campani, concentrati soprattutto nelle frazioni sul mare come Santa Maria, rivale di Castellabate centro, c'è anche un 25 per cento di tedeschi, inglesi, norvegesi. Gli stessi che animano il turismo nuziale: la cerimonia civile al castello per gli stranieri costa 250 euro, per gli italiani 50. Subito dopo il film si è prenotata, per il 4 luglio, una coppia milanese. Però è vero che Castellabate ha sempre sofferto di un complesso di inferiorità rispetto ad Amalfi e Positano. E la strada è ancora lunga, visto che, come fa notare Amilcare Troiano, presidente dell'Ente Parco, «tanta gente ancora scambia Cilento con Salento. Ma sono convinto che questo film ci farà fare il botto». Magari gli darà una mano pure San Costabile.

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